mercoledì 20 maggio 2026

Buongiorno, mondo!

Donne e uomini veritieri


Gv 17,11-19


(…) Consacrali nella verità. La tua parola è verità. Come tu hai mandato me nel mondo, anche io ho mandato loro nel mondo; per loro io consacro me stesso, perché siano anch’essi consacrati nella verità.



Queste parole ci riportano a quanto dico da tempo a proposito della verità. 

"La tua parola è verità", è quella parola che si è fatta carne, che si è fatta uno di noi, è il Maestro stesso. Consacrati nella verità significa essere condotti a vivere la vita di figli nel Figlio, adottare il suo stile di vita, essere innestati in quella vigna che offre il frutto della vita a chiunque. Non è una verità statica, ma dinamica, una verità che dal centro (Eucaristia) ci spedisce nella periferia del mondo che incontriamo ogni giorno, fatto di persone concrete, che sono quello che sono e non quello che noi vorremmo che fossero. Se di lotta si tratta, la lotta per la verità non è quella delle campagne pro o contro, non è la lotta per stabilire quanti scrutini ci vogliono per fare un papa, non è la lotta di sentinelle che si ergono a bastioni in difesa di chissà quali valori non negoziabili, non è la lotta di chi usa la croce per farci un quotidiano, non è la lotta di chi pensa di misurare la gloria data a Dio con la lunghezza dello strascico dell'abito cardinalizio, non è la lotta di chi si rinchiude nella nostalgia dei "bei tempi della cristianità quando tutto girava intorno alla Chiesa": è la lotta di chi sa che la posizione più autentica del discepolo è chinarsi sui piedi dell'umanità piegata e piagata. La verità nasce dal farsi pane con e come Colui che è Pane di vita. Se vi è motivo di orgoglio nell'essere consacrati nella verità, ebbene la verità del servizio è l'unica fonte di tale umile orgoglio! 

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

La guerra è la malattia non la soluzione.


Spreaker

Buongiorno, mondo! 

martedì 19 maggio 2026

Buongiorno, mondo!

Immersi nella vita



Gv 17,1-11

"Questa è la vita eterna: che conoscano te, l'unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo". 



La pienezza della vita che Gesù offre a tutti è la relazione intima con l’Uno, il Fondamento dell’essere, di ogni essere. Ci siamo sempre affannati a chiederci: "ma che ci sarà di là? Come sarà la vita eterna?". E via con la fantasia: cori angelici h24 con le arpe in mano, contemplazione beata di Dio (cosa poi voglia dire questo io non l'ho mai capito...boh, staremo in una sorta di poltroncina a vedere chi o che cosa?), passeggiate sulle nuvole che neanche gli astronauti nello spazio... Gesù non offre anteprime o anticipazioni di quello che sarà il cosiddetto “al di là”, ma prega per i suoi perché già qui, in questa vita,  possano sperimentare la pienezza della vita restando in comunione d'amore con il Padre, scegliendo di vivere la propria esistenza seguendo la via del dono tracciata da Gesù stesso. Vivere così già assicura una qualità di vita tale che diventa eterna, superiore alla morte stessa. La nostra preoccupazione è quella di restare uniti alla vite, lasciare che l'Agricoltore faccia il suo lavoro e prestare attenzione a fare frutto. Un frutto che faccia crescere la vita, l'amore, che brilli come luce in mezzo a tante tenebre. Già lo cantava Dante: l'unica nostra cura è quella di restare immersi in quell' "Amor che move il sole e l'altre stelle”, il Fondamento ultimo dell’essere. Tutto il resto ci verrà dato in più.    

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

La guerra è la malattia non la soluzione.


Spreaker

Buongiorno, mondo! 

lunedì 18 maggio 2026

Buongiorno, mondo!

Testimoni, non giudici



Gv 16,29-33


(…) Vi ho detto questo perché abbiate pace in me. Nel mondo avete tribolazioni, ma abbiate coraggio: io ho vinto il mondo!



