martedì 3 marzo 2026

Buongiorno, mondo!

Non maestri ma testimoni



Mt 23,1-12


In quel tempo, Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo:

“Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere, perché essi dicono e non fanno. Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito. (…)”.



Parole dure quelle di Gesù nel vangelo odierno.  

Mosè ha cercato di dare al popolo una legge che portasse alla nascita di una nazione in cui giustizia e diritto potessero risplendere come un faro per tutti gli altri popoli. Una volta che la Torah è diventata appannaggio esclusivo di "scribi e  farisei”, di dotti e maestri, questi l'hanno spesso ridotta a un puro mezzo per conquistare potere sul popolo, creando così situazioni gravissime di ingiustizia... sempre "in nome di Dio". Ogni qualvolta la gerarchia religiosa si “impossessa” dell’immagine di Dio avviene quell’operazione di ribaltamento che fa sì che non siamo più noi a sua immagine ma Dio a immagine nostra.

Nella comunità di Gesù non c'è posto per logiche di questo tipo. Non vi sono "studiati" che impongono e "popolino" che deve solamente ubbidire "perinde ac cadaver" (allo stesso modo di un cadavere). La comunità di Gesù nasce a servizio dell'uomo per aprire spazi al Regno, ossia al modo di essere presente di Dio nella storia, comunicando il suo amore a tutti e a ciascuno. Non abbiamo bisogno tanto di “maestri” (“Uno solo è il vostro maestro…”) o, per dirla peggio, di “ammaestratori”, ma di sorelle e fratelli testimoni della forza amante e vitale che sta all’origine di ogni vita. 

Come sempre il Vangelo chiede di prendere posizione: mendichiamo un posticino presso una qualche "cattedra" per un po' di potere, o lavoriamo per il bene dell'uomo comunicando e divenendo trasparenza di quell’amore che si fa servizio?

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

La guerra è la malattia non la soluzione.


Spreaker

Buongiorno, mondo!

lunedì 2 marzo 2026

Buongiorno, mondo!

Una misericordia che vivifica



Lc 6,36-38


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso.

Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati.

Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio».




Il nostro percorso quaresimale viene oggi illuminato da un'altra parola di Gesù che ribadisce la necessità di vivere la vita e la fede nella somiglianza al Padre: "Siate misericordiosi, come è misericordioso il Padre vostro". 

È la via della vita, fatta di gesti di misericordia e accoglienza che aprono spazi all'azione risanatrice del Padre. 

È la via maestra per quella società nuova che nasce dal cuore amante dell'Uomo della Croce Risorto che vive per sempre con noi e ci accompagna nella realizzazione del sogno di Dio sull'uomo. 

Qualcuno potrebbe pensare che essere misericordiosi sia mostrarsi deboli. È proprio di questa "debolezza" che abbiamo bisogno affinché possiamo portare a compimento l’arazzo della creazione

Per far questo occorre essere donne e uomini nuovi, nel cuore e nella vita, donne e uomini capaci di relazioni vivificanti perché autenticamente umane.

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

La guerra è la malattia non la soluzione.


Spreaker

Buongiorno, mondo! 

sabato 28 febbraio 2026

venerdì 27 febbraio 2026

Buongiorno, mondo!

Pastori della propria animalità



Mt 5,20-26

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

“Se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.

Avete inteso che fu detto agli antichi: Non ucciderai (…)”.



