mercoledì 18 febbraio 2026

Buongiorno, mondo!

Autenticità



Mt 6,1-6.16-18

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

“State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli.” (…)



Oggi, per le sorelle e i fratelli che sono di rito romano, inizia il percorso quaresimale. L’incipit del testo evangelico della liturgia odierna è un invito forte a liberarci dal demone dell'apparenza, dell'apparire a tutti i costi. È una sorta di dio Crono della nostra cultura che cresce i suoi figli con l'idea dell'apparire per esistere e poi se li mangia dopo averli illusi nel tritacarne delle apparenze, delle comparsate che contano, delle varie "isole" che promettono notorietà. La proposta del Maestro tocca invece il cuore dell'esistenza: vivere una vita che non è appariscente ma che, come seme nella terra, genera amore, apre percorsi di giustizia, invita alla solidarietà, lancia la sfida della preghiera, ossia del rinnovare la propria intimità con Dio per continuare ad assomigliare a Lui nella pratica del nostro amore. La quaresima non è dunque un tempo di mestizia e sconforto, ma una chiamata a rinnovare la nostra adesione alla vita, gettando via tutto ciò che ci appesantisce inutilmente, impedendoci di correre gioiosi verso la Pasqua, la festa della vita. Non è il tempo della mortificazione (il vangelo non chiama a mortificarci, ma a "vivificarci"), ma il tempo in cui rinnoviamo la nostra scelta della fatica personale del crescere, la scelta di essere gioiosi ma seri, la scelta di essere e non di apparire, la scelta di vivere e non di lasciarci vivere. 

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

La guerra è la malattia non la soluzione.


Spreaker

Buongiorno, mondo! 

martedì 17 febbraio 2026

Buongiorno, mondo!

Lieviti e pani


Mc 8,14-21

In quel tempo, i discepoli avevano dimenticato di prendere dei pani e non avevano con sé sulla barca che un solo pane. Allora Gesù li ammoniva dicendo: «Fate attenzione, guardatevi dal lievito dei farisei e dal lievito di Erode!». Ma quelli discutevano fra loro perché non avevano pane. (…)



I primi compagni di Gesù non riescono a comprendere il significato profondo dei segni che il Maestro pone davanti ai loro occhi. Nemmeno davanti al pane donato e condiviso riescono a capire. Allora ecco l'avvertimento che viene dalle parole nette di Gesù.

Egli chiede ai suoi di tenere ben desta l’attenzione per evitare le trappole rappresentate dai “falsi lieviti”: quello dei farisei e quello di Erode. Quello di Erode rappresenta la tentazione del messianismo politico mentre quello dei farisei la tentazione del messianismo religioso. Non mi pare necessario esemplificare nel nostro oggi perché basta affacciarsi alla finestra e semplicemente osservare.

Gesù mette in guardia i suoi da entrambi perché entrambi sono sì lieviti ma il risultato della loro fermentazione è un pane che non sfama perché provoca una fame ingorda che non sazia mai: quella fame che ora è potere, ora è denaro, ora è fama. Che sia per Cesare o per Dio, è un pane che nasce da un lievito che inocula morte perché sorgente di disumanità.

Ben diverso è il pane offerto e condiviso da Gesù. Il suo è impastato con il lievito del dono e del perdono, del servizio e della condivisione, della cura e della prossimità: questo fa nascere il pane della vita. Ora la domanda che nasce è: presso quale forno stiamo cercando il nostro pane quotidiano?

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

La guerra è la malattia non la soluzione.


Spreaker

Buongiorno, mondo! 

lunedì 16 febbraio 2026

Buongiorno, mondo!

Essere segno


Mc 8,11-13

In quel tempo, vennero i farisei e si misero a discutere con Gesù, chiedendogli un segno dal cielo, per metterlo alla prova.

Ma egli sospirò profondamente e disse: «Perché questa generazione chiede un segno? In verità io vi dico: a questa generazione non sarà dato alcun segno».

Li lasciò, risalì sulla barca e partì per l’altra riva.



