giovedì 30 aprile 2026

Buongiorno, mondo!

Servi beati



Gv 13,16-20

…dopo che ebbe lavato i piedi ai discepoli, Gesù disse loro: "In verità, in verità vi dico: un servo non è più grande del suo padrone, né un apostolo è più grande di chi lo ha mandato.  Sapendo queste cose, sarete beati se le metterete in pratica". 


La beatitudine per il Maestro sta non solo nel “sapere”, ma soprattutto nel praticare la via del servizio. Il gesto appena compiuto da Gesù (la lavanda dei piedi) diventa per i suoi discepoli, per noi, fonte di beatitudine. La felicità non sta nel fare qualcosa, ma nell'essere continuamente a servizio, a fianco del Maestro, chinati sui “piedi” sporchi, stanchi, magari feriti, dell'umanità di oggi. Coloro che vogliono tornare a ricevere la “santa comunione” in ginocchio hanno capito ben poco del messaggio del Maestro: non è davanti a Lui che bisogna inginocchiarsi, ma davanti ai fratelli e sorelle che più rappresentano i “piedi sporchi” dell'umanità. Solo così “saremo davvero beati”. 

 Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

La guerra è la malattia non la soluzione.


Spreaker

Buongiorno, mondo! 



mercoledì 29 aprile 2026

Buongiorno, mondo!

La grandezza della piccolezza evangelica


Mt 11,25-30


In quel tempo Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. (…)



I piccoli di cui parla il Maestro sono tutte e tutti coloro che fanno propria la strada delle beatitudini insieme a Lui. I sapienti e gli intelligenti sono coloro che credono di conoscere, ma in effetti si fidano più di se stessi che del Padre. Gesù fa riferimento ai dotti del suo tempo, coloro che "impongono pesanti fardelli sulle spalle della gente" ma loro non li toccano nemmeno con un dito, quelli che si sono "impossessati" di Dio e ad ogni pié sospinto indicano a destra e a manca quel che il "loro" dio vuole, ordina e desidera. 

Gesù invita ad uscire da questa religione incapace di dire Dio, di mostrare il suo vero volto, per entrare nella dimensione della fede, dove sperimentare la presenza di un Padre che mi ama anche e soprattutto là dove io non riesco ad amarmi,  che mi libera dalla paura con il suo amore gratuito, che mi scioglie dalle catene del merito per aprirmi la strada verso la libertà che nasce dal suo amore accolto e condiviso. 

Anche oggi la parola del Maestro offre una scelta: con chi stiamo? Scegliamo il canto seducente delle sirene dei dotti, o preferiamo l'insignificanza evangelica dei piccoli? 

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

La guerra è la malattia non la soluzione.


Spreaker

Buongiorno, mondo! 

martedì 28 aprile 2026

Buongiorno, mondo!

Condividere l’Esserci


Gv 10,22-30

(…) Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano. Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola.


Essere coscienti del fatto che siamo immersi in Dio significa vivere consapevoli del suo abbraccio vitale e amante che è la forza stessa da cui scaturisce il processo della creazione sempre in atto. Questa modalità di presenza dinamica e vitale di ciò che chiamiamo Dio, cioè l’ “Esserci”, non solamente l’Essere, ma l’Esserci, ci aiuta a cambiare la nostra relazione con Lui e, di conseguenza, con gli altri. Non siamo più in presenza di un Dio che ci scruta, ma di uno Sguardo che ci guarda con tenerezza; non siamo più davanti a un Dio che pretende la nostra attenzione e il nostro servizio, bensì siamo nelle mani della Forza della Vita che ci circonda di attenzioni e si mette a nostro servizio. Tanti si diranno: belle parole. Ma come faccio a credere in questa cosa? Beh, per sperimentare questo Dio presente in tal modo c'è un'unica via: smettere di pensare a se stessi e imparare a occuparci e preoccuparci del bene altrui. In questo modo sperimenteremo che quanto più ci prendiamo cura dell'altro, del suo benessere e della sua felicità, tanto più percepiamo come “Dio” si prende cura di noi e sperimenteremo tutto questo nella semplicità del quotidiano. Comprenderemo che davvero "nessuno può strapparci dalla mano del Padre", neanche la morte. 

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

La guerra è la malattia non la soluzione. 


Spreaker

Buongiorno, mondo!

lunedì 27 aprile 2026

Buongiorno, mondo!

Il “pastore bello”


Gv 10,11-18


In quel tempo, Gesù disse:

«Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario – che non è pastore e al quale le pecore non appartengono – vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore.

Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore.


Gesù parla di sé come del “pastore bello”, espressione che potremmo ritradurre con “pastore autentico, quello vero”. A differenza del pastore che svolge il suo compito perché salariato, il “pastore bello” vive il suo servizio nella gratuità più totale, fino al dono della vita per la salvaguardia delle pecore. A differenza del “pastore bello” il pastore salariato guarda alla ricompensa per il lavoro, ma in verità non ama le pecore: queste non gli appartengono e non contano nulla per lui. Lo dimostra il fatto che, quando arriva il lupo, egli abbandona le pecore e fugge via: vuole salvare se stesso, non le pecore a lui affidate! Chi è il pastore mercenario o salariato? È un funzionario, è colui che svolge il compito per il salario che riceve o semplicemente perché l’essere pastore è ritenuto un onore che gli provoca riconoscimento e gli dona anche gloria. Ma lo si deve dire: il pastore salariato è facilmente riconoscibile nel quotidiano, perché sta lontano dalle pecore: lui governa le pecore, non le ama. Al contrario, l’amore del buon pastore per le sue pecore causa addirittura il suo esporre, il suo deporre la vita per la loro salvezza. Non solo egli spende la vita stando in mezzo alle pecore, guidando il gregge, conducendolo in pascoli dove gli sia possibile sfamarsi; ma può anche accadere che la minaccia per la vita del gregge diventi minaccia per la vita stessa del pastore. È questo il momento in cui il buon pastore si rivela. E lo si può riconoscere non dal profumo che maschera l’olezzo dell’ingiustizia, ma per l’odore delle pecore che impregna tutte le dimensioni della sua esistenza. Chi è il nostro pastore?

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

La guerra è la malattia non la soluzione. 


Spreaker

Buongiorno, mondo!

venerdì 24 aprile 2026

Buongiorno, mondo!

Con Lui e come Lui



Gv 6,52-59

" (…) Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita (…)“. 



Il sangue, nella concezione propria dell'uomo della Bibbia, è sacro perché rappresenta la vita stessa e appartiene a Dio solo. Quindi “bere il sangue” di Gesù significa entrare in una intimità molto profonda con Lui, significa entrare nel cuore della vita stessa di Gesù e nella comunione che egli vive con lo Spirito della Vita. Per quanto riguarda la carne, occorre anzitutto togliere di mezzo il significato peggiorativo che questo termine ha assunto, specialmente in relazione a ciò che è “spirito”. Credo che possiamo intendere per “carne”, in questo contesto, la dimensione umana della vita di Gesù, intesa come, per usare un'espressione comprensibile a tutti, stile di vita proprio di Gesù che assume in se stesso tutta la fragilità dell’umano. Dunque la comunione forte e intima con Lui ci conduce ad adottare uno stile di vita simile al suo. Ciò non significa che dobbiamo ripetere esattamente quello che Lui ha fatto, quanto piuttosto adottare uno stile di vita tale che la freschezza e la potenza liberante della sua Parola torni a echeggiare in mezzo a noi. La nostra dimensione umana si “plasma” su quella del Maestro, prende forma a partire da Lui, dalle sue scelte, dal suo modo di relazionarsi alle persone, dalla sua capacità di generare vita. Ecco, credo si possa comprendere così questo testo, troppe volte maltrattato e bistrattato da coloro che sono continuamente alla ricerca di miracoli e particole sanguinanti. 

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

La guerra è la malattia non la soluzione.


Spreaker

Buongiorno, mondo!

giovedì 23 aprile 2026

Buongiorno, mondo!

Maestri nel servizio


Gv 6,44-51


(…) “Sta scritto nei profeti: E tutti saranno ammaestrati da Dio” (…).


“Ammaestrati”…  è un termine un po’ strano per noi. Siamo soliti “ammaestrare” gli animali per indurli a fare ciò che noi vogliamo. Gesù qui usa il termine in senso letterale: “ammaestrare”, farsi maestro. E Lui, per l’appunto, entra nella storia e lo accogliamo come Maestro, un Maestro che ci narra il Nome e dipinge i tratti del volto di Colui che è fondamento della vita stessa nell’amore.

L’unico modo che Gesù ha trovato per narrarci Dio è stato quello di indossare un grembiule e mettersi al nostro servizio perché imparassimo che la beatitudine sta nel far crescere l'umanità, nel sentirsi responsabili del bene dell'altro, nel guardarlo non come concorrente o, peggio, nemico, ma come fratello/sorella, compagno/a di viaggio nella strada della vita. 