Vivere seriamente la proposta di Gesù significa anche "scontrarsi" con quella realtà "mondana", con quel sistema di falsi valori che svilisce l'uomo e la sua dignità. Noi non cerchiamo lo scontro, ma se viviamo seriamente assumendo lo stile di vita proposto da Gesù, questo ci porterà a delle scelte che non sempre  saranno "gradite e apprezzate" dal sistema di potere-avere-apparire che oggi regge le relazioni tra tante persone. Quello che ci viene chiesto, però, è sempre di preoccuparci in primo luogo di far splendere la luce, non di combattere le tenebre; la nostra unica preoccupazione è di essere tralci che producano un buon frutto, non cesoie ambulanti che si assumono da sole il compito di "purificare" , tagliare e buttare nel fuoco! Già troppi in mezzo a noi si sono assunti questo compito, rubandolo a Dio che è l'unico agricoltore. Il nostro obiettivo non è eliminare il "sistema-mondo", ma offrire la testimonianza serena di una vita che si fa dono e servizio, seguendo in questo modo la via tracciata dal Maestro: “Diventare pastori della nostra animalità” per  umanizzare il nostro mondo.

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

La guerra è la malattia non la soluzione. 


Spreaker

Buongiorno, mondo!

venerdì 15 maggio 2026

Buongiorno, mondo!

Dentro le fatiche della storia



Gv 16,20-23a


(…) “La donna, quando partorisce, è nel dolore, perché è venuta la sua ora; ma, quando ha dato alla luce il bambino, non si ricorda più della sofferenza, per la gioia che è venuto al mondo un uomo. Così anche voi, ora, siete nel dolore; ma vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà e nessuno potrà togliervi la vostra gioia. “ (…)



Penso che attraverso queste parole il Maestro ci inviti ad allargare il cuore e lo sguardo. Tutte e tutti sperimentiamo nello scorrere dell’esistenza dei momenti di sofferenza, di dolore, di paura. Ma non siamo fatti per questo. Gesù usa il paragone della partoriente proprio per invitarci ad allargare lo sguardo e mettere le sofferenze che la vita stessa, a volte con estrema durezza ci fa arrivare addosso, dentro il grande processo della creazione ancora in atto.

Il cristianesimo non è una religione che pratica il dolorismo a tutti i costi (o almeno io credo che così dovrebbe essere). Le prove, le fatiche, la sofferenza ci sono e ci toccano anche facendoci male. Ma è come se Gesù indicasse la via: non fermarti al tuo dolore, alza lo sguardo e allarga il cuore. Sei dentro questo processo della creazione e impara a fare i conti con i tuoi limiti, le tue infermità, la tua incapacità di reggere queste fatiche. Il nostro pianeta è passato attraverso cinque grandi estinzioni di massa. Proprio in quanto Sapiens, modestamente, gli stiamo dando una generosa mano per arrivare quanto prima alla sesta. Stiamo dentro un grande parto, che comporta anche dolori e sofferenze: Gesù ci invita a stare dentro questa storia martoriata, complessa e complicata, per imparare a scoprire i significati nascosti dentro le sofferenze e le fatiche quotidiane non subendo, non sopravvivendo, ma vivendo in pienezza e continuando a tessere insieme il grandioso arazzo della creazione. 

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

La guerra è la malattia non la soluzione.


Spreaker

Buongiorno, mondo!

giovedì 14 maggio 2026

Buongiorno, mondo!

Figli di un Dio felice



Gv 15,9-17

Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena. (…)



Tutti siamo in cerca di felicità e di gioia, e tanti ci assicurano ogni giorno di avere la ricetta per questo. Per alcuni la felicità sta nell'avere; per altri, tanti, troppi, nel potere; per altri ancora, e sono sempre di più, nell'apparire. 