Ai farisei che chiedono un segno Gesù risponde con le parole appena ascoltate. Non è che il Maestro non vuol dare segni: ne ha dati fin troppi. Si rifiuta di dare quei segni del Messia nazionalista che in tanti si aspettavano, il segno del Messia "Figlio di Davide", colui che avrebbe colmato le attese di quanti speravano nella rinascita del Regno di Israele. Gesù si presenta come il Messia "Figlio di Dio", non figlio di Davide. Figlio di un Dio che non viene a prendersi vite con la violenza e il sopruso, con l'inganno (ricordate l'inganno di Davide contro Uria per prendersi Betsabea?) che sostiene da sempre il potere assoluto. Il Messia Gesù non prende vite ma offre la sua, non spaccia per verità la menzogna (come spesso avviene per gli uomini di potere), non impone una giustizia fatta su misura per conservare il suo potere, ma apre percorsi di vita, di amore; propone pratiche di perdono e di solidarietà tali da dare alla vita stessa una qualità superiore da renderla indistruttibile, immortale, e non effimera come ogni cosa che si fonda sulla forza, sulla violenza e sul potere. Ecco perché Gesù non dà segni: è Lui che si fa segno con il suo stile di vita, con il suo amore per la vita, con la sua sete di giustizia, con la sua compassione che narra quella di Dio. E chiede ai suoi, a noi, di essere segni allo stesso modo: non di fare cose grandi, ma di essere grandi nella vita ordinaria, nella personale fatica del crescere quotidiano, diventando segni di quel Regno che inesorabilmente cresce con e attorno a noi. 

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

La guerra è la malattia non la soluzione.


Spreaker

Buongiorno, mondo! 

domenica 15 febbraio 2026

venerdì 13 febbraio 2026

Buongiorno, mondo!

Far bene ogni cosa


Mc 7,31-37


In quel tempo, Gesù, uscito dalla regione di Tiro, passando per Sidòne, venne verso il mare di Galilea in pieno territorio della Decàpoli.

Gli portarono un sordomuto e lo pregarono di imporgli la mano. Lo prese in disparte, lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e gli disse: «Effatà», cioè: «Apriti!». E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente.

E comandò loro di non dirlo a nessuno. Ma più egli lo proibiva, più essi lo proclamavano e, pieni di stupore, dicevano: «Ha fatto bene ogni cosa: fa udire i sordi e fa parlare i muti!».



La parola, la capacità di esprimere e di esprimersi direi che è un costitutivo della nostra natura perché non possiamo vivere senza comunicare. Per questo occorre imparare ad usare correttamente il linguaggio, anche a causa della sua "ambiguità". Qui Gesù va oltre, come sempre: quell'uomo non era in grado di comunicare correttamente né con gli altri né correttamente con Dio. L'immagine distorta del Dio giudice, che punisce ogni minimo sgarro, che se la prende quando siamo felici, che spia ogni nostra attività per coglierci in flagranza di reato, ha inquinato la vita di quell'uomo a tal punto da non consentirgli più di comunicare. Davanti a un Dio così, l'unica possibilità è il restare muti, perché anche una sola parola fuori posto può causare condanne irreversibili. Per questo il Maestro lo tira fuori dalla folla, lo separa: non si può guarire lasciandosi curare da chi è malato come te e pretende di avere la soluzione al problema. Quell'ordine: "Apriti" è la parola che arriva dritta dritta al nostro cuore oggi.

”Apriti", accogli l'amore del Dio che ama la vita; 

"Apriti", lascia che Egli si chini su di te per guarire il tuo essere sordo al suo amore e ti insegni a parlare un nuovo linguaggio, quello dell'amore e del servizio"; 

"Apriti", respira il dono della vita e diventa dono di vita per chi ti incontra; 

"Apriti", accetta la proposta del Maestro che ti offre la possibilità di ascoltare il Padre con orecchi e cuore nuovo, capace di ardere della sua Parola e di splendere in mezzo a chi fino ad oggi ti ha chiuso in te stesso, ti ha negato l'amore del Padre impedendoti di parlare con gli altri come a fratelli e sorelle. 

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

La guerra è la malattia non la soluzione.


Spreaker

Buongiorno, mondo! 

giovedì 12 febbraio 2026

Buongiorno, mondo!

Andare a Tiro


Mc 7,24-30

In quel tempo, Gesù andò nella regione di Tiro. Entrato in una casa, non voleva che alcuno lo sapesse, ma non poté restare nascosto.

Una donna, la cui figlioletta era posseduta da uno spirito impuro, appena seppe di lui, andò e si gettò ai suoi piedi. Questa donna era di lingua greca e di origine siro-fenicia.

