Liturgia Quotidiana

venerdì 18 settembre 2026

Buongiorno, mondo!

Donne…


Lc 8,1-3


In quel tempo, Gesù se ne andava per città e villaggi, predicando e annunciando la buona notizia del regno di Dio.

C’erano con lui i Dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità: Maria, chiamata Maddalena, dalla quale erano usciti sette demòni; Giovanna, moglie di Cuza, amministratore di Erode; Susanna e molte altre, che li servivano con i loro beni.



Non contento di essersi lasciato toccare da una donna a casa di Simone il fariseo, oggi Gesù si presenta accompagnato dai "Dodici e alcune donne". Inaudito e assolutamente inaccettabile! Da quando un rabbi aveva delle donne tra i suoi discepoli? Ma dove andremo a finire? I nostri padri ci hanno insegnato che è meglio bruciare la Torah piuttosto che insegnarla a una donna? E questo permette a delle donne di seguirlo e ascoltare i suoi insegnamenti? Ecco uno dei motivi per cui probabilmente quelli della sua famiglia, oppressi ormai dalla vergogna per questo parente snaturato, avevano cercato di imporgli un TSO, proprio perché lo ritenevano "fuori di sé". 

Il Maestro, anche nella scelta delle persone, resta in linea col Padre: non i sapienti, non i dotti, non i forti, non i pii, non i sacerdoti né i maestri della Legge, ma persone che non avevano alcun peso, anzi, persone relegate ai margini, ostracizzate, a volte con un passato, diremmo noi, poco pulito, induriti dal lavoro e oppressi dai potenti, spesso nemmeno padroni del proprio corpo. Eccoli insieme girare "annunciando il regno di Dio", ossia il modo di “essere presente“ da parte di Dio che non passa più dall'osservanza ossequiosa della legge, ma nell'accoglienza del suo amore, un amore comunicato, che se ricevuto e accolto, permette all'umanità di crescere. 

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

La guerra è la malattia non la soluzione. 


Spreaker

Buongiorno, mondo!

giovedì 17 settembre 2026

Buongiorno, mondo!

Sguardi che rigenerano



Lc 7,36-50


In quel tempo, uno dei farisei invitò Gesù a mangiare da lui. Egli entrò nella casa del fariseo e si mise a tavola. Ed ecco, una donna, una peccatrice di quella città, saputo che si trovava nella casa del fariseo, portò un vaso di profumo; stando dietro, presso i piedi di lui, piangendo, cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di profumo.

Vedendo questo, il fariseo che l’aveva invitato disse tra sé: «Se costui fosse un profeta, saprebbe chi è, e di quale genere è la donna che lo tocca: è una peccatrice!».


Una donna peccatrice, così la definisce l’evangelista (e, per favore, non stiamo a sfarfallare su questa donna: è una donna fragile, in difficoltà e non sappiamo bene per quali motivi… non attacchiamo etichette con troppa facilità!), sta toccando Gesù durante un pasto. La reazione di Simone è di indignazione e scandalo. Quella donna è un’indesiderabile che dovrebbe essere subito allontanata da colui che è guardato come un profeta (ma sarà poi vero?). 

La reazione di Gesù, al contrario, è di accoglienza e comprensione. In quella donna vede solamente un essere bisognoso di amore, riconciliazione e pace. 

Questo atteggiamento costante di Gesù, che tiene banco lungo tutto il Vangelo secondo Luca, fatto di accoglienza verso coloro che sembrano esclusi per principio dal regno di Dio, ci obbliga a rivedere il nostro atteggiamento verso certi ambiti e gruppi sui quali gettiamo spesso sguardi carichi di discredito e insofferenza.

Gesù non fu mai visto come rappresentante della norma ma come profeta della compassione di Dio. Per questo, nel movimento di noi che cerchiamo, anche se con fatica, di seguire Gesù, non abbiamo bisogno di “maestri” che disprezzino i peccatori e screditino i “profeti” della compassione divina. Abbiamo bisogno di discepoli che volgano il loro sguardo agli esclusi e agli indesiderabili allo stesso modo di Gesù. 

Beati quelli che stanno con loro nel sostenere la loro dignità umana e nel saper “dire” loro quel Dio che li comprende, li ama e li perdona come noi, troppe volte, non sappiamo fare.

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

La guerra è la malattia non la soluzione.


Spreaker

Buongiorno, mondo! 

mercoledì 16 settembre 2026

Buongiorno, mondo!

