Commemorazione dei fedeli defunti
La liturgia per la Commemorazione dei fedeli defunti propone tre formulari. Per questo motivo oggi non commento alcun testo evangelico ma condivido con voi una piccola riflessione.
Anzitutto la parola stessa “commemorazione”. Deriva da cum-memorare, fare memoria insieme, o se vogliamo, con maggior intensità, ricordare insieme, riportare al cuore insieme.
Credo sia importante sottolineare proprio quel “con”, insieme, perché siamo popolo, siamo comunità. Forse è ora di innalzare un po’ il livello e distaccarci da quella preghiera o quell’Eucaristia celebrata solo per i “miei morti”. Queste sorelle e fratelli fanno parte di un’unica storia, quella umana, che, in un modo o in un altro, hanno contribuito ad arricchire e di tale ricchezza tutti ne beneficiamo. Così come ci facciamo carico tutti insieme delle loro fragilità, delle fatiche che hanno attraversato le loro esistenze e che, da parte nostra, cerchiamo nel nostro oggi di colmare.
In secondo luogo, prendo spunto da una tradizione della Scrittura e della sua modalità di trasmettere la storia. La Bibbia narra la storia a partire dalle Toledot, che significa generazioni, quelle liste di nomi che a noi spesso dicono poco o nulla. Si tratta di accogliere proprio in questi giorni di memoria questa provocazione che ci arriva dalla sapienza delle Scritture. La storia non è fatta solamente di fatti, date, guerre, invenzioni e quant’altro. La storia che abitiamo è fatta anche di volti, di storie che hanno contribuito a fare questa storia, che sono entrati nella nostra storia personale dandole un volto umano, non una semplice serie di dati asettici che ci dicono chi, cosa quando e perché. Ci sono generazioni che abbiamo incrociato, persone con cui abbiamo vissuto, amato, riso o pianto che hanno dato colore e sapore alla nostra storia. Commemorare è anche questo: permettere a questi volti, a queste storie che hanno fatto la storia, di emergere dal passato e continuare a condividere con noi oggi la nostra personale fatica nella edificazione di un mondo sempre più umano.
Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.
La guerra è la malattia non la soluzione.
Spreaker