Ella lo supplicava di scacciare il demonio da sua figlia. Ed egli le rispondeva: «Lascia prima che si sazino i figli, perché non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». Ma lei gli replicò: «Signore, anche i cagnolini sotto la tavola mangiano le briciole dei figli». Allora le disse: «Per questa tua parola, va: il demonio è uscito da tua figlia».

Tornata a casa sua, trovò la bambina coricata sul letto e il demonio se n’era andato.


Forse Gesù cercava un po' di riposo, o forse, molto più facilmente, stava cercando di riflettere sul suo annuncio del Regno incompreso dai più: un Gesù che conosce la delusione e che si mette a cercare nuove vie togliendosi dai facili entusiasmi.

Ma quando una persona profuma di vita e di libertà è difficile restare nascosti: la fragranza della compassione e della misericordia si allargano. Ancora una volta il Maestro riesce a sorprenderci, a scombinare i nostri piani, le nostre visioni. Noi spesso ci limitiamo al piccolo orticello di casa nostra, alle nostre belle chiese: siamo un Chiesa di "aficionados" dei sacramenti (anche se sempre meno), di riti, di incontri e… ”Tiro" dove è? E gli uomini e le donne che anelano al profumo della vita? E tutte e tutti coloro che stanno piegati, feriti dalla vita, resi fragili da tanta disumanità? Non sarebbe ora di cominciare ad abbandonare la "terra promessa", calda e rassicurante, di una religione che non implica coinvolgimenti giudicati "troppo terreni" per trovare quella ”regione di Tiro" che spesso scansiamo ed evitiamo con una certa noncuranza? Non sarebbe ora di cominciare a mettere il naso fuori dalle nostre belle sacrestie e incominciare a frequentare le periferie per spandere un po' di profumo di vita, di giustizia, di condivisione, di semplice prossimità umana? Quella prossimità che, Gesù ce lo ha assicurato, è capace di aprire spazi alla presenza del Padre. Coraggio, non lasciamoci rinchiudere: Gesù stesso si è lasciato convertire da quella donna (pensate un po’: una donna che converte Gesù!) e ci conduce fuori da quell'ovile rassicurante e, spesso alienante, della religione per farci assaporare i pascoli della vita, dell'amore, della libertà che si fa dono di sé, rendendoci così capaci di “sentire e far sentire” l’abbraccio vitale e amante di Dio, il Fondamento della vita stessa.

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

La guerra è la malattia non la soluzione.


Spreaker

Buongiorno, mondo! 

mercoledì 11 febbraio 2026

Buongiorno, mondo!

Un Dio che ci vuole felici


Mc 7,14-23


In quel tempo, Gesù, chiamata di nuovo la folla, diceva loro: «Ascoltatemi tutti e comprendete bene! Non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro. Ma sono le cose che escono dall’uomo a renderlo impuro». (…)


La preoccupazione di Gesù è stata quella di permettere alle persone di essere felici. Ora, la felicità non può venire da una qualsiasi imposizione esterna o peggio, dall'osservanza di norme che vogliono regolamentare tutti gli aspetti della vita di una persona. Il Maestro invita a pensare (attività invero alquanto rara oggi!), a essere "intelligenti" per scegliere a partire dal cuore e non dalle apparenze, da "dentro" e non "agiti dall'esterno". La scelta di essere e diventare umani non può venire dalla mera osservanza di leggi, prescrizioni, decreti e nemmeno dall'adesione razionale a dei dogmi quasi questi fossero una sorta di baluardo a protezione delle proprie convinzioni e dietro ai quali trincerarsi chiudendo le porte a chi "non è dei nostri". L'assunzione personale della proposta di Gesù, il farla propria, esige anche che non ci limitiamo a ripetere quello che Lui ha detto o fatto, o quello che hanno detto o fatto altri prima di noi. L'esperienza di fede esige quel processo di interiorizzazione che permette al cuore di sprigionare creatività, quella "santa (e sana) libertà dei figli di Dio". Vivendo così forse sentiremo il rumore prodotto dai "rosiconi" (specie in rapida evoluzione e crescita), ma noi saremo attirati più dal  battito del cuore di Dio che vuole i suoi figli liberi e autonomi, adulti, capaci di pensare e non solo di eseguire. 

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

La guerra è la malattia non la soluzione.


Spreaker

Buongiorno, mondo!

martedì 10 febbraio 2026

Buongiorno, mondo!

