mercoledì 4 febbraio 2026

Buongiorno, mondo!

Dai “padri” al Padre


Mc 6,1-6


In quel tempo, Gesù venne nella sua patria e i suoi discepoli lo seguirono.

Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: «Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?». Ed era per loro motivo di scandalo. (…)


Il Maestro oggi vive l'esperienza drammatica del rifiuto proprio lì dove era cresciuto. A Nazareth non sono stati capaci di "uscire" dalla tradizione dei padri per "entrare" nell'amore del Padre trasmesso dal Figlio. Attaccati alla tradizione come una cozza al suo scoglio, non sanno scorgere la novità che viene dal Maestro. Mi sembra quasi tragicomico: quelli di Nazareth si sono quasi rassegnati al destino della fama che era loro compagna: da noi non è possibile che esca qualcosa di buono! E quindi eccoli lì a cercare di far "rientrare" Gesù nella retta via dei padri! È un'immagine provocante per le nostre comunità, spesso fondate su delicati equilibri per non urtare nessuno, all'insegna del "si è sempre fatto così", attente più a mantenere lo status quo piuttosto che a lasciarsi provocare dalla novità del Maestro. Come sempre, la scelta è nelle nostre mani: l'esodo cui il Maestro chiama è passare dalla tradizione dei padri all'amore del Padre. Ci scandalizziamo anche noi o accettiamo la sfida? 

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

La guerra è la malattia non la soluzione.


Spreaker

Buongiorno, mondo! 

martedì 3 febbraio 2026

Buongiorno, mondo!

Dal merito alla gratuità


Mc 5,21-43


(…) Ora una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni e aveva molto sofferto per opera di molti medici, spendendo tutti i suoi averi senza alcun vantaggio, anzi piuttosto peggiorando, udito parlare di Gesù, venne tra la folla e da dietro toccò il suo mantello. Diceva infatti: «Se riuscirò anche solo a toccare le sue vesti, sarò salvata». E subito le si fermò il flusso di sangue e sentì nel suo corpo che era guarita dal male.

E subito Gesù, essendosi reso conto della forza che era uscita da lui, si voltò alla folla dicendo: «Chi ha toccato le mie vesti?». I suoi discepoli gli dissero: «Tu vedi la folla che si stringe intorno a te e dici: “Chi mi ha toccato?”». 


Queste sono le parole che Gesù rivolge alla donna guarita dalle continue perdite di sangue. Una donna che ha vissuto per dodici lunghi anni in stato di impurità cultuale, alla quale era negato l'accesso a Dio nel Tempio e il contatto con le altre persone: emarginata, esclusa a causa della sua condizione. Le ha provate tutte, anche fuori dall'ambito della Legge: ha perso tutto e non ha ottenuto nulla. Le resta un'ultima prova: trasgredire la Legge toccando Gesù e rischiando la sua vita per questo. Quella che agli occhi dei più era una terribile trasgressione della Legge, per Gesù diventa un'espressione di fede: una fede che risana e ridà vita! 

In questo modo Gesù spazza via un concetto che, purtroppo, ammorba e rovina ancora oggi la nostra relazione con Dio: il merito (che ha la stessa radice di meretricio). Dio non offre il suo amore in base al merito delle persone. I meriti, infatti, non sono per tutti: quella donna, a causa della sua condizione, non poteva vantarne alcuno, anzi, era esclusa dal raggio d'azione di Dio. Essa non poteva partecipare al culto, alla preghiera, alle varie attività religiose a causa della sua condizione invalidante. Questa tentazione è ancora ben radicata e presente nel nostro oggi quando ci arroghiamo il diritto di affermare che chi trasgredisce la Legge è fuori dall'amore di Dio, non se lo "merita". Gesù spazza via tutto questo e afferma che l'amore del Padre è un dono gratuito possibile per tutti perché Dio non guarda ai meriti ma ai bisogni. E quelli ne abbiamo tutti! Basta solo il coraggio di infrangere la Legge per arrivare a toccare Gesù. 

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

La guerra è la malattia non la soluzione.


Spreaker

Buongiorno, mondo! 

lunedì 2 febbraio 2026

Buongiorno, mondo!

La forza della Parola


Lc 2,22-40


(…) Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione e anche a te una spada trafiggerà l’anima, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».



"E anche a te una spada trafiggerà l'anima", queste le parole che Simeone consegna a Maria. Quante parole sono state spese, spesso a sproposito, sulla "spada" che attraverserà il cuore di Maria! Quante incrostazioni abbiamo attaccato alla figura di questa splendida donna che è Maria per giustificare le mille devozioni che confondiamo spesso con la fede! Per me l'immagine della "spada" rimanda alla potenza della Parola di Dio "efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio.... che sa discernere i sentimenti e i pensieri del cuore" come scrive l'autore della Lettera agli Ebrei. E anche l'autore dell'Apocalisse racconta come dalla bocca del Signore "usciva una spada affilata a doppio taglio". Il Maestro è il portatore, anzi, è Lui stesso quella Parola fatta carne che provocherà lacerazioni e contrasti nella storia. Questa stessa parola del Figlio costringerà Maria, la Madre, a scelte dolorose. Già con la parola dell'angelo Maria aveva compiuto una scelta coraggiosa e anche dolorosa. Con la parola del Figlio dovrà operarne un'altra: sarà chiamata a farsi discepola. È il cammino di ognuno di noi che costruiamo giorno dopo giorno il Regno. 

