lunedì 14 ottobre 2019

Buongiorno mondo


Buongiorno mondo! "Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato nessun segno fuorché il segno di Giona" (Lc 11,29-32).
Il libretto di Giona è stato scritto quasi in reazione alla deriva fondamentalista che l'autore sperimenta nella riforma di Esdra e Neemia durante la ricostruzione postesilica. Il bisogno profondo di ritrovare le proprie origini, di ritornare alla propria identità dopo l'amara e tragica esperienza dell'esilio a Babilonia, conduce Israele a una sorta di chiusura quasi ermetica di fronte "agli altri", a coloro che non "conoscono il vero e unico Dio", "quelli che hanno calpestato il nostro popolo, la nostra dignità". Leggiamo in Neemia: "In quei giorni vidi anche che alcuni Giudei si erano ammogliati con donne di Asdod, di Ammon e di Moab; la metà dei loro figli parlava l’asdodeo, nessuno di loro sapeva parlare giudaico, ma solo la lingua di un popolo o dell’altro. Io li rimproverai, li maledissi, ne picchiai alcuni, strappai loro i capelli e li feci giurare su Dio: «Non darete le vostre figlie ai loro figli e non prenderete le loro figlie per i vostri figli o per voi stessi. Salomone, re d’Israele, non ha forse peccato appunto in questo? Certo, fra le molte nazioni non ci fu un re simile a lui: era amato dal suo Dio e Dio l’aveva fatto re di tutto Israele; eppure le donne straniere fecero peccare anche lui. Dovremmo dunque ascoltare voi e fare tutto questo grande male e prevaricare contro il nostro Dio sposando donne straniere?». Uno dei figli di Ioiadà, figlio di Eliasìb, il sommo sacerdote, era genero di Sanballàt, il Coronita; io lo cacciai via da me. Ricòrdati di loro, mio Dio, poiché hanno profanato il sacerdozio e l’alleanza dei sacerdoti e dei leviti. Così li purificai da ogni elemento straniero e ristabilii gli incarichi dei sacerdoti e dei leviti, ognuno al suo  compito…" (Ne 13,23-30).
Non è forse questo un monito anche per il nostro tempo? Non è forse questo "il segno di Giona" per noi oggi? Giona viene inviato a Ninive, storica potenza nemica d'Israele, perché possa accogliere l'annuncio della misericordia del Signore.
Noi, che oggi viviamo ed esprimiamo in maniera più che visibile questa tentazione di rinchiuderci, come Chiesa e come Stato (Prima gli Italiani!), dentro la nostra cittadella fortificata per godere e bearci delle nostre ricchezze spesso generatrici di ingiustizie, per ribadire che possediamo l'unica verità su tutto e tutti, che l'unica vera chiesa siamo noi, a noi oggi viene dato il segno di Giona. E questo segno non è da cercare in visioni o apparizioni (i vari "segreti" affidati ai "visionari" li lasciamo volentieri a quelli che sguazzano in queste cose). Il segno è Colui da cui traspare il volto di un Dio che "fa sorgere il suo sole sui giusti e sugli ingiusti", Gesù stesso. Come sempre a noi la scelta: di quale Dio vogliamo essere figli? Di quale Maestro vogliamo essere discepoli? Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

venerdì 11 ottobre 2019

Buongiorno mondo


Buongiorno mondo! Non c'è nulla da fare: quando non si vuole accogliere il messaggio di vita del Maestro, tutte le scuse diventano buone: "È in nome di Beelzebùl, capo dei demòni, che egli scaccia i demòni", così pensano di Lui (Lc 11,15-26). Non solo demolitore del sabato e della legge di purità, non solo amico di prostitute e peccatori, non solo bestemmiatore nei confronti della Torah, ora anche alleato del demonio, che al momento pare affetto da schizofrenia, visto che si fa esorcizzare da uno dei "suoi"! Quando la religione diventa il criterio interpretativo dell'esistenza, allora cominciano i guai. Guai perché si comincia col costruire un'immagine di dio che soddisfi i bisogni di tale religione; poi si fabbrica una legge che faccia da barriera e stabilisca chi è dentro e chi è fuori; fatta la legge, occorre trovare chi la fa applicare e chi ne diventa custode: ecco trovato il corpo sacerdotale, pronto a condannare o a premiare, a escludere o includere, a benedire o maledire. Ecco dove si è ritrovato immerso il Maestro, ecco quale grande fatica ha dovuto fare per farsi ascoltare, per ridare dignità sia al volto del Padre che a quello dell'uomo, ecco perché alla fine è stato meglio eliminarlo. Siamo sempre al punto di partenza: o accettiamo la proposta di fede del Maestro Gesù, o restiamo impantanati in questo guazzabuglio di religione-religiosità-opere religiose che spesso, purtroppo, hanno poco a che fare con il Regno e Dio Padre. Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