Per me la felicità è nel poter respirare la vita ogni giorno, pur nella fatica del crescere quotidiano; è sapere e sperimentare ogni giorno di essere amato e che questo amore è un riverbero dell'amore di quel Dio che è fondamento della vita, che è la Vita stessa; è sentire di appartenere a un'umanità che lotta, cerca, scava ogni giorno perché ogni uomo e ogni donna possano essere davvero tali; è trovare nello sguardo di ogni persona che incontro ogni giorno il riflesso di un dio che in Gesù mi si è fatto fratello e sorella e che con me ogni giorno cammina e lotta affinché alcuno possa mai dire: "Io non ho nessuno".  

 Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

La guerra è la malattia non la soluzione.


Spreaker

Buongiorno, mondo! 

mercoledì 13 maggio 2026

Buongiorno, mondo!

Cercatori di verità



Gv 16,12-15


In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:

«Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso.

Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future.

Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».



Viviamo immersi in un sistema tale per cui fatichiamo a riconoscere la verità. Ognuno propone la sua, come può, quando può. Se poi questa passa attraverso i differenti media, allora possiamo stare allegri: basta osservare i vari talk show per rendersi conto delle "differenti verità" urlate a destra e a manca, tanto che alla fine uno non sa  più se sta seguendo una trasmissione o se si trova catapultato nel bel mezzo di un suk arabo. 

Recita il detto: "Quando fuori piove, anche in Chiesa quanto meno pioviggina". Già, anche in casa le cose non sempre vanno per il verso giusto: chi tira di qua, chi spinge di là; chi va in giro sbattendo sulla testa della gente tomi di tradizione secolare da difendere a tutti i costi, chi invece liquida tutto all'insegna del "mi piace, non mi piace" come i bambini. 

Io oso solo affermare che a mio avviso la verità è sempre riferita all'uomo, all'umanità, ed è una persona, il Cristo Risorto. Il quale invita ad un approccio "guidato" dallo Spirito, cioè dall'amore, alla verità. Non si tratta quindi di verità intesa come un "blocco marmoreo" di concetti da afferrare e mettersi in tasca, ma di un percorso quotidiano in cui la verità (nel senso etimologico di a-letheia) progressivamente si disvela e mi attira verso di essa. Quindi il cambio di prospettiva è essenziale: non sono io a possedere la verità, ma è lei che possiede me e mi si rivela giorno dopo giorno, in un morbido ma robusto abbraccio che, per l'azione dello Spirito, mi fa avanzare verso la progressiva umanizzazione della mia persona, fino al disvelamento totale, quando assumerò la condizione divina. 

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

La guerra è la malattia non la soluzione.


Spreaker

Buongiorno, mondo! 

martedì 12 maggio 2026

Buongiorno, mondo!

Umanizzare l’umanità



Gv 16,5-11


(…) “è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito; se invece me ne vado, lo manderò a voi. E quando sarà venuto, dimostrerà la colpa del mondo riguardo al peccato, alla giustizia e al giudizio. Riguardo al peccato, perché non credono in me; riguardo alla giustizia, perché vado al Padre e non mi vedrete più; riguardo al giudizio, perché il principe di questo mondo è già condannato.




Il dono dello Spirito che ci rende capaci di amare e trasmettere vita come Gesù ha anche il "compito" di aiutare il "mondo" (sistema) a comprendere il male ("circa il peccato") di cui è vittima: non accettare il Figlio, Colui che ci rivela il volto di Dio (in altri termini:  Colui che ci mostra come "funziona" Dio). Quello che agli occhi del sistema ha tutte le caratteristiche di un fallimento, per Gesù e coloro che aderiranno a Lui e al suo messaggio diventa invece il segno più alto dell'amore, della passione di Dio per l'umanità. 

Quel "circa la giustizia" fa riferimento all'amore fedele e leale del Dio amante e vitale che non viene mai meno, neanche davanti al rifiuto. E la croce, in questo caso, è il segno della glorificazione di tale amore. 

