martedì 21 aprile 2026

Buongiorno, mondo!

Condividere il pane per essere pane


Gv 6,30-35


(…) Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: non è Mosè che vi ha dato il pane dal cielo, ma è il Padre mio che vi dà il pane dal cielo, quello vero. Infatti il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo».

Allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane».

Gesù rispose loro: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!».



La qualità della vita che Gesù propone è talmente alta che così la vita stessa diviene indistruttibile, si dilata oltre il tempo e lo spazio, assumendo quella condizione divina che è promessa a coloro che accolgono il dono dell'essere figli. Mangiare di Lui per vivere di Lui e con Lui per sempre.  E questo avviene fin da ora, fin dal nostro oggi. In che modo? Assumendo il suo stesso stile di vita: facendoci pane. Spesso abbiamo ridotto l'Eucaristia a un mero esercizio di culto religioso. Vado a Messa, sto a posto, Dio è contento che ho osservato il precetto, ora posso farmi in pace gli affari miei. O ancora peggio quando riduciamo l'Eucaristia a un “qualcosa” che dobbiamo offrire a Dio, quasi Lui ne avesse bisogno. Questa “riduzione eucaristica” che spesso pratichiamo ci ha portato a “sterilizzare” la potenza e la forza liberatrice del sacramento stesso. E così il farsi pane è andato letteralmente a farsi benedire! “Mangiare questo pane” significa far nostra la passione di Gesù per l'uomo, quello ferito, solo, escluso, emarginato. “Mangiare questo pane” significa aprire spazi all'azione liberante del Dio che vuole la nostra felicità e la pienezza della nostra vita. Se così non è, quanto pane sprecato la domenica!  

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

La guerra è la malattia non la soluzione.


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Buongiorno, mondo! 

lunedì 20 aprile 2026

Buongiorno, mondo!

Vivere nel Figlio



Gv 6,22-29


(…) “Gli dissero allora: «Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?». Gesù rispose loro: «Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato».



In molti spesso ci si chiede: "Ma che vuole Dio? Qual è la sua volontà? Cosa vuole da me?". Domande lecite alle quali Gesù offre un’indicazione preziosa nel Vangelo di oggi: “Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato”. 

Fratello o sorella: se tu pensi che Dio ti dica per filo e per segno cosa devi fare nella vita, ti dica dove devi andare, come realizzare la tua esistenza, beh, credo tu abbia sbagliato “dio”. Il Dio annunciato da Gesù si preoccupa anzitutto della nostra felicità, si preoccupa del fatto che possiamo avere una vita di una qualità tale che nemmeno la morte sia capace di scalfirla, di distruggerla, una vita che sia davvero degna di questo nome. La “volontà di Dio” non è un software per far funzionare la nostra esistenza dove inserisco dei dati e trovo la mia risposta. Il nostro compito è individuare, nella fatica del crescere quotidiano, la modalità concreta attraverso la quale concretizzare la fiducia accordata al Maestro. “Credere nel Figlio" non significa aderire razionalmente a una dottrina, essere ossequiosi verso delle leggi, assolvere precetti, collezionare sacramenti in maniera ossessiva e compulsiva (accanto ai drammi dei disordini alimentari, esistono anche i disordini sacramentali). “Credere nel Figlio” è adottare uno stile di vita che faccia di noi uomini e donne liberi perché sempre liberati, capaci di amore perché sempre amati, capaci di perdono perché continuamente perdonati, accoglienti perché sempre accolti. È lo stile di vita di Gesù Maestro che ognuno cerca di proporre, e non di imporre, affinché l'umanità cresca e abbia accesso a quella “vita eterna” che non comincia di là, ma si dilata e si espande fin dall'oggi, qui, nel nostro mondo così frantumato, diviso, pauroso, violento.

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

La guerra è la malattia non la soluzione.


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Buongiorno, mondo!

sabato 18 aprile 2026

Buongiorno, mondo!

Nella notte dalle perdute attese


III Domenica di Pasqua

Provocazioni evangeliche in Lc 24,13-35


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III Domenica di Pasqua


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III Domenica di Pasqua 

venerdì 17 aprile 2026

Buongiorno, mondo!

Il pane del Regno



Gv 6,1-15


“(…) una grande folla lo seguiva, vedendo i segni che faceva sugli infermi (…)“.


Subito dopo segue il racconto della condivisione dei pani. 

Mi sono fermato alle prime parole perché mi sembra ci possano fornire un'indicazione preziosa per comprendere meglio cosa significhi condividere il pane  e vivere del pane che Gesù offre. 

Gesù si occupa e si preoccupa degli "infermi", ossia di coloro che in qualche modo non sono saldi, sono deboli, quelli che rischiano più di altri di essere lasciati indietro. Il Maestro ha occhi particolari per loro e offre loro la possibilità di uscire dalla situazione di infermità in cui si trovano e quindi di poter camminare con gli altri. Mi sembra che Gesù privilegi proprio coloro che noi facilmente lasceremmo in disparte, coloro per i quali non nutriamo particolari simpatie o attenzioni. Nelle nostre comunità spesso è presente un criterio di “efficienza” che rischia di creare situazioni di solitudine e di esclusione. Non si vale se non per quello che si riesce a produrre, a fare, a inventare. Credo che il Maestro ci inviti a educare il nostro sguardo sulla vita e sulla comunità cristiana e a considerarla non come un campo di battaglia o, peggio, una passerella sulla quale esibire capacità alla “talent show”! Nello sguardo ricco di compassione del Figlio percepiamo lo sguardo del Padre che ci invita ad avere occhi nuovi, occhi che sanno scorgere nella pochezza di cinque pani e due pesci la ricchezza del Regno.  

