Liturgia Quotidiana

mercoledì 30 giugno 2021

Buongiorno mondo!

Liberi dalla furia


Mt 8,28-34

In quel tempo, essendo Gesù giunto all'altra riva del mare di Tiberiade, nel paese dei Gadarèni, due indemoniati, uscendo dai sepolcri, gli vennero incontro; erano tanto furiosi che nessuno poteva più passare per quella strada.
Cominciarono a gridare: «Che cosa abbiamo noi in comune con te, Figlio di Dio? Sei venuto qui prima del tempo a tormentarci?» (…).




Matteo rielabora il racconto di Marco 5 e lo fa "sdoppiando" l'indemoniato, che nel nostro testo quindi diventano due. Questo fatto mi ha fatto pensare: perché Matteo raddoppia? Perché ritocca il racconto di Marco inserendo un indemoniato in più?

Non so se la risposta sia del tutto corretta e accettabile, ma quella che mi sono dato io è questa. Matteo introduce un secondo personaggio per dire al suo lettore: "Guarda che questo sei tu!".

In effetti, quante volte anche noi, in parole o con i nostri atteggiamenti, non facciamo altro che dire al Maestro: "Cosa abbiamo in comune con te?". Facciamo ciò che ci hanno detto di fare, recitiamo per benino il Credo ogni domenica, andiamo a Messa, se non sempre, ma almeno a Natale e Pasqua, ogni tanto una piccola elemosina. Che vuoi di più?
Ecco quella "falsa" fedeltà da cui dobbiamo essere liberati, ecco quell'ipocrisia che ci fa dire: "Sì, sappiamo che sei il Figlio di Dio, e questo ci basta".

Occorre davvero che ci lasciamo liberare dal Maestro, occorre che buttiamo "a mare" quella "furia" che ci fa calpestare le vite altrui e che impedisce a noi di vivere come e con Lui.

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

martedì 29 giugno 2021

Buongiorno mondo!

Risposte di fede


Mt 16,13-19

In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell'uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno dei profeti».
Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente» (…)".




Dal "Cosa dicono di me?" al "Chi sono io per te?". È tutto qui. Gesù chiede di saper andare oltre l'ovvio, anche quello delle definizioni di fede, del catechismo, delle nozioni che ci sono state passate. Chiede di mettersi in gioco personalmente, con la totalità del proprio essere e vivere.

Immaginiamo due persone che si amano e alla domanda dell'una "Chi sono io per te?" l'altra rispondesse con una definizione da dizionario o da codice civile o da chissà quale altra opera letta.

Ecco, Gesù chiede a ciascuno la propria risposta personale che, come quella di Pietro, può anche essere non corretta fino in fondo (Pietro ha un'idea di Messia che non è proprio in linea con quanto Gesù propone di sé), ma che indica la disponibilità totale e totalizzante a mettersi in gioco.

Dunque, "Chi sono io per te?".

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

lunedì 28 giugno 2021

Buongiorno mondo!

Maestri e discepoli

Mt 8,18-22

In quel tempo, vedendo la folla attorno a sé, Gesù ordinò di passare all’altra riva.
Allora uno scriba si avvicinò e gli disse: «Maestro, ti seguirò dovunque tu vada». Gli rispose Gesù: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo».
E un altro dei suoi discepoli gli disse: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Ma Gesù gli rispose: «Seguimi, e lascia che i morti seppelliscano i loro morti».




Uno scriba in cerca di un Maestro e un discepolo in cerca del suo Signore. Ecco sintetizzato il testo di oggi.

Lo scriba, lui stesso maestro, intuisce di aver trovato un maestro che può insegnargli qualcosa di nuovo. Ma alla sua richiesta Gesù chiede la disponibilità ad abbandonare il "proprio nido, la propria tana", a uscire fuori e lasciar cadere le proprie sicurezze per entrare con il nuovo Maestro dentro quel Mistero assoluto che va oltre ogni nostra comprensione.

Al discepolo in cerca del suo Signore Gesù chiede di non assolutizzare nessuna relazione perché questa rischia di diventare idolatria. Anche a lui Gesù propone di seguirlo nel Mistero assoluto che apre alla vita nuova e definitiva ("Lascia che i morti…".

A ognuno Gesù propone la Via: camminare dietro a Lui passando dal nostro essere maestri a suoi discepoli, abbandonando tutte le nostre sicurezze, anche quelle su Dio, per lasciarci guidare dentro il respiro del Mistero assoluto da cui proviene ogni energia e vita.

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

venerdì 25 giugno 2021

Buongiorno mondo!

Tocchi di vita


Mt 8,1-4

"Tese la mano e lo toccò dicendo: «Lo voglio: sii purificato!» (…)".


"Lo toccò": il tatto è uno dei nostri sensi che spesso implica vicinanza, comunione, ma anche quel desiderio che maschera il delirio del possesso. Vi sono tocchi gradevoli e altri di cui si farebbe volentieri a meno; tocchi che esprimono dolcezza e vicinanza e altri che nascondono deliri di quell'onnipotenza che tutto vuol possedere. Vi è anche il tatto del neonato, che impara, conosce, esplora il mondo con mani e bocca.

Vi sono tocchi che aprono e comunicano vita e altri che la vita mortificano.

Gesù, nel suo toccare o nel suo lasciarsi toccare, comunica sempre vita. Mai il tocco di Gesù è per "legare", per "colpire" o "assalire" o "afferrare", secondo le accezioni del verbo greco qui usato. Il suo è sempre un tocco che indica il "mettere mano a una cosa per occuparsene" (sempre secondo le possibili accezioni del verbo) cioè per prendersene cura e ridare libertà e vita alla persona che Lui sta toccando.