Nel rito del Battesimo ci viene consegnata una veste bianca: l’unico modo per tenerla tale è quello di indossare un grembiule reso unto e bisunto dal nostro inginocchiarci per metterci a servizio dell’umanità.  

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita. 

La guerra è la malattia non la soluzione.


Spreaker

Buongiorno, mondo! 

mercoledì 22 aprile 2026

Buongiorno, mondo!

Affinché nessuno resti indietro


Gv 6,35-40


In quel tempo, disse Gesù alla folla:

«Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai! Vi ho detto però che voi mi avete visto, eppure non credete.

Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me: colui che viene a me, io non lo caccerò fuori, perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.

E questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell’ultimo giorno. Questa infatti è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno».



Gesù, non è uno dei tanti che è venuto cercando di attirarci nella rete e prendersi le nostre vite; non è un imbonitore dalle mille facce ma sempre col medesimo fine, ossia fregarci e fregarsi la nostra vita. No, il Maestro ci offre la sua vita come fosse pane e in quel pane c'è tutto ciò che serve per rendere l'umanità talmente umana da farla diventare divina. Allora, l'unica via da percorrere è quella di accogliere con gratitudine tale pane, l'unico che ha il potere di trasformare anche noi in un buon pane per la vita degli altri. 

Inoltre Gesù ricorda che Dio gli ha affidato una missione: “non perdere nulla di quanto egli mi ha dato”. Potremmo ritradurre con “affinché nessuno resti indietro”, cioè affinché nessuno, per nessun motivo, si senta escluso da questo amore gratuito.  Ciò che ci blocca è che non siamo più abituati al gratuito: quando qualcuno ci dice che una cosa è gratis, storciamo il naso e ci chiediamo se non ci sia sotto qualcosa. Proviamo a vivere questo giorno dicendo solamente grazie: in questo modo il cuore si allarga e impara a battere all'unisono con quello del Padre. Come quello di Gesù di Nazareth. 

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

La guerra è la malattia non la soluzione.


Spreaker

Buongiorno, mondo! 

martedì 21 aprile 2026

Buongiorno, mondo!

Condividere il pane per essere pane


Gv 6,30-35


(…) Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: non è Mosè che vi ha dato il pane dal cielo, ma è il Padre mio che vi dà il pane dal cielo, quello vero. Infatti il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo».

Allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane».

Gesù rispose loro: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!».



La qualità della vita che Gesù propone è talmente alta che così la vita stessa diviene indistruttibile, si dilata oltre il tempo e lo spazio, assumendo quella condizione divina che è promessa a coloro che accolgono il dono dell'essere figli. Mangiare di Lui per vivere di Lui e con Lui per sempre.  E questo avviene fin da ora, fin dal nostro oggi. In che modo? Assumendo il suo stesso stile di vita: facendoci pane. Spesso abbiamo ridotto l'Eucaristia a un mero esercizio di culto religioso. Vado a Messa, sto a posto, Dio è contento che ho osservato il precetto, ora posso farmi in pace gli affari miei. O ancora peggio quando riduciamo l'Eucaristia a un “qualcosa” che dobbiamo offrire a Dio, quasi Lui ne avesse bisogno. Questa “riduzione eucaristica” che spesso pratichiamo ci ha portato a “sterilizzare” la potenza e la forza liberatrice del sacramento stesso. E così il farsi pane è andato letteralmente a farsi benedire! “Mangiare questo pane” significa far nostra la passione di Gesù per l'uomo, quello ferito, solo, escluso, emarginato. “Mangiare questo pane” significa aprire spazi all'azione liberante del Dio che vuole la nostra felicità e la pienezza della nostra vita. Se così non è, quanto pane sprecato la domenica!  

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

La guerra è la malattia non la soluzione.


Spreaker

Buongiorno, mondo! 

lunedì 20 aprile 2026

Buongiorno, mondo!

Vivere nel Figlio



Gv 6,22-29


(…) “Gli dissero allora: «Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?». Gesù rispose loro: «Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato».



In molti spesso ci si chiede: "Ma che vuole Dio? Qual è la sua volontà? Cosa vuole da me?". Domande lecite alle quali Gesù offre un’indicazione preziosa nel Vangelo di oggi: “Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato”. 