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

La guerra è la malattia non la soluzione.


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Buongiorno, mondo! 

giovedì 16 aprile 2026

Buongiorno, mondo!

Essere parola di Dio



Gv 3,31-36


(…) “Colui infatti che Dio ha mandato dice le parole di Dio: senza misura egli dà lo Spirito”. (…)



Gesù è la parola definitiva del Padre sul mondo. Il Figlio dell'Uomo rappresenta il modello di umanità che realizza perfettamente quella “somiglianza” della cui “Immagine” siamo portatori. Un'umanità che sia riflesso e trasparenza di un Dio che è Fondamento dell’Essere, di un Dio che vuole la nostra felicità. Come disse un monaco belga che ha vissuto nel deserto: “Non posso credere in un Dio che non sia felice  anche quando noi siamo felici senza di Lui”. Per giungere a un tale livello l'unica condizione richiesta è accogliere quello Spirito “donato senza misura”. Di quale Spirito si tratta? Credo dello stesso che ha condotto Gesù a donare la sua vita per il mondo. Non è uno spirito asettico, impersonale, ma è lo stesso che ha guidato Gesù nella sua opzione fondamentale per il bene dell'uomo: è l'amore e la vita di Dio che scorrono come un fiume verso di noi. Basta solo trovare il coraggio di immergervisi e rinascere come persone nuove. Nuove perché continuamente rinnovate dal suo amore che è Grazia.  

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita. 

La guerra è la malattia non la soluzione.


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Buongiorno, mondo! 

mercoledì 15 aprile 2026

Buongiorno, mondo!

Dalla parte di Colui che ama



Gv 3,16-21


In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo: “Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna”. (…)



Con queste parole Gesù ci rivela definitivamente chi è Dio: è amore, semplicemente amore. Un Dio che è amore e che non chiede all'uomo se non di essere accolto. L’accoglienza di tale presenza amante e vitale trasforma le persone e dona loro la possibilità di trasmettere lo stesso amore. Giovanni, nel testo di oggi, riprende ancora uno dei temi presentati nel Prologo: luce e tenebre. Mi piace notare come lo “scontro” (anche se è improprio chiamarlo così) tra queste due realtà è sempre frutto di una scelta personale: scegliamo da che parte stare. Inoltre la luce non ha bisogno di imporsi con forza sulle tenebre: semplicemente dove vi è l'una non possono esistere le altre, perché davanti alla luce le tenebre si ritirano. Non serve partire lancia in resta con crociate contro le tenebre: basta vivere nell’abbraccio amante di Dio, Colui che sorgente della vita, da figli e fratelli, e questo fa sì che le tenebre non trovino più spazio. Le nostre comunità dovrebbero essere proprio gli spazi in cui la luce dell'amore si manifesta e vivifica i rapporti tra le persone, aprendo spazi all'azione di Dio che non è “venuto per giudicare il mondo ma perché il mondo si salvi per mezzo di Lui”. È un grande invito alla libertà e alla creatività, perché l'amore è libero e creativo. Non siamo discepole e discepoli per difendere tradizioni, non siamo qui per imporre dottrine; siamo sorelle e fratelli che aprono spazi alla misericordia di Dio che ha bisogno di noi per rendersi visibile oggi.  

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

La guerra è la malattia non la soluzione.


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Buongiorno, mondo!

martedì 14 aprile 2026

Buongiorno, mondo!

Alti e bassi…



Gv 3,7-15


(…) “E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna”. 



Gesù lascia intendere che il momento "più basso" della sua esistenza, sarà anche quello "più alto". Il momento della massima impossibilità umana, diviene lo spazio della massima possibilità divina: solo il dono offerto diventa generatore di vita per chi vuole accoglierlo. L'incontro con il Risorto nell'Eucaristia domenicale dovrebbe essere il fondamento di tale dinamica: l'Eucaristia celebrata non è un rito fatto per assolvere a un precetto o rendere contento Dio perché abbiamo fatto il nostro dovere “santificando la festa”! È l'incontro vivo ed efficace con Colui che “è stato innalzato” per dare anche a noi una tale possibilità. Ecco perché l'abbassamento della Croce è preceduto dall'abbassarsi di Gesù sui piedi dei discepoli: il gesto della lavanda getta una luce diversa sulla Croce. Non è un sacrificio per salvare l'umanità dall'ira di un Dio arrabbiatissimo, scontento e iroso, ma il modo che il Signore ha scelto per consegnarci il suo Spirito e renderci capaci di vivere con Lui e come Lui nell'amore gratuito e incondizionato. Ecco la vita eterna del Maestro: una vita talmente segnata e impregnata di amore da assumere una qualità divina, eterna, più forte di qualsiasi morte. 

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

La guerra è la malattia non la soluzione.


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Buongiorno, mondo!