giovedì 10 ottobre 2019

Buongiorno mondo


Buongiorno mondo! Oggi il Maestro ci offre questa parola intensa e provocante: "Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto" (Lc 11,5-13). È un invito alla piena fiducia nel Padre che conosce ciò di cui abbiamo bisogno. E l'unico modo per sperimentare concretamente questa realtà, è quello di essere noi stessi aperti al dono h24. Ogni volta che nella nostra vita impariamo a dare a chi chiede, a lasciarci trovare, cioè a esserci per chi cerca, ogni volta che non siamo porte chiuse e sprangate dalla paura di perdere, ecco, ogni volta che viviamo tale logica sperimenteremo la vicinanza e l'attenzione profonda del Padre verso ognuno di noi. Se chiediamo, non chiediamo per accumulare, ma per condividere; se cerchiamo, non è per la nostra isola di beatitudine personale, ma per la felicità di tutti; se bussiamo, non è per cercare un rifugio e fuggire dal dolore del mondo, ma per aprire ancora di più la porta affinché ogni uomo e ogni donna si senta a casa, nella sua casa, qualunque essa sia. Il Maestro non ci vuole mendicanti dipendenti dallo sguardo altrui, ma poveri perché attenti al benessere dell'altro, non impegnati ad ammassare ma a far crescere la ricchezza di tutte di tutti, non miseri, ma felicemente liberi di non possedere, coscienti di avere così la più grande ricchezza del mondo: la libertà che affonda le sue radici nel dono della fraternità, una famiglia che rivela il volto del Padre. Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

mercoledì 9 ottobre 2019

Buongiorno mondo


Buongiorno mondo! Oggi il Maestro ci consegna la preghiera del Padre nostro (Lc 11,1-4). Non è una preghiera alienante, che allontana dalla terra per far entrare in un ipotetico cielo, dove inchinarsi davanti a qualche barbuto signore, lasciare la doverosa offerta e chiedere benevolenza. È una preghiera per coraggiosi il Pater, per tutte e tutti coloro che hanno fatto del Regno la loro casa e del bene dell'uomo il loro fine, imparando ad assomigliare al Padre nel modo di amare e servire. È la preghiera di chi ha accettato di vivere da figlio nella casa del Padre, non da salariato a bottega dal padrone. È la preghiera di chi ha scelto di condividere, piuttosto che accumulare, di servire piuttosto che comandare, di credere nel perdono come l'unica forza capace di cambiare il mondo. Non è la preghiera biascicata come "penitenza" imposta dopo la confessione, ma il grido di libertà che esce dal cuore di chi vive da figlio e fratello, da figlia e sorella. Sono le parole che gridano la possibilità di un mondo nuovo, dove c'è spazio per la felicità, dove la condivisione è uno stile e non una richiesta settimanale degli avvisi parrocchiali, dove la dignità di ognuno è al centro del cuore di tutti, dove non c'è nessuno nel bisogno, ma tutti possono mangiare con abbondanza e portare via ciò che avanza pensando a chi non è potuto venire o a chi non ha voluto esserci. Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

martedì 8 ottobre 2019

Buongiorno mondo


Buongiorno mondo! Oggi il testo evangelico ci propone il quadretto del Maestro accolto in casa da due sorelle, Marta e Maria (Lc 10,38-42) (identificate spesso e volentieri anche come Marta che parte in quarta e Maria che fa la pia!). Conosciamo il fatto: l'una entra subito in azione con partenza a razzo per accogliere l'ospite, l'altra resta seduta ai piedi del Maestro per ascoltarlo. Spesso nella Chiesa sono state prese a modello l'una della casalinga (e infatti ne è diventata la patrona!), della donna di azione, di quella parte della Chiesa che lavora sul campo, e l'altra della via contemplativa, di coloro che nella Chiesa stanno ai piedi del Maestro e pregano, ascoltano e via dicendo. Già, ma come la mettiamo col fatto che Gesù dice che Maria, la seconda, "si è scelta la parte migliore, che non le sarà tolta"? E qui partono le giravolte interpretative, le piroette esegetiche per dire che, sì, no, però non è che Gesù squalifica Marta (se no le buone suore dell'asilo come le giustifichiamo? e tutti quelli impegnati attivamente?), solo che ci dice di non cadere nell'attivismo, che comunque la sua parola è sempre più importante, ecc... Già, ma Gesù questo l'ha già detto in maniera chiara, ed esclusiva: "non chiamate nessuno maestro, perché uno solo è il vostro Maestro e non chiamate nessuno col nome di padre, perché uno solo è il vostro Padre..." (infatti nella formazione alla vita religiosa noi, puntualmente, ci siamo inventati il Padre Maestro, proprio come voleva Gesù; oppure abbiamo il Padre spirituale.... 2000 anni di vangelo e ancora....). Torniamo a Marta e Maria. A mio parere le cose stanno così: Gesù elogia Maria perché si è presa la libertà di uscire dagli schemi, la libertà di scegliere. Marta è rimasta impastata nell'immagine della donna dell'epoca: Kinder, Küche und Kirche: le tre K dei tedeschi: Figli (da fare), Cucina (da accudire), Preghiera e pulizia della Chiesa! Per Marta non c'è altra via che osservare la tradizione che impone alla donna di restare in disparte, a servizio, consapevole che la Tradizione dice che "è meglio bruciare la Torah piuttosto che insegnarla a una donna!". Maria si sceglie la parte "migliore" che è la via di libertà e dignità proposta dal Maestro, e questa non le sarà tolta perché non è un regalo che viene da altri, ma una conquista che nasce dal cuore e genera a sua volta vita nuova. Maria rappresenta, a mio parere, tutte e tutti coloro che nella Chiesa oggi tentano, ripartendo dalla voce del Maestro, di ridare ossigeno alla Tradizione togliendole di dosso quella muffa che la soffoca, quella muffa che confonde le tradizioni religiose con la Tradizione, la quale ha sempre a che fare con la fede e non con la religione. Per questo motivo mi pare opportuno ribadire che la Tradizione autentica non è quella specie di processo di restaurazione che vagheggiano quelli che aspirano al ritorno di una “christianitas” che oggi sarebbe anacronisticamente ridicola! Ce l’ha ricordato Francesco ieri: prudente audacia, guidati dal fuoco dello Spirito. Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