Gesù non teme di sporcarsi o di infettarsi con il suo toccare. Non indossa nemmeno quelle "mascherine spirituali" che spesso portiamo con ostentazione per non infettarci con chi consideriamo perso e lontano da Dio (quale Dio, poi?). Gesù non teme le "contaminazioni": tocca per affondare la sua carne nella nostra carne fragile e farla così sentire amata, amabile e chiamata alla piena umanizzazione.

Gesù tocca l'intoccabile e ci invita a fare altrettanto. Non è forse questo uno dei possibili significati del "Fate questo in mia memoria"? Non è forse questo il senso del "toccare" un Pane per farci pane?

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

giovedì 24 giugno 2021

Buongiorno mondo!

Giovanni è il suo nome


Lc 1, 57-66.80

"Per Elisabetta si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio (…)".


Oggi la Liturgia propone la solennità della nascita di Giovanni il Battista. Un uomo nato per "vie traverse", potremmo dire, le vie intrise di fiducia di Elisabetta e quelle invece "sospettose" di Zaccaria, che non si fida e cerca segni. Le vie lastricate dal sentimento di meraviglia e di lode di Elisabetta e quelle un po' tristi e opache del mutismo e della sordità di Zaccaria.

La nascita del Battista è ancora posta sotto il segno di Elisabetta che apre una seconda chance per Zaccaria il quale finalmente lascia cadere le sue resistenze e si apre alla promessa. Una promessa che passa attraverso l'uscita dalla via tradizionale dei padri: Giovanni avrà un nome nuovo, un nome che traccia "vie nuove", un nome che esce dai solchi della tradizione per affrontare le incognite di un Regno che si preannuncia all'orizzonte. Giovanni, figlio di un padre muto e sordo alla Parola, diventerà la Voce che annuncia la Parola presente in mezzo al popolo.

Giovanni, un uomo che per il Regno perderà letteralmente la testa. Ma come tutti i profeti veglierà sulla storia e porrà la domanda: "Sei tu colui che deve venire?".

Giovanni, un uomo che non ha mai svenduto il valore della Parola, condivide la sua eredità di profeta autentico nella storia e ci invita a restare dentro la nostra storia aperti al possibile, che è sempre oltre il nostro piccolo pensare.

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

mercoledì 23 giugno 2021

Buongiorno mondo!

Travestimenti


Mt 7, 15-20


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Guardatevi dai falsi profeti, che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci! Dai loro frutti li riconoscerete.
Si raccoglie forse uva dagli spini, o fichi dai rovi? Così ogni albero buono produce frutti buoni e ogni albero cattivo produce frutti cattivi; un albero buono non può produrre frutti cattivi, né un albero cattivo produrre frutti buoni. Ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco. Dai loro frutti dunque li riconoscerete».




Gesù, in queste parole, offre un criterio per riconoscere il vero dal falso profeta. Falso profeta non è colui che dice cose false come, al contrario, vero profeta non è colui che dice cose vere. Falso profeta è colui che dice ma non fa, non mette in pratica quanto "predica", le "parole di Dio" che fa cadere dentro il popolo. Ecco il "dai loro frutti li riconoscerete".

Il falso profeta è colui che elegge a sistema di vita questo "scarto", questa incoerenza esistente tra il suo dire e il suo modo di vivere. È colui che dice: io sono cattolico, vado a Messa, frequento il catechismo, sono certo che Dio è con me. Ma allo stesso tempo non trova mai il coraggio di chiedersi in profondità: ma io sono con Dio? Il falso profeta è colui che non manifesta alcun bisogno di conversione quotidiana: Dio è con lui, come il suo mazzo di chiavi, come il suo soprammobile preferito.

Convertirsi sarebbe domandarsi non tanto se Dio è con me (è fuor di dubbio: Dio è con tutte e tutti!), ma se io sono con e come Lui. Se così è, allora possiamo stare tranquilli: "Dai loro frutti li riconoscerete".

In caso contrario, basta togliere la "f" iniziale a questi "frutti" e potremo ascoltare così le voci dei falsi profeti.

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

martedì 22 giugno 2021

Buongiorno mondo!

Porte


Mt 7,6.12-14

" (…) Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che vi entrano. Quanto stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano!".




Non credo che il Maestro, con queste parole, abbia voluto qui indicare la via dell'ascesi o addirittura una scelta di tipo monastico. Qui siamo davanti a un appello che è per tutti. È anzitutto un invito a "scavare il proprio pozzo", a entrare nella fatica del quotidiano, ad affrontare la fatica di ogni scelta sudata e faticosa per il Regno. La Via, come era chiamato il cristianesimo agli inizi, non è per quelli che amano la vita comoda e facile, non è per i pantofolai e non è nemmeno per chi vive religiosamente secondo il principio del minimo sindacale. La Via esige la totalità della propria persona e le conseguenti scelte.

Dicevamo pochi giorni fa che i cristiani non vivono in un altro mondo bensì in un altro modo. Ecco: la porta stretta è la dedizione totale al Regno nell'ordinarietà della vita e delle scelte quotidiane. Laddove ci viene proposta la vita facile, la via del "tutto e subito", il principio del "prima io e poi il resto", noi scegliamo di attraversare ogni giorno, ogni momento, la soglia di quella porta stretta che è rappresentata dalla regola aurea: Tutto quanto vuoi che gli altri facciano a te, anche tu fallo a loro. Vuoi vita? Comunica vita. Vuoi misericordia? Offri misericordia. Vuoi perdono? Perdona.

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.