Rosso rubrica



Mc 7,1-13


(…) Ed egli rispose loro: «Bene ha profetato Isaìa di voi, ipocriti, come sta scritto:

Questo popolo mi onora con le labbra,

ma il suo cuore è lontano da me.

Invano mi rendono culto,

insegnando dottrine che sono precetti di uomini.

Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini». (…) Così annullate la parola di Dio con la tradizione che avete tramandato voi. E di cose simili ne fate molte».



A proposito delle varie prescrizioni della Legge, il Maestro oggi sbotta e se ne esce con queste parole: "Così annullate la parola di Dio con la tradizione che avete tramandato voi. E di cose simili ne fate molte". Praticamente è come se avesse detto chiaro e netto ai vari dottori e maestri della Legge: "è finito il tempo in cui potete spacciare per Parola di Dio quelle che sono le vostre invenzioni. È finito il tempo in cui, parandovi e presentandovi davanti al popolo come degli eminenti "azzeccagarbugli" in nome di Dio, opprimete il popolo a vostro vantaggio e per i vostri comodi". Quanto di questa religione, che è solo ideologia, persiste ancora nei nostri cuori? Quanto amiamo il sottile "scriba" che sciorina i suoi bravi "distinguo" pur di non assumerci la responsabilità della cura del fratello e della sorella? Quante volte in nome della "benedetta" Legge di Dio (o degli uomini?) abbiamo escluso, punito allontanato, ferito, nascondendoci dietro parole quali: "Eeehhhh, non l'ho deciso io... è la legge della Chiesa.... Che vuoi mai, io non sono d'accordo, ma il diritto è il diritto.... Cosa vuoi fratello/sorella, questa è la croce che il Signore ti dà per la tua salvezza....". 

Mah... troppi scribi... troppi dottori della Legge... Meglio cercare nelle vie del Maestro strade più pure, più ricche di ossigeno, costruite con le pietre dell'amore accolto e condiviso, della giustizia, della condivisione, e non con i grandi "mattoni" di teologia e morale che pretendono di dire a Dio come essere Dio e, di conseguenza, come dobbiamo funzionare noi. 

Come sempre, da che parte stiamo? 

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

La guerra è la malattia non la soluzione. 


Spreaker

Buongiorno, mondo!

lunedì 9 febbraio 2026

Buongiorno, mondo!

Farsi “mantello”


Mc 6,53-56


(…) E là dove giungeva, in villaggi o città o campagne, deponevano i malati nelle piazze e lo supplicavano di poter toccare almeno il lembo del suo mantello; e quanti lo toccavano venivano salvati.



La forza di vita che promana da Gesù si spande risanando tutte e tutti coloro che vengono a contatto con il Maestro. Credo sia una bella immagine di chiesa: uno spazio dove incontrare Colui che risana, Colui che rimette in piedi. Teniamo presente che quanto Marco racconta avviene dopo il racconto della condivisione dei pani e dei pesci. È una bella provocazione per le nostre comunità che celebrano l’Eucaristia ogni domenica (quando non ogni giorno). Proprio il fatto di celebrare questo sacramento ci mette in contatto diretto con il mistero del Corpo del Signore che raggiunge la sua pienezza solo quando noi ci facciamo Corpo del Signore: una presenza che, toccata nella profondità del mistero, diviene forza di vita che risana e guarisce. Ricordo sempre che l’Eucaristia non è fine a se stessa ma è finalizzata alla costruzione del Corpo del Signore che è la Chiesa. È proprio la Comunità/Corpo che diventa spazio che guarisce e risana, perché in profonda comunione con il suo Signore, che vuole la salvezza e la felicità per l’umanità intera. Se le nostre Eucaristie non permettono di “toccare” la presenza del Signore esse sono solo dei vuoti e inutili riti con cui crediamo di rendere gloria a Dio. Siamo invitati per primi a “toccare il lembo del Suo mantello” per guarire la durezza del nostro cuore e la piccolezza della nostra fede. Siamo invitati a trasformare le nostre esistenze in “mantelli” che proteggono, curano, risanano.

A noi scegliere, come sempre, sotto quale “mantello” abitare e quale “mantello” diventare.

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

La guerra è la malattia non la soluzione.


Spreaker

Buongiorno, mondo! 

venerdì 6 febbraio 2026

Buongiorno, mondo!

