mercoledì 4 marzo 2026

Buongiorno, mondo!

Il servizio come stile di vita



Mt 20,17-28


(…) Ma Gesù li chiamò a sé e disse: «Voi sapete che i governanti delle nazioni dominano su di esse e i capi le opprimono. Tra voi non sarà così; ma chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo. Come il Figlio dell’uomo, che non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».



Oggi Gesù ci propone di condividere il sogno di Dio nella costruzione di un mondo nuovo. Mondo che è caratterizzato da relazioni che si fondano sulla disponibilità a mettersi a servizio. La proposta di Gesù non è una semplice e pia esortazione a "fare un po' di bene", ma un invito ben chiaro a dare un orientamento ben preciso alla propria esistenza: è un invito a giocarsi a fondo la vita nella libertà che nasce dal servizio. E perché non si cada nella trappola di un "semplice fare qualcosa", di "compiere qualche buona azione" o mettere sul registro della suora di turno la stellina per il "fioretto fatto" (ve lo ricordate?), Il Maestro ci ricorda che servire non è dare qualcosa ma offrire se stessi, fare della propria esistenza un dono continuo e quotidiano. Quindi, sorelle e fratelli, facciamo attenzione a non cadere nella tentazione del semplice "fare" per sentirci "a posto": la questione qui è più profonda, perché tocca il nostro essere, la scelta di uno stile di vita decisamente diverso, dove condivisione e servizio, dono di sé e prossimità sono i pilastri fondanti il nostro percorso quotidiano.   

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

La guerra è la malattia non la soluzione.


Spreaker

Buongiorno, mondo! 

2 commenti:

  1. Buongiorno… “la scelta di uno stile di vita diverso” come quello che Gesù suggerisce…non è semplice da realizzare…ma soprattutto in questo momento di “pazzia collettiva” si è presi dallo sconforto… sicuro che piccole gocce riusciranno a formare un oceano… “di servizio”? Mi sono ricordata di quella pubblicità di alcuni decenni fa : “GIGANTE PENSACI TU” perché noi abbiamo da fare la guerra. Grazie Marilisa

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