Liturgia Quotidiana

mercoledì 28 ottobre 2026

Buongiorno, mondo!

Il Nome che chiama per nome



Lc 6,12-19

In quei giorni, Gesù se ne andò sul monte a pregare e passò tutta la notte pregando Dio. (…).



Io mi permetto di proporre una traduzione più letterale che potrebbe risultare più espressiva, se mi è concesso: “Avvenne poi in quei giorni (che) lui uscì verso il monte e stava a pernottare nella preghiera di Dio”.

Sappiamo come nella tradizione religiosa il “monte” è il luogo simbolico dell’incontro con la realtà divina: Dio sta nell’alto. Interessante il fatto che Gesù “esce” verso il monte. La preghiera è sempre un uscire da sé stessi, è un fare spazio all’Altro. L’incontro con Colui che è perennemente in “ex-stasi”, fuori di sé perché proteso verso di noi, esige anche la nostra personale “ex-stasi”, un esodo che nasce dall’incontro di due libertà che si desiderano l’un l’altra.

Gesù passa la notte in preghiera. È l’alba della Chiesa, cioè noi nasciamo dalla notte di Gesù. La notte vuol dire la morte e ricordiamo che avevano deciso, nel brano precedente, di eliminarlo. Per Lui, però, la morte non è la morte, ma è un uscire e un salire sul monte nella intimità con Dio e pregare: la comunione con Dio.

Poi nel testo greco troviamo scritto “nella preghiera di Dio”, perché ci sono preghiere che non sono di Dio; normalmente noi preghiamo i nostri idoli, le nostre fantasie, le nostre idee di Dio, ma spesso non Dio. La preghiera è quello stare davanti a Dio che ti fa essere te stesso, perché siamo fatti a Sua immagine e somiglianza. Questo avviene di notte, momento dove tutto scompare, il momento del vuoto, del nulla, è ciò che avviene alla fine del giorno e alla fine della vita, cioè o la comunione con Dio o la fine di tutto.

Gesù si sintonizza con il Padre, non cerca risposte ma, nella sintonia con il Padre, egli è in grado di fare una scelta che è secondo Dio, nei confronti degli uomini con cui vive, i discepoli e gli apostoli che subito dopo verranno chiamati per nome. Sintonizzarsi con Dio, ecco la preghiera, non strappare a Lui qualcosa o strappare chissà che. 

Dobbiamo apprendere a “uscire” per entrare nella “preghiera di Dio”.

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

La guerra è la malattia non la soluzione.


Spreaker

Buongiorno, mondo! 

martedì 27 ottobre 2026

Buongiorno, mondo!

Piccolezza evangelica



Lc 13,18-21


 “Diceva dunque: «A che cosa è simile il regno di Dio, e a che cosa lo rassomiglierò? È simile a un granellino di senapa (…)



In questa nostra cultura dell’apparire a tutti i costi, del sensazionalismo per tutte le tasche, il Maestro lascia cadere la sua proposta di “invisibilità”. Notare: non chiede di essere insignificanti, ma invisibili come lo può essere un granellino di senape che, per quanto piccolo e insignificante possa essere considerato, tuttavia possiede in sé la forza per germinare e diventare casa per tutte e tutti. 

A ciascuno piacerebbe essere un bel “Cedro del Libano”: maestoso, sotto gli occhi di tutti, capace di suscitare grida di meraviglia e di stupore. Ma il Maestro non vuole “alberi” che schiacciano con la loro possanza e maestosità: preferisce l’umile arbusto della senape, che cresce nell’orto di casa (la fatica del vivere quotidiano) e che offre ombra e riparo agli “uccelli del cielo”, cioè a tutte e tutti coloro che sono considerati insignificanti, per i quali nel nostro mondo non c’è mai tempo, per coloro che non hanno voce, per coloro per i quali non c’è mai posto né casa. 

Ecco una bellissima immagine della comunità cristiana: non un “cedro” svettante SU tutti, ma un umile arbusto PER tutti, capace di farsi casa. Non è certamente facendo la voce grossa o rivendicando chissà quali posizioni sociali che faremo crescere la senape del Regno. Il Regno crescerà nella misura in cui saremo coscienti di essere piccoli granelli, sparsi qua e là dalla mano sapiente del Mistero che in essi ha deposto la forza vitale del Vangelo che attende di essere liberata e di crescere nella fatica del quotidiano. Non lasciamoci impressionare dai vari “cedri” che pretendono spazio e visibilità: siamo il popolo della senape, che giorno dopo giorno cresce nel silenzio per portare frutto di vita dentro la storia. 

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

La guerra è la malattia non la soluzione.