Gesù è uno che non si accontenta mai; è l'uomo che va sempre "oltre", e invita a fare altrettanto Invita i suoi, noi, tutte e tutti coloro che che si riconoscono nel suo messaggio, a superare la fedeltà (così è da intendere il termine "giustizia") all'Antica Alleanza, quella della legge del taglione, per entrare nell'ottica di quella Nuova, dove non basta astenersi dal fare il male ma occorre essere portatori di vita, persone che si occupano e si preoccupano del bene e del benessere del fratello e della sorella. Anzi, la proposta è ancora più sconvolgente: invita all'amore verso chi mi fa del male, invita ad andare "oltre" la risposta naturale (tu fai questo a me, io faccio faccio questo a te, o reciprocità della risposta violenta) per comunicare vita e amore come Dio "che fa piovere sui giusti e sugli ingiusti...". Gesù, realizzatore pieno di quell’umanità verso cui stiamo ancora camminando, invita decisamente a diventare “pastori della propria animalità”, rispondendo così a quella vocazione umanissima che il narratore della Genesi chiama “somiglianza”. Non sono parole facili (e chi lo ha mai detto?), ma sono le Sue e sul piatto della scommessa non ci si può giocare solo per una parte: Lui su quel piatto ci ha messo la vita, e noi che ci mettiamo?  

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

La guerra è la malattia non la soluzione.


Spreaker

Buongiorno, mondo! 

giovedì 26 febbraio 2026

Buongiorno, mondo!

Essere buoni


Mt 7,7-12

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto.

Chi di voi, al figlio che gli chiede un pane, darà una pietra? E se gli chiede un pesce, gli darà una serpe? Se voi, dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro che è nei cieli darà cose buone a quelli che gliele chiedono!

Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti».



Per poter dare cose buone è necessario essere persone buone. Dio, il Dio narrato da Gesù non è semplicemente buono: è esclusivamente buono. I tratti del suo essere lasciano arrivare fino a noi, come miele che cola da un favo, fiumi di bontà, di magnanimità, di attenzione e cura affinché possiamo lasciarci da questi abbracciare e diventare a nostra volta portatori di cose buone. Nel suo realismo radicale Gesù ha indicato che tutto il male che conosciamo e facciamo non entra dall’esterno ma viene dal cuore, dal nostro cuore spesso duro, dal nostro sguardo rivolto all’idolo, dalle nostre mani chiuse dalla brama di possesso. Ecco perché facciamo fatica a praticare la regola aurea citata nell’ultimo verso del Vangelo odierno. “Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi…”: il punto è questo. Cosa desidero veramente? Cosa voglio? Dietro questa domanda se ne cela un’altra, che è quella essenziale: chi desidero essere in questa umanità? A chi mi ispiro? A ciascuna e ciascuno di continuare la propria riflessione.

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

La guerra è la malattia non la soluzione.


Spreaker

Buongiorno, mondo! 

mercoledì 25 febbraio 2026

Buongiorno, mondo!

Segni del Regno



Lc 11,29-32


In quel tempo, mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire:

«Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona. Poiché, come Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio dell’uomo lo sarà per questa generazione. (…)


Mai come in questi ultimi tempi ci vengono riproposti "segni straordinari" dal cielo, "visioni", e via con tutta la grancassa mediatica che queste cose suscitano. Soprattutto coloro che vedono crollare il mondo che fu, il piccolo mondo antico dei poteri da sacrestia, dove la grandezza si misurava in base alla bellezza e allo splendore della tonaca con annessi e connessi. Sono quelli della religione malata: la religione della coazione a ripetere il passato, sempre, comunque e a prescindere. La "malvagità" di questa generazione sta proprio nel fatto che, come ai tempi di Gesù, si cerca di spacciare per volontà di Dio quello che è unicamente il proprio desiderio di potere, travestendo il tutto sotto l'effimera sublimità del segno straordinario, della "mirabilia", come la pubblicità: il mio prodotto funziona meglio del tuo, anzi, uno solo dei miei vale più di tre dei tuoi. Ho già detto in questa sede che Gesù, alla folla che si accalca in cerca di segni poderosi, non dà segni, ma a tutti chiede che dietro di Lui si divenga segni con Lui. 