Cercatori di verità


Mc 6,14-29


(…) Venne però il giorno propizio, quando Erode, per il suo compleanno, fece un banchetto per i più alti funzionari della sua corte, gli ufficiali dell’esercito e i notabili della Galilea. Entrata la figlia della stessa Erodìade, danzò e piacque a Erode e ai commensali. Allora il re disse alla fanciulla: «Chiedimi quello che vuoi e io te lo darò». E le giurò più volte: «Qualsiasi cosa mi chiederai, te la darò, fosse anche la metà del mio regno». Ella uscì e disse alla madre: «Che cosa devo chiedere?». Quella rispose: «La testa di Giovanni il Battista». (…)


Quando il potere si sente minacciato dalla verità mette in atto l'unica cosa capace di fare: "silenziare" le voci che narrano la verità. È quanto è successo a Giovanni il Battista (e succederà anche a Gesù). Erode è sempre vivo oggi: le esternazioni farneticanti di coloro che sono stati messi a capo delle nazioni in questi tempi ne sono la prova evidente (oltre che costituire prova di una stupidità senza limiti). Erode è ben vivo e operante ogni volta che alla verità anteponiamo i nostri interessi a tutti i costi. Anche nella Chiesa Erode trova spazio, ogni qualvolta essa cerca a tutti i costi di salvaguardare posizioni di potere, di prestigio; ogni volta che la comunità cristiana dimentica di mettersi il grembiule del servizio e indossa l'armatura del predominio e del potere, essa apre le porte a Erode, essa balla la danza di morte della figlia del re. Ogni volta che alla condivisione la comunità preferisce conservare la propria ricchezza, essa assume le spoglie della moglie del re e si fa padrona della vita degli altri. Quanta strada ancora perché Erode finalmente sia messo a tacere! Non ci scoraggiamo: la forza del Regno è più forte di qualunque forza di morte attorno o dentro di noi. Sta a noi scegliere, come sempre, senza dimenticare che ogni profeta autentico soffre di una particolare malattia professionale, ossia, il taglio della testa.

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

La guerra è la malattia non la soluzione.


Spreaker

Buongiorno, mondo! 

giovedì 5 febbraio 2026

Buongiorno, mondo!

Prove di trasmissione


Mc 6,7-13


In quel tempo, Gesù chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti impuri. E ordinò loro di non prendere per il viaggio nient’altro che un bastone: né pane, né sacca, né denaro nella cintura; ma di calzare sandali e di non portare due tuniche. (…)


Vi ricordate il "cartello" che ogni tanto appariva in TV "Prove tecniche di trasmissione?". Oggi il Vangelo ci fa assistere a qualcosa del genere. Sono le prime prove di "trasmissione" della buona notizia del Regno, del Dio che si fa servo e compagno di viaggio per renderci simili a Lui. Il Maestro decide di buttare nella mischia i suoi e quindi dà loro le istruzioni del caso. Non si tratta di andare a "dire qualcosa su Dio", a predicare insegnamenti morali, a fare ispezioni sul grado di religiosità e di frequenza alle sacre funzioni. Non devono nemmeno passare dagli scribi per farsi consegnare il patentino ad hoc per dimostrare di essere ortodossi. Devono solo liberare l'uomo da quelle pastoie maligne che gli impediscono di vivere da figlio e fratello, da quegli "spiriti impuri" che ben rappresentano l'ideologia della religione, l'attaccamento al potere, al denaro.  

È un invito per noi oggi: scegliamo se condividere con il Maestro la strada della vita e della fede, o la via della religione tutta bella ordinata, con i "ministri" che amorevolmente ci "guidano" perché loro "sanno", e noi siamo chiamati non a collaborare ma a "eseguire". Il Maestro propone sempre vie di libertà, una libertà che a volte fa paura perché non ci pare ancora vero che Dio ci tratti e ci consideri davvero suoi figli. E se lasciassimo cantare a vuoto certe sirene dalle quali siamo ancora troppo attratti? E se abbandonassimo certi "spiriti impuri" che hanno incrostato la bella fede del vangelo con pennellate di religione che poco o nulla ha da spartire con Gesù? 

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

La guerra è la malattia non la soluzione.


Spreaker

Buongiorno, mondo!

mercoledì 4 febbraio 2026

Buongiorno, mondo!