Spreaker

Buongiorno, mondo! 

lunedì 26 ottobre 2026

Buongiorno, mondo!

Un Dio che si china



Lc 13,10-17


In quel tempo, Gesù stava insegnando in una sinagoga in giorno di sabato. C’era là una donna che uno spirito teneva inferma da diciotto anni; era curva e non riusciva in alcun modo a stare diritta.

Gesù la vide, la chiamò a sé e le disse: «Donna, sei liberata dalla tua malattia». Impose le mani su di lei e subito quella si raddrizzò e glorificava Dio. (…) 



Siamo di sabato, in sinagoga. Cinque volte torna la parola sabato. Sabato è il giorno di Dio, è il giorno della festa, il giorno del compimento, si annuncia che il tempo è già compiuto e al centro c'è questa donna che sta lì ancora tutta piegata. Luca la descrive con tre verbi: inferma, incurvata e che non poteva drizzarsi. Credo sia un’immagine potente che descrive non solo i presenti all’epoca ma entra con forza nel nostro oggi per parlare a noi di noi. Infermi, traballanti, instabili; incurvati, curvi su noi stessi e, per tanti versi, piegati, oppressi schiacciati da pesi che sentiamo come insopportabili. Incapaci, infine, Idi guardare in alto, di indirizzare il nostro sguardo verso l’alto, verso Colui che da sempre si china, si curva su di noi ma che noi, curvati su noi stessi, non percepiamo.

La parola di Gesù è molto forte: “Donna, sei stata slegata dalla tua infermità”. Il verbo è al tempo perfetto che indica un’azione compiuta nel passato ma i cui effetti sono tutti presenti.

Gesù sta dicendo a quella donna ciò che il capo della sinagoga, che abita spesso a casa nostra, nascondeva, non diceva. “Dio ti ha già liberata perché ti ama, lo ha già fatto, non devi far altro che drizzarti con tutta la tua dignità di figlia davanti a Lui e accogliere il dono gratuito del suo amore compassionevole”. 

La “sinagoga” dice il contrario: se non rispetti la legge, se sgarri sui precetti non puoi meritarti l’amore di Dio e andrai a finire male. Gesù, al contrario, ribadisce fermamente che l’amore di Dio non si deve meritare ma solamente accogliere  vivendo, di conseguenza, come figli e fratelli. Dio è chino su di noi da sempre.

Se restiamo continuamente chini su noi stessi, sulle nostre distorte immagini divine, non riusciremo mai a comprendere e percepire quel Dio che Gesù ci mostra sempre chinato su di noi in attesa che alziamo il nostro sguardo e ci rimettiamo in piedi davanti a Lui, senza paura e senza timore, fissando i nostri occhi dentro i suoi.

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

La guerra è la malattia non la soluzione. 


Spreaker

Buongiorno, mondo!

venerdì 23 ottobre 2026

Buongiorno, mondo!

Aperti al Regno


Lc 12,54-59


In quel tempo, Gesù diceva alle folle:

«Quando vedete una nuvola salire da ponente, subito dite: “Arriva la pioggia”, e così accade. E quando soffia lo scirocco, dite: “Farà caldo”, e così accade. Ipocriti! Sapete valutare l’aspetto della terra e del cielo; come mai questo tempo non sapete valutarlo? E perché non giudicate voi stessi ciò che è giusto?

Quando vai con il tuo avversario davanti al magistrato, lungo la strada cerca di trovare un accordo con lui, per evitare che ti trascini davanti al giudice e il giudice ti consegni all’esattore dei debiti e costui ti getti in prigione. Io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo».



È una richiesta perentoria di discernimento e di scelta. Con Lui non si può restare alla finestra, non si può dire: "Si...ma", non si restare con il piede in due scarpe. In altre parole, questo per il Maestro ogni “oggi” è tempo di scelte, di prendere posizione, di non nascondersi dietro quel "si è sempre fatto così", dietro quella falsa obbedienza che riverisce ma non rispetta e non aiuta a crescere, dietro il paravento di una religione che assurge a pia pratica senza nulla toccare dei miei "buoi, campi o affari" che siano. 

È tempo di capire che il Regno sta crescendo e che niente lo può arrestare: non sarà eccelso come un "cedro del Libano", sarà solo un "arbusto di senape", ma cresce, si espande, tocca i cuori e trasforma vite. 

È il tempo in cui non ci si chiede più come è fatto Dio, cosa fa, che volto ha, perché "chi ha visto me, ha visto il Padre". Non è quindi più il tempo del Gesù come Dio, ma del Dio come Gesù. 