"Circa il giudizio" è il giudizio del Dio che non ha mandato il Figlio per condannare il mondo ma per salvarlo, ossia per aprirgli quella strada di bellezza e amore che consente la realizzazione del progetto della creazione: umanizzare l'umanità fino al punto di permettere a ciascuno di raggiungere la condizione divina come il Figlio. È un "giudizio" che mette paura solamente a chi sceglie volontariamente di stare dalla parte delle tenebre e si ritira davanti alla luce di chi sceglie di vivere nell'amore che umanizza e apre spazi alla presenza amorevole di Colui che è Fondamento di ogni essere.  

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

La guerra è la malattia non la soluzione.


Spreaker

Buongiorno, mondo! 

lunedì 11 maggio 2026

Buongiorno, mondo!

Nel Nome di Dio



Gv 15,26-16,4


 (…) Vi scacceranno dalle sinagoghe; anzi, verrà l'ora in cui chiunque vi ucciderà crederà di rendere culto a Dio. E faranno ciò, perché non hanno conosciuto né il Padre né me. (…)



La perversione della religione, la proposta di una religione che non è espressione di fede, porta a conseguenze "letali". Lo abbiamo visto nelle nostre Crociate, condotte al grido di "Dio lo vole", così come negli assassinii di donne e uomini non  "in linea" con la dottrina della Chiesa al tempo dell'Inquisizione. Lo vediamo oggi nell'efferata violenza di quell'Islam ideologizzato che "in nome di Dio" compie stragi a piè sospinto, così come nella violenza gratuita perpetrata per reclamare una “terra santa”. Ne avvertiamo gli echi nelle guerre che si stanno consumando sotto i nostri occhi troppe volte velati e dentro i nostri orecchi sordi. La religione è spesso e volentieri fonte di violenza.

Il messaggio, la proposta di Gesù è radicale: occorre cambiare la nostra immagine di Dio. Occorre passare da Dio, in nome del quale si può togliere la vita, al Padre, in nome del quale la vita è sempre e solamente donata. È proprio di ogni potere religioso mantenere viva quell'immagine di Dio meno "imbarazzante" di quella proposta da Gesù: è l'immagine del Dio che ama "ordine e disciplina" a tutti i costi, del Dio che ama farsi servire e riverire, del Dio che non si occupa e preoccupa della nostra vita perché vergognosamente attento solo alla sua. Gesù mette in guardia i suoi perché non cadano nella tentazione di costruire la comunità su questa falsa immagine di Dio, ma piuttosto aprano spazi all'immagine del Padre che fa passare il suo amore attraverso il nostro, che spande il suo perdono nel nostro perdono reciproco, che ama senza attendersi nulla in cambio e chiede ai suoi figli e figlie di fare altrettanto.

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

La guerra è la malattia non la soluzione.


Spreaker

Buongiorno, mondo! 

venerdì 8 maggio 2026

Buongiorno, mondo!

Collaboratori, non esecutori



Gv 15,12-17

“Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre l'ho fatto conoscere a voi. Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga…”. 



Credo che le parole di papa Francesco al Card. Ouellet (Lettera del 19 marzo 2016) dicano più e meglio di quanto posso dire io: “Guardare al Santo Popolo fedele di Dio e sentirci parte integrale dello stesso ci posiziona nella vita, e pertanto nei temi che trattiamo, in maniera diversa. Questo ci aiuta a non cadere in riflessioni che possono, di per sé, esser molto buone, ma che finiscono con l’omologare la vita della nostra gente o con il teorizzare a tal punto che la speculazione finisce coll’uccidere l’azione. Guardare continuamente al Popolo di Dio ci salva da certi nominalismi dichiarazionisti (slogan) che sono belle frasi ma che non riescono a sostenere la vita delle nostre comunità. Per esempio, ricordo ora la famosa frase: “è l’ora dei laici” ma sembra che l’orologio si sia fermato”. 

