venerdì 8 maggio 2026

Buongiorno, mondo!

Collaboratori, non esecutori



Gv 15,12-17

“Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre l'ho fatto conoscere a voi. Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga…”. 



Credo che le parole di papa Francesco al Card. Ouellet (Lettera del 19 marzo 2016) dicano più e meglio di quanto posso dire io: “Guardare al Santo Popolo fedele di Dio e sentirci parte integrale dello stesso ci posiziona nella vita, e pertanto nei temi che trattiamo, in maniera diversa. Questo ci aiuta a non cadere in riflessioni che possono, di per sé, esser molto buone, ma che finiscono con l’omologare la vita della nostra gente o con il teorizzare a tal punto che la speculazione finisce coll’uccidere l’azione. Guardare continuamente al Popolo di Dio ci salva da certi nominalismi dichiarazionisti (slogan) che sono belle frasi ma che non riescono a sostenere la vita delle nostre comunità. Per esempio, ricordo ora la famosa frase: “è l’ora dei laici” ma sembra che l’orologio si sia fermato”. 

I discepoli di Gesù, per tornare al nostro testo, non sono lavoratori precari che stanno a mendicare un po’ di lavoro dal “capo”, parroco, vescovo o chiunque esso sia. Sono a pieno titolo COLLABORATORI, e, se non abbiamo perso il senso delle parole, questo indica non il lavorare per, ma il lavorare con! E questo mette in crisi un altro pezzo del “paradigma Trento” da cui non riusciamo, o meglio, non vogliamo liberarci. Ci ha tentato il Vaticano II, ma lo abbiamo in fretta seppellito. E ora assistiamo al ritorno furioso di ecclesiologie clericali che nulla hanno a che spartire con il messaggio di Gesù Ci lamentiamo che mancano preti. Io ricordo che la Chiesa è del Signore: forse ce ne siamo talmente impossessati che ora Lui ci sta facendo capire, a modo suo, che è tempo di cambiare decisamente direzione. Ce lo sta facendo capire. Come? Beh, i preti scarseggiano, un motivo il Padreterno l’avrà pure, no? 

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

La guerra è la malattia, non la soluzione. 

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