Non siamo più la Chiesa che sciorina segni miracolosi per accaparrarsi l'attenzione degli uomini, ma la Chiesa che si fa segno di una Presenza che non si impone ma si propone, di una Presenza che non si fa servire ma che si mette a servizio, di una Presenza che non ama rivestirsi di code e strascichi, ma che, "dontoninamente”, si ricopre con pazienza di un umile grembiule e si inginocchia davanti ad ogni uomo e ogni donna per indicare il "segno del servizio" come il segno della Presenza che ridà dignità e bellezza all'uomo ferito.  

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

La guerra è la malattia non la soluzione.


Spreaker

Buongiorno, mondo! 

martedì 24 febbraio 2026

Buongiorno, mondo!

Coltivare il silenzio



Mt 6,7-15

"Pregando, non sprecate parole come i pagani, i quali credono di venire ascoltati a forza di parole" (…).



Questo nostro tempo è segnato particolarmente dalla velocità: fretta, novità, sempre di corsa... Anche la comunicazione risente pesantemente di questo, tanto che ci si vanta di vivere nel secolo delle comunicazioni sempre più veloci: non fai a tempo a pensare qualcosa, stai ancora finendo di elaborare che zac!... sei già in rete, o al cellulare. Mi pare però, senza voler fare il nostalgico, che, sì, abbiamo reso le comunicazioni più veloci, ma abbiamo perso LA comunicazione, l'uso sapiente della parola, l'ascolto calmo e con esso il silenzio, perché dobbiamo sempre riempire di qualcosa ogni spazio, anche quello del silenzio stesso. E questo incide anche sull'uso che facciamo della parola nella nostra preghiera: è tutto un parlare, leggere, riempire i vuoti perché altrimenti non si sa che fare. Quando c'è silenzio durante la preghiera si avverte quasi un certo imbarazzo: forza, di' qualcosa... metti qualcosa, leggiamo, cantiamo. 

"Pregando, non sprecate parole come i pagani, i quali credono di venire ascoltati a forza di parole": ecco la consegna del Maestro oggi. Ritrovare il senso della nostra parola nella sua Parola, imparare ad ascoltare il "mormorio" della voce del Silenzio, entrare in sintonia con Lui per imparare a parlare in maniera più umana. E questo ci aiuterà a penetrare nel mistero del linguaggio di Dio. 

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

La guerra è la malattia non la soluzione.


Spreaker

Buongiorno, mondo!

lunedì 23 febbraio 2026

Buongiorno, mondo!

Far brulicare la vita


Mt 25,31-46

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

“Quando il Figlio dell’Uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra (…)”.



Parole che non lasciano spazio a molta immaginazione quelle che oggi il Maestro rivolge ai suoi, cioè a noi oggi.

È la famosa pagina di Matteo che chiamiamo del "giudizio universale", ma dovrebbe essere chiamata quella della "prova delle Beatitudini". Non si può leggere e capire questo testo senza tenere davanti quello delle Beatitudini, e in particolar modo la prima. Infatti solo chi sceglie volontariamente e liberamente di vivere quella povertà che è fatta di condivisione, di attenzione totale al bene e alla vita dell'altro, avrà occhi per vedere l'affamato, l'assetato, il malato... ecc. Inutile farne, come spesso è accaduto, una pia esortazione a compiere qualche opera buona. Dunque, o il tutto si regge sull'opzione fondamentale delle Beatitudini, o diventa un semplice esercizio dove "io buono aiuto te che sei nel bisogno" ma mantenendo l'altro nel bisogno per poterlo continuamente accudire in maniera paternalista, e non paterna come quella del Dio di Gesù. Il Padre non desidera "fioretti" di bontà, ma persone libere di cuore che scelgono liberamente di essere portatori di vita, praticanti un amore simile al Suo, capaci di liberare da povertà e ingiustizia attraverso la creazione di spazi comunitari dove l'azione dello Spirito, comunicato in abbondanza, si manifesta in maniera concreta ed efficace facendo brulicare la vita stessa. E per far questo non servono indicazioni del Parroco, del Vescovo o del Papa: basta camminare dietro al Maestro giorno dopo giorno. 

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

La guerra è la malattia non la soluzione.