I discepoli di Gesù, per tornare al nostro testo, non sono lavoratori precari che stanno a mendicare un po’ di lavoro dal “capo”, parroco, vescovo o chiunque esso sia. Sono a pieno titolo COLLABORATORI, e, se non abbiamo perso il senso delle parole, questo indica non il lavorare per, ma il lavorare con! E questo mette in crisi un altro pezzo del “paradigma Trento” da cui non riusciamo, o meglio, non vogliamo liberarci. Ci ha tentato il Vaticano II, ma lo abbiamo in fretta seppellito. E ora assistiamo al ritorno furioso di ecclesiologie clericali che nulla hanno a che spartire con il messaggio di Gesù Ci lamentiamo che mancano preti. Io ricordo che la Chiesa è del Signore: forse ce ne siamo talmente impossessati che ora Lui ci sta facendo capire, a modo suo, che è tempo di cambiare decisamente direzione. Ce lo sta facendo capire. Come? Beh, i preti scarseggiano, un motivo il Padreterno l’avrà pure, no? 

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

La guerra è la malattia, non la soluzione. 

giovedì 7 maggio 2026

Buongiorno, mondo!

Il dono della gioia, la gioia del dono


Gv 15,9-11


In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:

«Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore.

Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena».



 L'unico comandamento cui fa riferimento Gesù è quello dell'amore reciproco modellato sul Suo, un amore che si esplicita nel servizio concreto reso ai fratelli, un servizio che non si schiera a favore "di chi fa parte dei nostri", ma un servizio che si china su qualunque uomo o donna feriti dalla vita e dall'ingiustizia perpetrata da chi ha scelto di vivere nelle tenebre. La cosa più bella, a mio avviso, è che la vita donata e vissuta in questo modo produce una gioia che va al di là di ogni aspettativa, la stessa gioia che prova il Maestro e che è dato anche a noi di sperimentare. É la gioia di Dio che esplode nei nostri cuori, è la gioia che comunica la vita e che apre lo spazio alla manifestazione dell'amore di Dio stesso. È il progetto di Dio su ciascuno: fare di noi persone felici. Felici perché amati, felici perché amanti. 

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

La guerra è la malattia, non la soluzione. 

mercoledì 6 maggio 2026

Buongiorno, mondo!

Una vite che dona vino nuovo


Gv 15,1-8


"Io sono la vera vite e il Padre mio è il vignaiolo. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo toglie e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto (…)". 



Chiariti i ruoli (Gesù è la vite, il Padre il vignaiolo, e noi i tralci), questo testo infonde serenità. I tralci che "non portano frutto" vengono tolti. Da chi? Sempre e solamente dal Padre. Non da Gesù, non da  noi, non da altre istanze. È il Padre che si sobbarca questa incombenza. E quelli che portano frutto il Padre, facciamo attenzione, non "li pota" ma "li purifica". Non vedo per qual misterioso motivo qui si traduca con "potare" quel che subito dopo si traduce con purificare ("Voi siete già puri per la parola....). Sono proprio queste parole che mi danno serenità. Ci hanno sempre insegnato a "purificarci", a migliorare, a fare sforzi per cambiare, a perfezionarci, mentre Gesù non ha mai chiesto tutto questo. Infatti quali risultati abbiamo ottenuto? Nulla o quasi. Anzi, più tendiamo a perfezionarci più siamo scornati e frustrati dalla nostra incapacità. Abituati a impietosi esami di coscienza, abbiamo perso di vista il fine della nostra esistenza: portare frutto. Non ci è richiesto di migliorarci agli occhi di Dio. Ci pensa il Padre a purificarci, a togliere dalla nostra vita quelle imperfezioni, quelle impurità che ci impediscono di fare frutto. E non siamo noi a decidere quali sono, ma Lui. È come nella parabola della zizzania e del grano: non sta a noi strappare, ma è il Padre che decide quando e ciò che è grano rispetto a ciò che è zizzania. 