Fratello o sorella: se tu pensi che Dio ti dica per filo e per segno cosa devi fare nella vita, ti dica dove devi andare, come realizzare la tua esistenza, beh, credo tu abbia sbagliato “dio”. Il Dio annunciato da Gesù si preoccupa anzitutto della nostra felicità, si preoccupa del fatto che possiamo avere una vita di una qualità tale che nemmeno la morte sia capace di scalfirla, di distruggerla, una vita che sia davvero degna di questo nome. La “volontà di Dio” non è un software per far funzionare la nostra esistenza dove inserisco dei dati e trovo la mia risposta. Il nostro compito è individuare, nella fatica del crescere quotidiano, la modalità concreta attraverso la quale concretizzare la fiducia accordata al Maestro. “Credere nel Figlio" non significa aderire razionalmente a una dottrina, essere ossequiosi verso delle leggi, assolvere precetti, collezionare sacramenti in maniera ossessiva e compulsiva (accanto ai drammi dei disordini alimentari, esistono anche i disordini sacramentali). “Credere nel Figlio” è adottare uno stile di vita che faccia di noi uomini e donne liberi perché sempre liberati, capaci di amore perché sempre amati, capaci di perdono perché continuamente perdonati, accoglienti perché sempre accolti. È lo stile di vita di Gesù Maestro che ognuno cerca di proporre, e non di imporre, affinché l'umanità cresca e abbia accesso a quella “vita eterna” che non comincia di là, ma si dilata e si espande fin dall'oggi, qui, nel nostro mondo così frantumato, diviso, pauroso, violento.

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

La guerra è la malattia non la soluzione.


Spreaker

Buongiorno, mondo!

sabato 18 aprile 2026

Buongiorno, mondo!

Nella notte dalle perdute attese


III Domenica di Pasqua

Provocazioni evangeliche in Lc 24,13-35


Youtube

III Domenica di Pasqua


Spreaker

III Domenica di Pasqua 

venerdì 17 aprile 2026

Buongiorno, mondo!

Il pane del Regno



Gv 6,1-15


“(…) una grande folla lo seguiva, vedendo i segni che faceva sugli infermi (…)“.


Subito dopo segue il racconto della condivisione dei pani. 

Mi sono fermato alle prime parole perché mi sembra ci possano fornire un'indicazione preziosa per comprendere meglio cosa significhi condividere il pane  e vivere del pane che Gesù offre. 

Gesù si occupa e si preoccupa degli "infermi", ossia di coloro che in qualche modo non sono saldi, sono deboli, quelli che rischiano più di altri di essere lasciati indietro. Il Maestro ha occhi particolari per loro e offre loro la possibilità di uscire dalla situazione di infermità in cui si trovano e quindi di poter camminare con gli altri. Mi sembra che Gesù privilegi proprio coloro che noi facilmente lasceremmo in disparte, coloro per i quali non nutriamo particolari simpatie o attenzioni. Nelle nostre comunità spesso è presente un criterio di “efficienza” che rischia di creare situazioni di solitudine e di esclusione. Non si vale se non per quello che si riesce a produrre, a fare, a inventare. Credo che il Maestro ci inviti a educare il nostro sguardo sulla vita e sulla comunità cristiana e a considerarla non come un campo di battaglia o, peggio, una passerella sulla quale esibire capacità alla “talent show”! Nello sguardo ricco di compassione del Figlio percepiamo lo sguardo del Padre che ci invita ad avere occhi nuovi, occhi che sanno scorgere nella pochezza di cinque pani e due pesci la ricchezza del Regno.  

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

La guerra è la malattia non la soluzione.


Spreaker

Buongiorno, mondo! 

giovedì 16 aprile 2026

Buongiorno, mondo!

Essere parola di Dio



Gv 3,31-36


(…) “Colui infatti che Dio ha mandato dice le parole di Dio: senza misura egli dà lo Spirito”. (…)



Gesù è la parola definitiva del Padre sul mondo. Il Figlio dell'Uomo rappresenta il modello di umanità che realizza perfettamente quella “somiglianza” della cui “Immagine” siamo portatori. Un'umanità che sia riflesso e trasparenza di un Dio che è Fondamento dell’Essere, di un Dio che vuole la nostra felicità. Come disse un monaco belga che ha vissuto nel deserto: “Non posso credere in un Dio che non sia felice  anche quando noi siamo felici senza di Lui”. Per giungere a un tale livello l'unica condizione richiesta è accogliere quello Spirito “donato senza misura”. Di quale Spirito si tratta? Credo dello stesso che ha condotto Gesù a donare la sua vita per il mondo. Non è uno spirito asettico, impersonale, ma è lo stesso che ha guidato Gesù nella sua opzione fondamentale per il bene dell'uomo: è l'amore e la vita di Dio che scorrono come un fiume verso di noi. Basta solo trovare il coraggio di immergervisi e rinascere come persone nuove. Nuove perché continuamente rinnovate dal suo amore che è Grazia.  