Spreaker

Buongiorno, mondo! 

domenica 22 febbraio 2026

venerdì 20 febbraio 2026

Buongiorno, mondo!

La gioia del Vangelo


Mt 9,14-15

In quel tempo, si avvicinarono a Gesù i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché noi e i farisei digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli non digiunano?».

E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno».



Gesù si presenta come il Dio-con-noi e lui stesso dirà ai suoi: "Ecco, io sono con voi per sempre...". La coscienza forte della sua presenza nella nostra storia, il suo continuo farsi prossimo a noi ci invita a vivere in profondità la dimensione della festa nella nostra quotidianità. Non siamo "vispe terese", persone distratte, lontane dalle fragilità dei fratelli e delle sorelle che sono con noi; pur coscienti del dolore del mondo entriamo in esso vestiti "a nozze" perché il Maestro continua ad accompagnare i nostri passi. Smettiamo dunque gli abiti del lutto, le facce perennemente tristi di chi vede solo sventura e male in ogni cosa. Dio non ha bisogno dei nostri digiuni, ma di cuori allenati ad amare nel suo stile, di cuori che sanno apparecchiare banchetti di vita, di speranza, di cuori che si fanno prossimi e condividono gioie e speranze. Se la legge prescrive il digiuno, noi portiamo a compimento  con la condivisione; se la legge impone il sacrificio, noi portiamo a compimento con la misericordia; se la legge obbliga alla stretta osservanza, noi portiamo a compimento con la libertà che viene da un cuore che ama appassionatamente, come il cuore del Padre. E a chi ci rimprovera di essere irrispettosi della legge e della prescrizione canonica, noi diciamo che non possiamo che essere così perché abbiamo ricevuto il nostro evangelo, la buona notizia che fa di noi persone felici e libere perché consapevoli di essere figlie e figli amati e pertanto sorelle e fratelli amanti. 

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

La guerra è la malattia non la soluzione.


Spreaker

Buongiorno, mondo! 

giovedì 19 febbraio 2026

Buongiorno, mondo!

Profeti di umanità



Lc 9,22-25

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Il Figlio dell’uomo deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno».

Poi, a tutti, diceva: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà. Infatti, quale vantaggio ha un uomo che guadagna il mondo intero, ma perde o rovina se stesso?».



Rinnegare se stessi non è rinunciare alle proprie potenzialità, ai doni che si hanno, alle capacità. Quante persone sono state rovinate e impoverite da atteggiamenti ottusi e miopi che chiedevano di rinunciare "per umiltà, per far piacere al Signore" alle loro capacità e competenze! Quante volte chi sta "al piano di sopra", nella stanza dei bottoni, arriva ad affermare con tutta tranquillità che il momento di sofferenza che uno sta vivendo è "la croce che il Signore ti dà per seguire il suo cammino!". Ma quando mai? Da quando il Signore si diverte a buttare sulle nostre spalle delle croci, magari aggiungendo anche un: "Ma io ti voglio bene!". La sofferenza fa parte della fragilità del mestiere di vivere, e non credo che Dio sia felice quando noi stiamo male (almeno questo è il Dio in cui io credo). Gesù invita a percorrere la via del dono di sé che genera il perdono come l’unica via possibile per portare a realizzazione piena la nostra umanità. Esattamente il contrario di ciò che abbiamo sotto gli occhi in questi giorni, dove l’esibizione della forza e della potenza sono addirittura considerate doni di dio. Dalle nostre scelte si comprenderà chi stiamo seguendo.

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

La guerra è la malattia non la soluzione.


Spreaker

Buongiorno, mondo 

mercoledì 18 febbraio 2026

Buongiorno, mondo!