E "portare frutto" cosa significa? Significa diffondere la linfa che riceviamo dalla vite, significa accogliere il dono del Pane per farci pane a nostra volta. E colui che non lo fa? E chi si limita ad accogliere il Pane e a tenerlo per sé? Gesù è chiaro: come il legno della vite, l'unico legno inutile, così chi non fa frutto finisce nel nulla. Se "sterilizzi" la forza dell'Eucaristia fermandola a te, sei un tralcio che intralcia, un "parassita" eucaristico che nulla ha da spartire con il Regno. 

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

La guerra è la malattia, non la soluzione.

martedì 5 maggio 2026

Buongiorno, mondo!

Una vita per la pace, una pace per la vita



Gv 14,27-31a

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: “Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi (…)”.


Non è un augurio irenico di assenza di guerra (e già sarebbe tanto in questo nostro mondo!), ma molto di più. Lo shalom in cui il Risorto ci invita ad entrare è la pienezza della felicità, la pienezza di tutto ciò che porta a realizzare in pienezza la nostra umanità. E tutto questo, proprio perché è il Suo shalom, trova la sua fonte, la sua sorgente, nell'amore che si fa servizio, nell'amore che si inginocchia davanti all'umanità ferita per versarvi "l'olio della compassione e il vino della misericordia". Non è una pace che addormenta, ma uno shalom che tiene ben desti, che non lascia dormire sonni tranquilli fino a quando vi sarà un fratello o una sorella che, al bordo delle nostre trafficatissime vite, dirà: "Io sono solo”. 

È lo shalom proprio di chi condivide il farsi pane del Maestro, lo shalom del pastore che reca su di sé l’odore delle pecore, lo shalom di chi dimora nel Padre e nel Figlio per diventare trasparenza di una presenza amorosa che vuole tutte e tutti felici e pieni di vita. 

È lo shalom di chi sceglie di vivere la propria esistenza non sotto il segno di un "me ne frego" sempre più invadente, ma all'insegna di un "I care" che si traduce in gesti concreti di solidarietà, di accoglienza, di vita condivisa e offerta. 

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

La guerra è la malattia, non la soluzione. 

lunedì 4 maggio 2026

Buongiorno, mondo!

Amore che genera vita



Gv 14,21-26

"...Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi mi ama...". 



Ridurre la proposta del Maestro a una semplice continuazione di quanto iniziato da Mosè, cioè un' aggiunta alla Legge mosaica per dare una verniciata di nuovo, significherebbe snaturare e svilire tutto l'annuncio evangelico. I "comandamenti" di cui parla Gesù esulano dal contesto della religione e aprono la via all'esperienza della fede, in cui il "comandamento" non è più una legge esterna cui obbedire, ma l'accoglienza profonda di un amore capace di plasmare e trasformare la mia e l'esistenza altrui. L'esperienza della fede non esige più una pedissequa e impersonale obbedienza -sottomissione (come nel caso della religione), ma propone la categoria della somiglianza come tratto distintivo della persona. In parole povere: non si tratta più di obbedire a una serie di comandi dati da Dio per metterci a suo servizio quanto di accogliere l'amore di un Dio che ci chiede di assomigliare a Lui nel nostro modo di amare concretamente le persone. Dunque amare Gesù non è imitarlo o vivere in un certo modo "perché l'ha detto Lui" (così facendo non avremmo interiorizzato nulla e saremmo ancora persone immature che attendono da altri le indicazioni per vivere), ma accogliere l'amore del Padre che mi invita, nella creatività della fede, a sviluppare, inventare, mettere in atto modi e stili di vita che facciano trasparire la freschezza e la bellezza di tale amore. Ecco "i comandamenti" di Gesù... Per capirli occorre inginocchiarsi con Lui sui piedi dei fratelli e delle sorelle che incontriamo: solo così potremo guardarlo negli occhi e sussurrargli senza vergogna il nostro amore per Lui. 

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

La guerra è la malattia, non la soluzione. 

venerdì 1 maggio 2026

Buongiorno, mondo!

