Liturgia Quotidiana

venerdì 28 giugno 2024

Buongiorno mondo!

Dio come Gesù



Mt 8,1-4


Quando Gesù scese dal monte, molta folla lo seguì.

Ed ecco, si avvicinò un lebbroso, si prostrò davanti a lui e disse: «Signore, se vuoi, puoi purificarmi».

Tese la mano e lo toccò dicendo: «Lo voglio: sii purificato!». E subito la sua lebbra fu guarita.

Poi Gesù gli disse: «Guàrdati bene dal dirlo a qualcuno; va’ invece a mostrarti al sacerdote e presenta l’offerta prescritta da Mosè come testimonianza per loro».



La legislazione che riguardava la lebbra era chiarissima e severa: che era riconosciuto (dal sacerdote) come affetto da questa malattia doveva essere isolato, condannato all'ostracismo e emarginato dalla società civile. E per evitare di rendere impure altre persone, doveva fare in modo di segnalare la sua presenza e mantenere debite distanze. Al suo solito, Gesù fa capire che non è escludendo che si risana una persona, non è emarginandola, non è isolandola, ma "toccandola", circondandola di affetto e amore. Troppo facilmente abituati a pensare (anche perché così facendo evitiamo spesso di sporcarci le mani) che Gesù è Dio, non pensiamo mai nell'altra direzione: Dio è come Gesù. Il gesto che pone Gesù sta a indicare ciò che compie Dio nei nostri confronti ogni giorno, ma soprattutto, nei confronti di tutte e tutti coloro che in qualche modo la legge esclude, isola ed emargina. 

Io sarò pure "confuso", come qualcuno (non molto amabilmente) mi ha detto, ma assicuro che tutto mi è diventato più chiaro da quando ho compreso che Dio è come Gesù: la prospettiva cambia, e di molto (e forse tante stupidate che si sentono in giro sparirebbero). 

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

martedì 25 giugno 2024

Buongiorno mondo!

Non solo fare il bene, ma essere bene



Mt 7,6.12-14


 (…) “Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge ed i Profeti" (…).



C’è bisogno di commentare? Non credo proprio. Siamo parte del "popolo della senape": non abbiamo bisogno né di piazze né di innalzare campanili. Non stiamo a fare manifestazioni per poi ipocritamente contarci per dire che siamo forti, che noi siamo qualcuno. Non partecipiamo a cortei Pro Life selezionando quali “life” contano e quali invece possono cadere nel limbo dell’indifferenza (non sopporto più questo cristianesimo che seleziona a seconda della visibilità ottenuta dagli organizzatori!).

Il giardino del quotidiano di ogni uomo e ogni donna sono il campo in cui, con fiducia, spargiamo il seme della Sua Parola, certi che darà frutto a suo tempo; passiamo “facendo del bene a tutti”, indistintamente, senza chiedere patentini di appartenenza, dichiarazioni di identità o genere sessuale, perché così opera il Dio che ci ha rivelato Gesù. La cristianità va scomparendo, ed è un bene. Da questa morte rinascerà un cristianesimo più autentico. A noi il compito di gettare i semi. Altri vedranno i frutti.

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

lunedì 24 giugno 2024

Buongiorno mondo!

Farsi voce




Oggi è la solennità della nascita di San Giovanni Battista, ultimo dei profeti e famosissima "vox clamantis in deserto", la voce che grida nel deserto. È vero che Marco ha utilizzato il testo di Isaia spostando la punteggiatura (da "Voce di uno che grida: "Nel deserto preparate...." a "voce di uno che grida nel deserto: preparate..." ), ma resta affascinante comunque quel gridare nel deserto, all'epoca luogo-simbolo del rifiuto di una certa istituzione religiosa, ma anche rifugio per terroristi che combattevano l'invasore (niente di nuovo sotto il sole...mi pare). 

Non voglio essere irriverente né dissacrare la figura del Battista, ma a volte pensando a Lui mi viene in mente quella famosa pubblicità della particella di sodio nella bottiglia d'acqua: "C'è nessuuuuunooooo....?". 

È il destino di tutte le voci che annunciano la Parola: spesso, se va bene, non vengono degnate di attenzione; al peggio, vengono ridotte al silenzio. Ma vi è anche un'altra realtà, più subdola: pur di non ascoltare la voce al servizio della Parola, si fanno avanti voci che vogliono essere loro stesse parola, che sanno abilmente sostituirsi alla Parola; voci che hanno la pretesa di possedere la Parola. 

Giovanni insegna che non si possiede la Parola, ma si è posseduti da essa. Siamo solo voci che si fanno eco di una Parola che viene da lontano e sa condurre lontano chi a lei si affida. 

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

venerdì 21 giugno 2024

Buongiorno mondo!

Essere magnanimi



Mt 6,19-23


(…) La lampada del corpo è ’l’occhio; perciò, se il tuo occhio è semplice, tutto il tuo corpo sarà luminoso; ma se il tuo occhio è cattivo, tutto il tuo corpo sarà tenebroso. Se dunque la luce che è in te è tenebra, quanto grande sarà la tenebra!



