venerdì 12 giugno 2026

Buongiorno, mondo!

Cuori amati e amanti


Mt 11,25-30

"Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli". 


Oggi la liturgia ci propone la solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù.

I piccoli di cui parla il Maestro sono tutte e tutti coloro che fanno propria la strada delle beatitudini insieme a Lui. I sapienti eSale e Luce gli intelligenti rappresentano coloro invece che credono di conoscere, ma in effetti si fidano più di se stessi che di colui che chiamano Dio. Gesù fa riferimento ai dotti del suo tempo, coloro che "impongono pesanti fardelli sulle spalle della gente" ma loro non li toccano nemmeno con un dito, quelli che si sono "impossessati" di Dio e ad ogni pié sospinto indicano a destra e a manca quel che il "loro" dio vuole, ordina e desidera. 

Gesù invita ad uscire da questa religione incapace di dire Dio e di mostrare il suo vero volto per entrare nella dimensione della fede, là dove è possibile sperimentare la presenza di un Amore che mi ama anche là dove io non riesco ad amarmi, che mi libera dalla paura con il suo amore gratuito, che mi scioglie dalle catene del merito per aprirmi la strada verso la libertà che nasce da questo amore accolto e condiviso. 

Anche oggi la parola del Maestro offre una scelta: con chi stiamo? Scegliamo il canto seducente delle sirene dei dotti, o preferiamo l'insignificanza evangelica dei piccoli? 

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

La guerra è la malattia non la soluzione.


P.S. Questa rubrica, a causa di impegni di lavoro, riprenderà dopo il 22 giugno 2026. Grazie a tutte e a tutti. Abbraccio.


Spreaker

Buongiorno, mondo!

giovedì 11 giugno 2026

Buongiorno, mondo!

Narratori di misericordia



Mt 10,7-13:


“In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Andate, predicate che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, sanate i lebbrosi, cacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date»”.



Nella memoria di san Barnaba la liturgia ci propone il testo dell’invio in missione dei Dodici. Gesù invita i suoi a “predicare” non tanto proponendo una dottrina, ma ponendo dei segni che indichino la prossimità del Regno di Dio (regno dei cieli è un’espressione di Matteo che, attento alla sensibilità dei suoi ascoltatori/lettori, utilizza per non pronunciare “il Nome”), cioè la prossimità di Dio stesso al suo popolo. E, se notiamo, gli inviati sono invitati a portare essenzialmente dei segni di vita, sono invitati a comunicare vita: guarire, risuscitare, sanare, liberare. Il tutto in nome di una gratuità che parla della gratuità divina, o meglio, del Padre.
La missione della Chiesa, incarnata in ogni singola comunità cristiana, non ha come priorità quella di proporre e difendere a tutti i costi e in primo luogo una “dottrina”, per quanto necessaria nel processo di costruzione dell’identità della comunità. La priorità, per Gesù, e quindi per la comunità dei suoi discepoli, è quella di portare vita lì dove questa non c’è o è calpestata e negata. L’invito è dunque a diventare dei portatori di vita e narratori della misericordia del Padre, sorgente della vita stessa. Narratori che non si accontentano di proporre delle formule di fede, ma narratori di misericordia attraverso dei gesti di prossimità che parlano e rendono visibile ed efficace la prossimità del Padre verso l’umanità ferita, in debito di vita, esclusa ed lasciata ai margini come lebbrosa, in preda ai demoni del potere, dell’avere e dell’apparire. Ecco, credo, ciò che ci invita a fare il Maestro oggi, anzi, più che fare, essere: non azzeccagarbugli del catechismo, ma narratori della misericordia divina.

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

La guerra è la malattia non la soluzione.


Spreaker

Buongiorno, mondo! 

mercoledì 10 giugno 2026

Buongiorno, mondo!

Andare “oltre”


Mt 5,17-19


"Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son venuto per abolire, ma per dare compimento. In verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà neppure un iota o un segno dalla legge, senza che tutto sia compiuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi precetti, anche minimi, e insegnerà agli uomini a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà agli uomini, sarà considerato grande nel regno dei cieli". 



Gesù parla in questo modo subito dopo aver proclamato le Beatitudini e a queste bisogna far riferimento per intendere rettamente quanto vuol dire. In un certo senso è una dedica a tutti i nostalgici di "ordine e disciplina", a tutti coloro che identificano il Dio di Gesù nel Dio legislatore che dai suoi fedeli pretende obbedienza cieca e assoluta, pena la dannazione eterna. "Legge e Profeti" sono compresi e superati dalla proposta che Gesù fa nelle Beatitudini. I "precetti minimi" cui fa riferimento, infatti, son proprio le beatitudini e niente altro. Chi volesse intendere che Gesù faccia riferimento alle minuziose prescrizioni della Legge è completamente fuori strada. L'ostinazione di chi ancora oggi continua a credere in una visione conciliante tra la legge antica e quella proposta da Gesù è antievangelica. Per certi aspetti, anche il Decalogo viene ridimensionato: davanti alle Beatitudini le Dieci Parole impallidiscono. Perché allora continuiamo a proporre "esami di coscienza" fondati sul Decalogo? Noi continuiamo a far esplorare minuziosamente le coscienze, con precisione chirurgica, mentre le Beatitudini invitano ad assumere uno stile di vita ben diverso. Uno stile in cui da "fedeli" si è invitati a diventare "figli"; dove lo stile di vita non è più orientato all'obbedienza, ma all'assomiglianza all'amore che si fa servizio proprio dello stile di Gesù. Eppure Gesù ha pagato con la vita la sua proposta! Noi, no, preferiamo ancora la Legge del Decalogo e lasciamo ai "sognatori" la potenza delle Beatitudini! Mah...
Un
abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

La guerra è la malattia non la soluzione.