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita. 

La guerra è la malattia non la soluzione.


Spreaker

Buongiorno, mondo! 

mercoledì 15 aprile 2026

Buongiorno, mondo!

Dalla parte di Colui che ama



Gv 3,16-21


In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo: “Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna”. (…)



Con queste parole Gesù ci rivela definitivamente chi è Dio: è amore, semplicemente amore. Un Dio che è amore e che non chiede all'uomo se non di essere accolto. L’accoglienza di tale presenza amante e vitale trasforma le persone e dona loro la possibilità di trasmettere lo stesso amore. Giovanni, nel testo di oggi, riprende ancora uno dei temi presentati nel Prologo: luce e tenebre. Mi piace notare come lo “scontro” (anche se è improprio chiamarlo così) tra queste due realtà è sempre frutto di una scelta personale: scegliamo da che parte stare. Inoltre la luce non ha bisogno di imporsi con forza sulle tenebre: semplicemente dove vi è l'una non possono esistere le altre, perché davanti alla luce le tenebre si ritirano. Non serve partire lancia in resta con crociate contro le tenebre: basta vivere nell’abbraccio amante di Dio, Colui che sorgente della vita, da figli e fratelli, e questo fa sì che le tenebre non trovino più spazio. Le nostre comunità dovrebbero essere proprio gli spazi in cui la luce dell'amore si manifesta e vivifica i rapporti tra le persone, aprendo spazi all'azione di Dio che non è “venuto per giudicare il mondo ma perché il mondo si salvi per mezzo di Lui”. È un grande invito alla libertà e alla creatività, perché l'amore è libero e creativo. Non siamo discepole e discepoli per difendere tradizioni, non siamo qui per imporre dottrine; siamo sorelle e fratelli che aprono spazi alla misericordia di Dio che ha bisogno di noi per rendersi visibile oggi.  

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

La guerra è la malattia non la soluzione.


Spreaker

Buongiorno, mondo!

martedì 14 aprile 2026

Buongiorno, mondo!

Alti e bassi…



Gv 3,7-15


(…) “E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna”. 



Gesù lascia intendere che il momento "più basso" della sua esistenza, sarà anche quello "più alto". Il momento della massima impossibilità umana, diviene lo spazio della massima possibilità divina: solo il dono offerto diventa generatore di vita per chi vuole accoglierlo. L'incontro con il Risorto nell'Eucaristia domenicale dovrebbe essere il fondamento di tale dinamica: l'Eucaristia celebrata non è un rito fatto per assolvere a un precetto o rendere contento Dio perché abbiamo fatto il nostro dovere “santificando la festa”! È l'incontro vivo ed efficace con Colui che “è stato innalzato” per dare anche a noi una tale possibilità. Ecco perché l'abbassamento della Croce è preceduto dall'abbassarsi di Gesù sui piedi dei discepoli: il gesto della lavanda getta una luce diversa sulla Croce. Non è un sacrificio per salvare l'umanità dall'ira di un Dio arrabbiatissimo, scontento e iroso, ma il modo che il Signore ha scelto per consegnarci il suo Spirito e renderci capaci di vivere con Lui e come Lui nell'amore gratuito e incondizionato. Ecco la vita eterna del Maestro: una vita talmente segnata e impregnata di amore da assumere una qualità divina, eterna, più forte di qualsiasi morte. 

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

La guerra è la malattia non la soluzione.


Spreaker

Buongiorno, mondo!

lunedì 13 aprile 2026

Buongiorno, mondo!

Rinascere


Gv 3,1-8

(…) Gli rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce dall'alto, non può vedere il regno di Dio» (…). 



“Nascere dall’alto”, per Gesù, è coltivare e assumere lo stesso sguardo del Padre sull'umanità: uno sguardo che rivela occhi pieni di compassione e misericordia. Uno sguardo che non “guarda” dall'alto in basso, non si fonda su chissà quale potere, ma è lo sguardo di Colui che ama indistintamente e senza condizioni. 

“Vedere il Regno” è dunque lavorare con il “Padre” affinché il Regno stesso cresca e si manifesti. 