Autenticità



Mt 6,1-6.16-18

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

“State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli.” (…)



Oggi, per le sorelle e i fratelli che sono di rito romano, inizia il percorso quaresimale. L’incipit del testo evangelico della liturgia odierna è un invito forte a liberarci dal demone dell'apparenza, dell'apparire a tutti i costi. È una sorta di dio Crono della nostra cultura che cresce i suoi figli con l'idea dell'apparire per esistere e poi se li mangia dopo averli illusi nel tritacarne delle apparenze, delle comparsate che contano, delle varie "isole" che promettono notorietà. La proposta del Maestro tocca invece il cuore dell'esistenza: vivere una vita che non è appariscente ma che, come seme nella terra, genera amore, apre percorsi di giustizia, invita alla solidarietà, lancia la sfida della preghiera, ossia del rinnovare la propria intimità con Dio per continuare ad assomigliare a Lui nella pratica del nostro amore. La quaresima non è dunque un tempo di mestizia e sconforto, ma una chiamata a rinnovare la nostra adesione alla vita, gettando via tutto ciò che ci appesantisce inutilmente, impedendoci di correre gioiosi verso la Pasqua, la festa della vita. Non è il tempo della mortificazione (il vangelo non chiama a mortificarci, ma a "vivificarci"), ma il tempo in cui rinnoviamo la nostra scelta della fatica personale del crescere, la scelta di essere gioiosi ma seri, la scelta di essere e non di apparire, la scelta di vivere e non di lasciarci vivere. 

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

La guerra è la malattia non la soluzione.


Spreaker

Buongiorno, mondo! 

martedì 17 febbraio 2026

Buongiorno, mondo!

Lieviti e pani


Mc 8,14-21

In quel tempo, i discepoli avevano dimenticato di prendere dei pani e non avevano con sé sulla barca che un solo pane. Allora Gesù li ammoniva dicendo: «Fate attenzione, guardatevi dal lievito dei farisei e dal lievito di Erode!». Ma quelli discutevano fra loro perché non avevano pane. (…)



I primi compagni di Gesù non riescono a comprendere il significato profondo dei segni che il Maestro pone davanti ai loro occhi. Nemmeno davanti al pane donato e condiviso riescono a capire. Allora ecco l'avvertimento che viene dalle parole nette di Gesù.

Egli chiede ai suoi di tenere ben desta l’attenzione per evitare le trappole rappresentate dai “falsi lieviti”: quello dei farisei e quello di Erode. Quello di Erode rappresenta la tentazione del messianismo politico mentre quello dei farisei la tentazione del messianismo religioso. Non mi pare necessario esemplificare nel nostro oggi perché basta affacciarsi alla finestra e semplicemente osservare.

Gesù mette in guardia i suoi da entrambi perché entrambi sono sì lieviti ma il risultato della loro fermentazione è un pane che non sfama perché provoca una fame ingorda che non sazia mai: quella fame che ora è potere, ora è denaro, ora è fama. Che sia per Cesare o per Dio, è un pane che nasce da un lievito che inocula morte perché sorgente di disumanità.

Ben diverso è il pane offerto e condiviso da Gesù. Il suo è impastato con il lievito del dono e del perdono, del servizio e della condivisione, della cura e della prossimità: questo fa nascere il pane della vita. Ora la domanda che nasce è: presso quale forno stiamo cercando il nostro pane quotidiano?

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

La guerra è la malattia non la soluzione.


Spreaker

Buongiorno, mondo! 

lunedì 16 febbraio 2026

Buongiorno, mondo!

Essere segno


Mc 8,11-13

In quel tempo, vennero i farisei e si misero a discutere con Gesù, chiedendogli un segno dal cielo, per metterlo alla prova.

Ma egli sospirò profondamente e disse: «Perché questa generazione chiede un segno? In verità io vi dico: a questa generazione non sarà dato alcun segno».

Li lasciò, risalì sulla barca e partì per l’altra riva.