Spreaker

Buongiorno, mondo! 

martedì 9 giugno 2026

Buongiorno, mondo!

Sale e Luce


Mt 5,13-16


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente.

Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».




Oggi il Maestro ricorda che una volta accolto il suo messaggio, accettato di vivere secondo il suo stile di vita, ciascuno e ogni comunità sono "Sale della terra e luce del mondo". 

Notiamo il verbo: non viene detto "dovete diventare", "siete chiamati a essere".... no, è un dato di fatto: siete. Come dire che il fatto di essere sale e luce è costitutivo della vita cristiana, dello stile di vita cristiana. Il sale serve non solo a conservare, ma nella giusta dose, serve a esaltare il sapore. Il sale non si sostituisce al cibo, ma ne esalta il sapore: mi pare di capire che il Maestro indichi il compito in maniera precisa. Non si deve annullare l'umanità (=cibo), ma esaltarne il sapore, permettere alle potenzialità di esprimersi fino alla massima espressione, giungendo alla maturità che è la capacità di amare con e come Lui, facendo della propria vita un dono. Lo stesso vale per la luce: dove c'è luce non vi possono essere tenebre. E per questo non c'è bisogno di crociate, lotte, e via discorrendo (e di questi tempi proprio chi vorrebbe una "chiesa chiusa" (una sorta di casa di piacere per lo spirito, insomma un casino spirituale!) in se stessa, arroccata sulle sue posizioni, in difesa di valori non negoziabili, proprio costoro hanno reso il mondo un'arena dove non si fanno prigionieri...): la luce brilla da sé e per questo dove c'è luce la notte non ha motivo di esistere. Essere luce non vuol dire imporsi: semplicemente vivere immersi nel messaggio del Maestro, che invita sempre non a prendere vite, ma a donare vita.   

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

La guerra è la malattia non la soluzione. 


Spreaker

Buongiorno, mondo!

lunedì 8 giugno 2026

Buongiorno, mondo!

Chiamati alla felicità


Mt 5,1-12


“In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:

«Beati i poveri in spirito,

perché di essi è il regno dei cieli (…).”



Quest'oggi il testo del Vangelo ci presenta le Beatitudini nella versione di Matteo. L'unica cosa che vorrei sottolineare, considerato lo spazio e il significato di questo post, è che il messaggio di Gesù invita e spinge continuamente alla felicità. E non una felicità che conseguiremo nel futuro, in quel che chiamiamo “al di là”, ma una felicità possibile fin dal nostro oggi. I vari "profeti di sventura" che vedono nell'oggi solo disastri e perdita della fede, i vari "Soloni della fede" che ne sanno una più e meglio del papa, tutti coloro che in questi tempi vedono solo nefandezze e miseria spirituale, tutti coloro che versano lacrime amare perché i tempi son cambiati e non sanno vedere la sapienza di Dio all'opera nel mondo, ebbene questi difficilmente avranno parte alla Beatitudine di vita del Maestro. La beatitudine proposta e vissuta da Gesù non è il frutto di sacrifici, di percorsi ascetici di perfezionamento spirituale personale (percorsi che spesso portano al perfezionismo, uno dei più brutti mali da cui si può essere colpiti), ma essa è il frutto dell'accoglienza gioiosa del messaggio di Gesù che invita i suoi ad amare con Lui e come Lui, a vivere la vita come un dono da condividere per creare relazioni autenticamente umane. Questa è la sfida che ci è posta davanti oggi, questa è la nostra beatitudine che nessuno ci può togliere. 

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

La guerra è la malattia non la soluzione. 


Spreaker

Buongiorno, mondo!

venerdì 5 giugno 2026

Buongiorno, mondo!

Aperti alla ricerca


Mc 12,35-37


In quel tempo, insegnando nel tempio, Gesù diceva: «Come mai gli scribi dicono che il Cristo è figlio di Davide? Disse infatti Davide stesso, mosso dallo Spirito Santo:

“Disse il Signore al mio Signore:

Siedi alla mia destra, 

finché io ponga i tuoi nemici

sotto i tuoi piedi”.

Davide stesso lo chiama Signore: da dove risulta che è suo figlio?». E la folla numerosa lo ascoltava volentieri.


Leggendo queste parole, ictu oculi, pare che Gesù voglia avviare una discussione tipicamente rabbinica. Ma forse con questa domanda, che a noi oggi potrebbe apparire come una questione di lana caprina, Gesù ha un altro intento. Partendo dalla Scrittura, che i suoi ascoltatori scrutavano incessantemente e conoscevano bene, egli invita ad andare oltre, a non aver paura a porre dubbi e domande, a lasciare spazio a una nuova curiosità circa la sua identità. Più che sottolineare che il Messia appartiene alla linea di discendenza davidica, Gesù si pone come Figlio e Signore capace di narrare Dio in maniera altra rispetto a quanto fino ad allora compreso e proposto.

Si tratta di un invito forte che arriva dritto a noi, frequentatori delle pagine della Scrittura: accogliere il mistero della vita e della persona di Gesù come un dono che eccede, spesso, la nostra capacità di comprensione razionale. Significa dunque coltivare quella apertura e quel discernimento che ci aiuta ad evitare di metterci Gesù “in tasca” con troppa facilità per restare aperti e in ricerca continua, vivendo in stato di “esodo” verso terre sempre nuove, verso orizzonti sempre più larghi delle nostre piccole vedute. Così anche a noi sarà dato in dono di “ascoltare volentieri” la parola di colui che in maniera divina ci narra Dio.

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

La guerra è la malattia non la soluzione. 


Spreaker

Buongiorno, mondo!