“Vedere il Regno” è fare propria la proposta del Figlio, accogliendo il dono dello Spirito che ci rende figli con Lui (“A quanti lo hanno accolto ha dato il potere di diventare figli di Dio..” recita il Prologo). 

“Vedere il Regno” significa imparare ad entrare nella storia e a dimorare in essa con quello stile di vita assunto e proposto da Gesù, uno stile che crea relazioni umanizzanti, uno stile in cui il proprio limite non genera più spazi di conflitto bensì crea spazi di condivisione e solidarietà. 

Non si tratta più dunque di fondare la propria fede su una legge esterna a noi, ma di accogliere un dono che ci rende capaci di aprire spazi all'azione di Dio nel mondo. Ecco qui, sorelle e fratelli,  il cammino che il Maestro propone a quel “Nicodemo” che vive in ciascuno di noi. 

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

La guerra è la malattia non la soluzione. 


Spreaker

Buongiorno, mondo!

venerdì 10 aprile 2026

Buongiorno, mondo!

Pane e companatico


Gv 21, 1-14

In quel tempo, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade. E si manifestò così: si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaèle di Cana di Galilea, i figli di Zebedèo e altri due discepoli. Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare». Gli dissero: «Veniamo anche noi con te». Allora uscirono e salirono sulla barca; ma quella notte non presero nulla.

Quando già era l’alba, Gesù stette sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?». Gli risposero: «No». (…)




Gesù chiede ai discepoli, ai sette che sono lì in quel momento (sette… che fa più di dodici… dodici sono le tribù, sette la totalità, tutta l’umanità) se hanno da mangiare. Nel testo di Giovanni si parla più esattamente di “companatico”.

Questa cosa mi fa pensare perché, in effetti, il pane è già lì: è la vita e la presenza stessa del Vivente. Dunque il pane è già dato ed è la vita del Figlio dell’Uomo. Il companatico no: quello dobbiamo mettercelo noi. 

Se desideriamo che l’Eucaristia “funzioni”, se davvero vogliamo fare Eucaristia, occorre che mettiamo insieme Pane e companatico: senza le nostre vite unite a quella del Vivente l’Eucaristia rimane sterile. Quel “No” in risposta alla domanda di Gesù rappresenta tutte le nostre sterilità, i nostri piagnistei continui davanti a questo mondo che pur Dio ha scelto di amare e al quale offre un percorso di pienezza di vita, purché noi si faccia la nostra parte con Lui. 

Occorre smettere di pensare all’Eucaristia in maniera magica: la soluzione è tornare a Messa! No! Questo companatico è esattamente ciò che viene chiesto a noi, i discepoli di oggi,  facendo come Gesù e con Gesù, amando i fratelli come Lui ha amato loro. Se non opereremo questa conversione, le nostre belle Messe avranno solamente il sapore di un pane stantio che non sfama nessuno. 

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita. 

La guerra è la malattia non la soluzione.


Spreaker

Buongiorno, mondo! 

giovedì 9 aprile 2026

Buongiorno, mondo!

In mezzo



Lc 24,35-48


(…) “Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!».” (…)



Nei racconti di apparizione Gesù è sempre descritto come “in mezzo” ai suoi. È questa la più bella icona della chiesa, della comunità radunata nel suo nome: Lui in mezzo e noi attorno. Si tratta della figura di un cerchio: i punti della circonferenza sono equidistanti dal centro. In altre parole: il Vivente è il centro e attorno a lui tutte e tutti hanno la medesima dignità, non c’è chi “conta” di più, chi gode di posizioni privilegiate. Insomma, è ora di ritrovare e ricostruire questa immagine di chiesa abbandonando quella piramidale nella quale siano ancora immersi e dalla quale fatichiamo a staccarci. Stiamo vivendo, è innegabile, una profonda crisi, segno palpabile di questo cambiamento d’epoca che è in atto. Purtroppo a volte abbiamo occhi solamente per la crisi e non accettiamo di cogliere le opportunità che essa porta in sé stessa. Abbiamo avuto un Concilio che ha chiaramente indicato la strada da percorrere. Cosa abbiamo fatto? La stessa cosa che abbiamo fatto con il messaggio dirompente di Gesù: quello che lui ha gettato dalla porta noi l’abbiamo fatto rientrare dalla finestra. Siamo come i discepoli piagnucolanti e paurosi, rinchiusi nelle nostre belle chiese per paura di disturbare…

Il Vivente è in mezzo a noi: che stiamo aspettando?  

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

La guerra è la malattia non la soluzione.


Spreaker

Buongiorno, mondo!