Gesù parla di occhio "cattivo”: occorre ben comprendere questa espressione. “Occhio cattivo", infatti, nella tradizione biblica ha un sapore differente rispetto al nostro modo di intendere (e se non si conosce tale sapore si rischia da far dire al Vangelo quello che non vuol dire, distribuendo "falsi occhi cattivi" a destra e a manca, e in questo sport da noi, nella Chiesa, gli specialisti abbondano!). "Occhio cattivo o maligno" indica precisamente la taccagneria, l'avarizia, il braccino corto. Capiamo ora cosa vuol intendere il Maestro: se vivi di avarizia, se chiudi il tuo cuore alle necessità della sorella o del fratello, per favore, non pregare il Padre nostro, non prendere in giro chi rivela la sua essenza nella gratuità, nel perdono incondizionato e gratuito. Se scegli la piccineria del cuore, non puoi assomigliare al Padre e quindi non riuscirai a seguire la strada del Figlio.  Questo “occhio cattivo” è come la febbre: è un sintomo. Sintomo dell’unica malattia diagnosticata da Gesù: la sclerocardia, la durezza di cuore che genera esclusione e indifferenza. 

Ecco, in breve quanto il Maestro ci invita a vivere oggi. Rifiutare lo stile di vita che nasce da un "occhio cattivo" significa condividere le scelte di vita del Maestro, vivere la libertà del dono e condividere quella del perdono reciproco. 

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

giovedì 20 giugno 2024

Buongiorno mondo!

Coltivare il silenzio



Mt 6,7-15


"Pregando, non sprecate parole come i pagani, i quali credono di venire ascoltati a forza di parole" (…).



Questo nostro tempo è segnato particolarmente dalla velocità: fretta, novità, sempre di corsa... Anche la comunicazione risente pesantemente di questo, tanto che ci si vanta di vivere nel secolo delle comunicazioni sempre più veloci: non fai a tempo a pensare qualcosa, stai ancora finendo di elaborare che zac!... sei già in rete, o al cellulare. Mi pare però, senza voler fare il nostalgico, che, sì, abbiamo reso le comunicazioni più veloci, ma abbiamo perso LA comunicazione, l'uso sapiente della parola, l'ascolto calmo, finanche il silenzio, che dobbiamo sempre riempire di qualcosa. E questo incide anche sull'uso ce facciamo della parola nella nostra preghiera: è tutto un parlare, leggere, riempire i vuoti perché altrimenti non si sa che fare. Quando c'è silenzio durante la preghiera si avverte quasi un certo imbarazzo: dai, di' qualcosa... metti qualcosa, leggiamo, cantiamo. 

"Pregando, non sprecate parole come i pagani, i quali credono di venire ascoltati a forza di parole": ecco la consegna del Maestro oggi. Ritrovare il senso della nostra parola nella sua Parola, imparare ad ascoltare il "mormorio" della voce del Silenzio, entrare in sintonia con Lui per imparare a parlare in maniera più umana. E questo ci aiuterà a penetrare nel mistero del linguaggio di Dio. 

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

mercoledì 19 giugno 2024

Buongiorno mondo!

Autenticità



Mt 6,1-6.16-18


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli. (…)


Gesù chiede ai suoi di non cadere nella trappola dell'apparire e di evitare con cura l'ipocrisia. Ipocrita, nel greco classico, era l'attore teatrale. Ecco, Gesù invita a non fare gli attori nella vita, a non mostrarsi per ciò che non si è, a evitare di giocare un ruolo, a smetterla, se fosse il caso, di fare gli imbonitori, a piantarla di imporre pesi "che voi non toccate nemmeno con un dito". Ho l'impressione, non troppo vaga in verità, che molti cattolici oggi amino interpretare un ruolo piuttosto che vivere il messaggio del Maestro. Così si vedono in giro crociati arrabbiati contro tutto e contro tutti; pseudo-biblisti col diploma di Radio Elettra che non sanno distinguere tra Primo e Nuovo Testamento, facendo dire alla Bibbia tutto ciò che serve a sostenere cause che danno visibilità al momento; teologi dell'ultima ora che “sdottoreggiano” di teologia che manco l'Aquinate.... Esperti di ecclesiologia che parlano in tv o sui social o su altri media proponendo un'immagine di Chiesa tagliata su misura per loro e le loro idee .... .
Per fortuna accanto a questo marasma di ipocriti variamente assortiti, vi sono anche sorelle e fratelli che, nella fatica quotidiana del crescere e del credere, vivono la Parola del Maestro senza far suonare inutili tromboni: è il "popolo della senape", e questo mi conforta. 

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

martedì 18 giugno 2024

Buongiorno mondo!

Assomigliare



Mt 5,43-48



"Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico; ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti (…)”. 



Ecco il cuore della proposta di vita di Gesù: non più obbedire a un Dio che impone i suoi comandi e che dispone delle vite degli uomini a proprio piacimento, quasi fossero marionette nelle sue mani, ma assomigliare al Padre, imparando ad amare con Lui e come Lui. Se da una parte Gesù cancella qualsiasi pretesa di violenza in nome di Dio, dall'altra dona un volto ben preciso a tale Dio: quello di un Padre. E vivere da figli suoi significa, per l'appunto, assomigliare a Lui nel suo modo di amare. In questo modo Gesù chiude il cerchio: quella creatura nata a "immagine e somiglianza", scopre la propria dignità di figlia/o nel potenziare quella "somiglianza" in "assomiglianza". Gesù ha donato la propria esistenza per comunicare il volto di un Dio che non si prende le vite degli uomini ma offre la sua e invita a fare la stessa cosa per la vita di tutti. 

Inutile rinchiudere di nuovo Dio dentro le nostre belle caselline mentali: o accogliamo un Padre o continueremo a costruire idoli muti che soddisfano solamente i nostri desideri di potere. 

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.