lunedì 7 ottobre 2019

Buongiorno mondo


Buongiorno mondo! "E chi è il mio prossimo?" (Lc 10,25-37). E' questa la domanda che il sottile dottore della Legge, il teologo ufficiale, pone al Maestro quest'oggi. Già, è importante per quel dottore fissare dei paletti, mettere dei limiti: quanto è grande la cerchia che deve contenere quelli che posso amare? Fin dove posso allargare il mio cuore? Chi può far parte del mio "cerchio magico" e chi no? Sappiamo che Gesù ribalta la questione con la parabola del samaritano: non più "chi è il mio prossimo", ma "come posso farmi prossimo io". Il criterio è sempre il bene dell'uomo: come posso farmi vicino a chi è ferito, lasciato indietro, escluso. In nome di Dio spesso anche noi, come quel maestro della Legge, abbiamo messo paletti, fissato limiti, delimitato quegli spazi sacri cui per accedervi occorre essere "puri", soprattutto da certi "peccati" (che si sono rivelati poi altamente praticati dai custodi di tale legge!!!); abbiamo fatto dell'Eucaristia un precetto per dare gloria a Dio, per assolvere un obbligo e ci siamo dimenticati di dire "Amen" al corpo di Cristo che è nel fratello e nella sorella che vive ogni giorno accanto a noi, che incrocia la nostra strada, che si trova in ospedale, che sbarca da un barcone, che fugge dalla miseria e dalla guerra. Quanti paletti, quanti limiti per delimitare un recinto in cui cantare in coro "Gloria in excelsis Deo" e non ci siamo accorti, nel frattempo, che il Pastore è fuori da molto tempo a cercare la pecora smarrita, ferita, sola. Maestro, insegnaci a farci prossimi con te, a diventare persone che sanno prendersi cura, che sanno assomigliare al Padre "che fa piovere sui giusti e sugli ingiusti", che ama tutti e a tutti offre una possibilità di vita. Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita

venerdì 4 ottobre 2019

Buongiorno mondo


Buongiorno mondo! 
"Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli" (Mt 11,25-30).
I piccoli di cui parla il Maestro sono tutte e tutti coloro che fanno propria la strada delle beatitudini insieme a Lui. I sapienti e gli intelligenti sono coloro che credono di conoscere, ma in effetti si fidano più di se stessi che del Padre. Gesù fa riferimento ai dotti del suo tempo, coloro che "impongono pesanti fardelli sulle spalle della gente" ma loro non li toccano nemmeno con un dito, quelli che si sono "impossessati" di Dio e ad ogni pié sospinto indicando a destra e a manca quel che il "loro" dio vuole, ordina e desidera. Gesù invita ad uscire da questa religione incapace di dire Dio, di mostrare il suo vero volto, per entrare nella dimensione della fede, dove sperimentare la presenza di un Padre che mi ama anche là dove io non riesco ad amarmi, che mi libera dalla paura con il suo amore gratuito, che mi scioglie dalle catene del merito per aprirmi la strada verso la libertà che nasce dal suo amore accolto e condiviso. Anche oggi la parola del Maestro offre una scelta: con chi stiamo? Scegliamo il canto seducente delle sirene dei dotti, o preferiamo l'insignificanza evangelica dei piccoli? Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.