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

La guerra è la malattia non la soluzione. 


Spreaker

Buongiorno, mondo!

sabato 31 gennaio 2026

venerdì 30 gennaio 2026

Buongiorno, mondo!

Dai diamanti non nasce niente…


Mc 4,26-34


(…) Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? È come un granello di senape che, quando viene seminato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell’orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra». (…)



Questa bellissima realtà che è il Regno, cioè il modo di relazionarsi di Dio con noi, per il tramite del suo amore comunicato e offerto a ciascuno, non assume quelle caratteristiche di imponenza e di visibilità che amiamo tanto. Nient'affatto! È l'amore accolto di Dio che si "sminuzza" nelle briciole del quotidiano e lì fa germogliare, meglio, “brulicare” la vita, fa fiorire la speranza, fa maturare la giustizia. È una piccola grande realtà, ma "infestante" come la senape appunto, che continua ad espandersi lì dove trova accoglienza, lì dove vi sono donne e uomini capaci di accettare la sfida dell'essere figlie e figli tradotta nella fraternità. Non è “un cedro del Libano”, una cattedrale imponente, un “campanile” che svetta su tutto e tutti e impone la sua voce silenziando tutto il resto. La senape è una piccola, insignificante pianta che è simbolo però di quel Regno che reca in sé la potenza della vita, pronta ad aprire sentieri profumati di verità, vie che odorano di novità, percorsi che cambiano le regole del vivere per un'umanità più umana, talmente umana da assumere la condizione divina. 

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

La guerra è la malattia non la soluzione.

giovedì 29 gennaio 2026

Buongiorno, mondo!

Immersi in Dio


Mc 4,21-25


(…) Diceva loro: «Fate attenzione a quello che ascoltate. Con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi; anzi, vi sarà dato di più. Perché a chi ha, sarà dato; ma a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha».


Oggi il Maestro nella pagina evangelica ci ricorda che “a chi ha, sarà dato; ma a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha”. A prima vista potrebbe suonare come un'ingiustizia, una crudeltà terribile: ma come, non è proprio Lui che parlava di solidarietà, di condivisione? Leggere queste parole con i nostri criteri, che dipendono pesantemente da criteri sovente economici, ci porterebbe a queste conclusioni. Ma Gesù sta parlando di tutt'altra cosa. Egli fa riferimento a tutte e tutti coloro che, entrando nella logica del Regno, accolgono l’azione amante e vitale di Dio e accettano di condividerla creando nuove relazioni tra gli uomini. Senza la paura di perderci o di perdere qualcosa: gratuitamente entrano in questo abbraccio divino, gratuitamente lo condividono assomigliando a Lui nel loro modo di amare. Per questo quanto più si mettono in gioco, tanto meno perdono, perché la forza creatrice e creativa del Dio “in cui ci muoviamo ed esistiamo”, in cui siamo immersi, espande sempre più questa capacità di amare e di umanizzare le nostre relazioni. Al contrario di chi evita accuratamente di mettersi in gioco e rende sterile questa capacità: un amore non condiviso è un amore che muore, per questo non ha alcun significato. Ecco perché “a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha”. 

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

La guerra è la malattia non la soluzione.

mercoledì 28 gennaio 2026

Buongiorno, mondo!

Donne e uomini della Parola


Mc 4,1-20


In quel tempo, Gesù cominciò di nuovo a insegnare lungo il mare. Si riunì attorno a lui una folla enorme, tanto che egli, salito su una barca, si mise a sedere stando in mare, mentre tutta la folla era a terra lungo la riva.

Insegnava loro molte cose con parabole e diceva loro nel suo insegnamento: «Ascoltate. Ecco, il seminatore uscì a seminare. (…)


Oggi il Maestro ci consegna la parabola del seminatore. La tradizione insegnava che Dio seminava la Legge nel cuore dell'uomo. Gesù cosa fa? Sostituisce alla Legge la Parola, demolendo così il muro di cinta che riservava la Legge al solo Israele e aprendo la possibilità del Regno a tutti gli uomini. Dio si manifesta a tutti e tutti hanno la possibilità di accedere a Lui; la parabola raccontata dal Maestro invita ad eliminare tutte quelle condizioni che non rendono possibile l'ascolto della Parola e quindi il portare frutto, il frutto del Regno. A ciascuna e ciascuno viene chiesto di fare quel lavoro di “sarchiatura” per fare spazio alla Parola che fa di noi uomini e donne di parola e della Parola, uomini e donne che sanno lasciar parlare Dio attraverso la loro esistenza. 

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

La guerra è la malattia non la soluzione.