Ai farisei che chiedono un segno Gesù risponde con le parole appena ascoltate. Non è che il Maestro non vuol dare segni: ne ha dati fin troppi. Si rifiuta di dare quei segni del Messia nazionalista che in tanti si aspettavano, il segno del Messia "Figlio di Davide", colui che avrebbe colmato le attese di quanti speravano nella rinascita del Regno di Israele. Gesù si presenta come il Messia "Figlio di Dio", non figlio di Davide. Figlio di un Dio che non viene a prendersi vite con la violenza e il sopruso, con l'inganno (ricordate l'inganno di Davide contro Uria per prendersi Betsabea?) che sostiene da sempre il potere assoluto. Il Messia Gesù non prende vite ma offre la sua, non spaccia per verità la menzogna (come spesso avviene per gli uomini di potere), non impone una giustizia fatta su misura per conservare il suo potere, ma apre percorsi di vita, di amore; propone pratiche di perdono e di solidarietà tali da dare alla vita stessa una qualità superiore da renderla indistruttibile, immortale, e non effimera come ogni cosa che si fonda sulla forza, sulla violenza e sul potere. Ecco perché Gesù non dà segni: è Lui che si fa segno con il suo stile di vita, con il suo amore per la vita, con la sua sete di giustizia, con la sua compassione che narra quella di Dio. E chiede ai suoi, a noi, di essere segni allo stesso modo: non di fare cose grandi, ma di essere grandi nella vita ordinaria, nella personale fatica del crescere quotidiano, diventando segni di quel Regno che inesorabilmente cresce con e attorno a noi. 

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

La guerra è la malattia non la soluzione.


Spreaker

Buongiorno, mondo! 

domenica 15 febbraio 2026

venerdì 13 febbraio 2026

Buongiorno, mondo!

Far bene ogni cosa


Mc 7,31-37


In quel tempo, Gesù, uscito dalla regione di Tiro, passando per Sidòne, venne verso il mare di Galilea in pieno territorio della Decàpoli.

Gli portarono un sordomuto e lo pregarono di imporgli la mano. Lo prese in disparte, lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e gli disse: «Effatà», cioè: «Apriti!». E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente.

E comandò loro di non dirlo a nessuno. Ma più egli lo proibiva, più essi lo proclamavano e, pieni di stupore, dicevano: «Ha fatto bene ogni cosa: fa udire i sordi e fa parlare i muti!».



La parola, la capacità di esprimere e di esprimersi direi che è un costitutivo della nostra natura perché non possiamo vivere senza comunicare. Per questo occorre imparare ad usare correttamente il linguaggio, anche a causa della sua "ambiguità". Qui Gesù va oltre, come sempre: quell'uomo non era in grado di comunicare correttamente né con gli altri né correttamente con Dio. L'immagine distorta del Dio giudice, che punisce ogni minimo sgarro, che se la prende quando siamo felici, che spia ogni nostra attività per coglierci in flagranza di reato, ha inquinato la vita di quell'uomo a tal punto da non consentirgli più di comunicare. Davanti a un Dio così, l'unica possibilità è il restare muti, perché anche una sola parola fuori posto può causare condanne irreversibili. Per questo il Maestro lo tira fuori dalla folla, lo separa: non si può guarire lasciandosi curare da chi è malato come te e pretende di avere la soluzione al problema. Quell'ordine: "Apriti" è la parola che arriva dritta dritta al nostro cuore oggi.

”Apriti", accogli l'amore del Dio che ama la vita; 

"Apriti", lascia che Egli si chini su di te per guarire il tuo essere sordo al suo amore e ti insegni a parlare un nuovo linguaggio, quello dell'amore e del servizio"; 

"Apriti", respira il dono della vita e diventa dono di vita per chi ti incontra; 

"Apriti", accetta la proposta del Maestro che ti offre la possibilità di ascoltare il Padre con orecchi e cuore nuovo, capace di ardere della sua Parola e di splendere in mezzo a chi fino ad oggi ti ha chiuso in te stesso, ti ha negato l'amore del Padre impedendoti di parlare con gli altri come a fratelli e sorelle. 

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

La guerra è la malattia non la soluzione.


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Buongiorno, mondo!