Decisione per il Regno



Lc 7,31-35


In quel tempo, il Signore disse:

«A chi posso paragonare la gente di questa generazione? A chi è simile? È simile a bambini che, seduti in piazza, gridano gli uni agli altri così:

Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato,

abbiamo cantato un lamento e non avete pianto! (…)



Potremmo intitolare il testo del vangelo di oggi come la “Cantata del Maalox”, ovverosia, il peana di quelli che non sono mai contenti e che, per questo, non riescono a sopportare nemmeno la felicità degli altri e se stanno in disparte gridando che il tempo è finito e la pazienza di Dio è giunta al termine.

Se Gesù parlava agli scribi e ai farisei, oggi parlerebbe a tutti quei cristiani (cattolici) cui non va mai bene niente, anzi, l'unica realtà che pare soddisfarli è quella che non esiste più, il passato, dove tutto era ben ordinato, finalizzato, strutturato attorno a una legge che determinava fin nei più piccoli particolari la vita delle persone. Gesù parlerebbe oggi a queste persone che hanno una paura folle della libertà per condurli  fuori dai paletti ordinati della legge e aprire spazi all'amore. Gesù parlerebbe ai farisei del nostro oggi che non sanno fare festa nella casa del Padre, che se ne stanno sempre fuori immusoniti, gridando allo scandalo perché loro hanno "servito" duramente per tutta la vita, mentre gli altri erano in giro a divertirsi e a scialare. E quando il Padre spalanca le braccia della sua misericordia, non sanno fare festa perché nella loro dislessia spirituale non sanno scrivere la parola gioia. 

Ancora una volta Gesù invita a scegliere e a mettere in gioco la propria esistenza, a osare il Regno e le sue logiche. Non possiamo esitare e restare preda della paura. Coraggio!

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

La guerra è la malattia non la soluzione.


Spreaker

Buongiorno, mondo! 

martedì 15 settembre 2026

Buongiorno, mondo!

Maria, Madre dei crocifissi


Gv 19,25-27

In quel tempo, stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala.

Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé.



Oggi la Liturgia ricorda  Maria con il titolo di Madre addolorata.

 Al di là dei vari aspetti devozionali che questa memoria evoca con le tradizionali processioni, credo che tale memoria ci possa aiutare a dare una degna collocazione alla figura di Maria dentro le nostre vite. 

È la Madre dei crocifissi che sono ancora ben piantati dentro la nostra storia, la Madre che raccoglie le urla di dolore e disperazione degli oppressi, di tutti gli umiliati che sono il prodotto di questa nostra cultura del profitto a tutti i costi che non si vergogna di considerare “scarti” tutte e tutti coloro che non possiedono la tessera dei nostri esclusivi ed escludenti club impastati di devozioni ipocrite.

È la Donna che cammina accanto alle donne del nostro tempo che non conoscono se non sfruttamento e violenza.

È la Madre che piange i suoi figli che muoiono nella ricerca di una vita dignitosa e senza guerre.

È la Donna che ha sfidato l'autorità di allora per stare sotto la croce di un Figlio affinché non fosse solo in quel momento, sfidando così anche le altre "pie" persone che in nome della santa religione avevano applaudito a ogni colpo di martello. 

È la Madre di ciascuno di noi, quando tenebra e solitudine avvolgono e solo il suo abbraccio materno consola e rinfranca; è la Madre che ci infonde coraggio per ricominciare a camminare ogni giorno dietro il Figlio, Maestro e Signore. 

Maria si pone come icona di ciascuna delle nostre comunità e di ognuna e ognuno di noi quando non temiamo di fare della vita un dono. 

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

La guerra è la malattia non la soluzione.


Spreaker

Buongiorno, mondo!

lunedì 14 settembre 2026

Buongiorno, mondo!

Esaltazione della Santa Croce



Gv 3,13-17


In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo:

«Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell’uomo. E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna.

Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.

Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui».



La Parola dell'Evangelo di oggi costituisce un invito ad alzare lo sguardo ed incrociare quello del Maestro sul patibolo più infamante, destinato solamente alla feccia della feccia della delinquenza. Già: il nostro Maestro ha scelto questa via per mostrarci che tutte le parole che ci ha detto non erano alla stregua di un qualunque "armiamoci e partite". 