È il tempo della novità coraggiosa, della fraternità che nasce dall'accogliere un Dio che mi offre se stesso e mi chiede di entrare in una relazione nuova con Lui talmente forte da poter cambiare la mia relazione con gli altri. 

È il tempo dell'amore gratuito, del perdono offerto perché ricevuto, del servizio che sostituisce il potere, della condivisione generosa che prende il posto del possesso sfrenato, della giustizia che nasce dalla misericordia. 

È il tempo del Regno. Qui stanno le vere "sentinelle": coloro che scrutano i segni dei tempi e indicano la direzione del Regno con fiducia e coraggio, e non corrono a chiudere porte, a innalzare bastioni, ma invitano ad entrare senza paura alla festa del Regno. 

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

La guerra è la malattia non la soluzione.


Spreaker

Buongiorno, mondo! 

giovedì 22 ottobre 2026

Buongiorno, mondo!

Il fuoco ardente del Vangelo



Lc 12,49-53


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Sono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso! Ho un battesimo nel quale sarò battezzato, e come sono angosciato finché non sia compiuto! (…)


Per le vie della Galilea, Gesù cercava di trasmettere quel “fuoco” che ardeva nel suo cuore. Nella tradizione evangelica canonica abbiamo tracce di questo. Ma anche nel vangelo apocrifo di Tommaso (loghion 82) troviamo queste parole: “Chi è vicino a me è vicino al fuoco, chi è lontano da me è lontano dal Regno”.

Chi si avvicina a Gesù con gli occhi ben aperti e il cuore sveglio scopre che il “fuoco” che lo anima è la passione per Dio che si manifesta nella compassione per i fragili, gli ultimi, gli indesiderati. Questo è ciò che lo muove e per il quale vive il suo annuncio del Regno e della sua giustizia.

La passione per Dio e per i poveri viene da Gesù e si accende in coloro che lo seguono solo nel contatto profondo con il Vangelo e con il suo spirito di rinnovamento.

Le parole di Gesù ci invitano a lasciarci accendere dal suo Spirito, senza perderci in questioni secondarie o marginali. Chi non si è lasciato bruciare dal fuoco di Gesù non conosce ancora il potere di trasformazione che egli volle portare dentro la nostra storia.

Possiamo praticare correttamente la religione cristiana, ma non saremo mai preda di questo fuoco appassionante che ha caratterizzato la vita di Gesù.

Vogliamo farci bastare una candela liturgica o tentiamo di farci avvampare dal fuoco del Vangelo?

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

La guerra è la malattia non la soluzione.


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Buongiorno, mondo! 

mercoledì 21 ottobre 2026

Buongiorno, mondo!

Cercatori della Presenza



Lc 12,39-48


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo» (…).



Anche oggi il Maestro ci invita a tenere gli occhi bene aperti e soprattutto a non lasciarci ingannare. 

Non sono parole usate dal Maestro per creare un clima di terrorismo psicologico, o per orientare l'esistenza verso l'alienante attesa di un "aldilà" che fa di tutto per guastarmi "l'aldiquà", che diventa la famosa "valle di lacrime" dove sguazzano i predicatori del "soffri che Dio è contento, accetta tutto e domani sarai premiato". Mi vengono in mente i tre "amici" di Giobbe: a volte le persone pie, sostenute da un certo pensiero teologico, sono come le sanguisughe: più ti si attaccano, più ti svuotano facendoti credere il contrario. 

L'invito del Maestro è di stare pronti a non lasciare cadere nessuna delle occasioni in cui si manifesta la sua presenza. Occasioni che spesso e volentieri vanno al di là dei nostri criteri, dei "paletti" che ci fanno dire "qui Dio c'è, là no!". 

È un'apertura totale, continua, senza tempo, come quella del Padre che ogni giorno scrutava la strada in attesa del ritorno del figlio, fino al giorno in cui la sua continua attesa fu riempita e "lo vide da lontano... e corse ad abbracciarlo". 

È lo scrutare giorno dopo giorno con occhi attenti la storia, le persone, gli eventi, gli incontri per potervi scorgere quella presenza che comunica vita e invita e invia a fare altrettanto. 

È camminare con Colui che "ha posto la sua tenda in mezzo a noi" per potersi muovere più liberamente, senza l'ingombro di un tempio che diventa casa chiusa, barriera che separa, muro che impedisce l'accesso a chi non possiede i requisiti "di sana e santa religione". 

È il Dio-con-noi, che cammina in mezzo a noi, che ci invita sempre ad andare oltre. 

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

La guerra è la malattia non la soluzione.


Spreaker

Buongiorno, mondo!