La Via



Gv 14,1-6


In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: Vado a prepararvi un posto? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via».

Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me».



“Io sono la via, la verità e la vita”, così ha detto Gesù ai suoi. Agli inizi, il cristianesimo era chiamato “La Via”, ossia un percorso, uno stile da acquisire che parlasse il linguaggio delle beatitudini. Non era una norma, non era quel complesso di norme e strutture (e sovrastrutture) che poi sarebbe diventato. Anche i nostri vescovi, in un impeto di acume illuminato che riesce a meravigliare ancora oggi, nella presentazione dei Catechismi hanno scritto “Catechismo per la VITA cristiana”, non per la dottrina cristiana. Ce la giochiamo ancora qui, anche oggi, con il Maestro che si propone come Via, come percorso che avvicina a quella Verità che si disvela progressivamente ad ogni donna e ogni uomo che cercano, lottano e si battono perché davvero la vita sia cosa degna, umana, tanto umana da essere finalmente divina. Non siamo possessori di verità che escludono, ma umili viandanti che cercano, ascoltano, si fanno compagni di strada per arrivare a generare vita dentro e attorno a noi. 

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

La guerra è la malattia non la soluzione. 


Spreaker

Buongiorno, mondo!

giovedì 30 aprile 2026

Buongiorno, mondo!

Servi beati



Gv 13,16-20

…dopo che ebbe lavato i piedi ai discepoli, Gesù disse loro: "In verità, in verità vi dico: un servo non è più grande del suo padrone, né un apostolo è più grande di chi lo ha mandato.  Sapendo queste cose, sarete beati se le metterete in pratica". 


La beatitudine per il Maestro sta non solo nel “sapere”, ma soprattutto nel praticare la via del servizio. Il gesto appena compiuto da Gesù (la lavanda dei piedi) diventa per i suoi discepoli, per noi, fonte di beatitudine. La felicità non sta nel fare qualcosa, ma nell'essere continuamente a servizio, a fianco del Maestro, chinati sui “piedi” sporchi, stanchi, magari feriti, dell'umanità di oggi. Coloro che vogliono tornare a ricevere la “santa comunione” in ginocchio hanno capito ben poco del messaggio del Maestro: non è davanti a Lui che bisogna inginocchiarsi, ma davanti ai fratelli e sorelle che più rappresentano i “piedi sporchi” dell'umanità. Solo così “saremo davvero beati”. 

 Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

La guerra è la malattia non la soluzione.


Spreaker

Buongiorno, mondo! 



mercoledì 29 aprile 2026

Buongiorno, mondo!

La grandezza della piccolezza evangelica


Mt 11,25-30


In quel tempo Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. (…)



I piccoli di cui parla il Maestro sono tutte e tutti coloro che fanno propria la strada delle beatitudini insieme a Lui. I sapienti e gli intelligenti sono coloro che credono di conoscere, ma in effetti si fidano più di se stessi che del Padre. Gesù fa riferimento ai dotti del suo tempo, coloro che "impongono pesanti fardelli sulle spalle della gente" ma loro non li toccano nemmeno con un dito, quelli che si sono "impossessati" di Dio e ad ogni pié sospinto indicano a destra e a manca quel che il "loro" dio vuole, ordina e desidera. 

Gesù invita ad uscire da questa religione incapace di dire Dio, di mostrare il suo vero volto, per entrare nella dimensione della fede, dove sperimentare la presenza di un Padre che mi ama anche e soprattutto là dove io non riesco ad amarmi,  che mi libera dalla paura con il suo amore gratuito, che mi scioglie dalle catene del merito per aprirmi la strada verso la libertà che nasce dal suo amore accolto e condiviso. 

Anche oggi la parola del Maestro offre una scelta: con chi stiamo? Scegliamo il canto seducente delle sirene dei dotti, o preferiamo l'insignificanza evangelica dei piccoli? 

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

La guerra è la malattia non la soluzione.


Spreaker

Buongiorno, mondo!