La via del dono, del dono totale di sé Lui ce l'ha mostrata e non si è tirato indietro. Un dono reso ancor più grande dal fatto che esso significa e rende visibile l'amore di un Padre che vuole davvero che i suoi figli abbiano una vita di una qualità superiore, non solo "domani", ma a partire da oggi. Una vita che sia di una qualità divina. Dio non è geloso delle sue prerogative. Gesù ci ha mostrato che Dio ci vuole come Lui, immersi in una vita che sia davvero tale. Per farlo non serve chissà quale pratica ascetica, chissà quale sacrificio o rinuncia: basta la costante pratica di un amore che assomigli a quello di Dio, cioè fedele, gratuito ed incondizionato. La pratica di questo amore ci fa crescere e ci fa raggiungere la pienezza della condizione umano-divina. 

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

La guerra è la malattia non la soluzione.

venerdì 11 settembre 2026

Buongiorno, mondo!

Uno sguardo altro



Lc 6,39-42


(…) Perché osservi la pagliuzza che è nell'occhio del tuo fratello, mentre non t'accorgi della trave che hai nel tuo occhio? … Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio e allora potrai vederci bene nel togliere la pagliuzza dall'occhio del tuo fratello.



Sono parole cariche di buon senso quelle che Gesù ci affida oggi (un buon senso che ormai è latitante da più tempo di alcuni boss della mafia!). Non serve commentare quel che è già di per sé più che chiaro: ogni commento rischierebbe di ridursi a una tirata sull'ipocrisia, sull'umiltà necessaria a riconoscere i propri limiti prima di puntare il dito su quelli altrui e via dicendo (e qui i maestri abbondano...). Credo però che il testo vada compreso alla luce della misericordia e del perdono. Gesù infatti non si limita a dare delle pillole di spiritualità, ma chiede uno stravolgimento profondo della propria esistenza. Quello che Gesù propone, in realtà, è che ognuno adotti uno sguardo diverso sull'altro: lo stesso sguardo del Padre. Il cambiamento richiesto non va nella direzione esclusiva del "non giudicare" (e già sarebbe tanto), ma nella proposta di assumere un modo nuovo di guardare la vita e le persone: con gli occhi del Padre. Questo ci permetterebbe di evitare da una parte la tentazione di ergerci a giudici degli altri; dall'altra ci permetterebbe di cambiare anche la coscienza di noi stessi, facendoci sentire più figli amati che devoti servitori. L'assomigliare al Padre porta ad assumere dunque uno sguardo nuovo, "ricco di misericordia" e aperto al perdono: uno sguardo capace di aprire alla vita, uno sguardo che cancella l'indifferenza. 

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

La guerra è la malattia non la soluzione.


Spreaker

Buongiorno, mondo!

giovedì 10 settembre 2026

Buongiorno, mondo!

Etica della somiglianza



Lc 6,27-38


(…) Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso.

Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio.



Ecco le parole che ci consegna il Vangelo di oggi. Esse costituiscono il fondamento dell'etica cristiana. Etica che non si fonda più su una regola esterna all'uomo, imposta e alla quale obbedire perinde ac cadaver. Le scelte etiche del cristiano si fondano non più sull'osservanza ma piuttosto sull'assomiglianza. Il criterio che definisce le mie scelte, il mio stile di vita non è più dunque l'obbedienza servile a Dio, chiunque sia identificato con questo appellativo, ma la somiglianza al Padre che è misericordioso ed esplicita la sua presenza proprio attraverso un atteggiamento continuo di misericordia. L'accoglienza profonda e autentica di tale offerta di misericordia mi condurrà ad esprimere nella vita delle scelte coerenti con tale misericordia. La conversione consiste proprio nel cambiamento della mia immagine di Dio: da un Dio che pretende di essere servito a un Dio che serve. Questo ha mostrato Gesù, questo è il messaggio affidato a chi vuole farsi suo discepolo. Il cammino di metanoia (conversione) evangelica non è orientato primariamente verso Dio, ma verso l'altro, verso la sorella o il fratello che incrociano la mia storia. Perché? Perché questa è la via che Dio stesso ha scelto e che, in Gesù, ci ha mostrato. Accogliendo la sua misericordia nella mia vita, divento strumento di misericordia, aprendo spazi a Dio nell'umanità ferita o ancora preda di quell'insano egoismo che fagocita ogni cosa e persona. 

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

La guerra è la malattia non la soluzione.


Spreaker

Buongiorno, mondo!