Dai “padri” al Padre


Mc 6,1-6


In quel tempo, Gesù venne nella sua patria e i suoi discepoli lo seguirono.

Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: «Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?». Ed era per loro motivo di scandalo. (…)


Il Maestro oggi vive l'esperienza drammatica del rifiuto proprio lì dove era cresciuto. A Nazareth non sono stati capaci di "uscire" dalla tradizione dei padri per "entrare" nell'amore del Padre trasmesso dal Figlio. Attaccati alla tradizione come una cozza al suo scoglio, non sanno scorgere la novità che viene dal Maestro. Mi sembra quasi tragicomico: quelli di Nazareth si sono quasi rassegnati al destino della fama che era loro compagna: da noi non è possibile che esca qualcosa di buono! E quindi eccoli lì a cercare di far "rientrare" Gesù nella retta via dei padri! È un'immagine provocante per le nostre comunità, spesso fondate su delicati equilibri per non urtare nessuno, all'insegna del "si è sempre fatto così", attente più a mantenere lo status quo piuttosto che a lasciarsi provocare dalla novità del Maestro. Come sempre, la scelta è nelle nostre mani: l'esodo cui il Maestro chiama è passare dalla tradizione dei padri all'amore del Padre. Ci scandalizziamo anche noi o accettiamo la sfida? 

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

La guerra è la malattia non la soluzione.


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Buongiorno, mondo! 

martedì 3 febbraio 2026

Buongiorno, mondo!

Dal merito alla gratuità


Mc 5,21-43


(…) Ora una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni e aveva molto sofferto per opera di molti medici, spendendo tutti i suoi averi senza alcun vantaggio, anzi piuttosto peggiorando, udito parlare di Gesù, venne tra la folla e da dietro toccò il suo mantello. Diceva infatti: «Se riuscirò anche solo a toccare le sue vesti, sarò salvata». E subito le si fermò il flusso di sangue e sentì nel suo corpo che era guarita dal male.

E subito Gesù, essendosi reso conto della forza che era uscita da lui, si voltò alla folla dicendo: «Chi ha toccato le mie vesti?». I suoi discepoli gli dissero: «Tu vedi la folla che si stringe intorno a te e dici: “Chi mi ha toccato?”». 


Queste sono le parole che Gesù rivolge alla donna guarita dalle continue perdite di sangue. Una donna che ha vissuto per dodici lunghi anni in stato di impurità cultuale, alla quale era negato l'accesso a Dio nel Tempio e il contatto con le altre persone: emarginata, esclusa a causa della sua condizione. Le ha provate tutte, anche fuori dall'ambito della Legge: ha perso tutto e non ha ottenuto nulla. Le resta un'ultima prova: trasgredire la Legge toccando Gesù e rischiando la sua vita per questo. Quella che agli occhi dei più era una terribile trasgressione della Legge, per Gesù diventa un'espressione di fede: una fede che risana e ridà vita! 

In questo modo Gesù spazza via un concetto che, purtroppo, ammorba e rovina ancora oggi la nostra relazione con Dio: il merito (che ha la stessa radice di meretricio). Dio non offre il suo amore in base al merito delle persone. I meriti, infatti, non sono per tutti: quella donna, a causa della sua condizione, non poteva vantarne alcuno, anzi, era esclusa dal raggio d'azione di Dio. Essa non poteva partecipare al culto, alla preghiera, alle varie attività religiose a causa della sua condizione invalidante. Questa tentazione è ancora ben radicata e presente nel nostro oggi quando ci arroghiamo il diritto di affermare che chi trasgredisce la Legge è fuori dall'amore di Dio, non se lo "merita". Gesù spazza via tutto questo e afferma che l'amore del Padre è un dono gratuito possibile per tutti perché Dio non guarda ai meriti ma ai bisogni. E quelli ne abbiamo tutti! Basta solo il coraggio di infrangere la Legge per arrivare a toccare Gesù. 

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

La guerra è la malattia non la soluzione.


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Buongiorno, mondo! 

lunedì 2 febbraio 2026

Buongiorno, mondo!

La forza della Parola


Lc 2,22-40


(…) Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione e anche a te una spada trafiggerà l’anima, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».



"E anche a te una spada trafiggerà l'anima", queste le parole che Simeone consegna a Maria. Quante parole sono state spese, spesso a sproposito, sulla "spada" che attraverserà il cuore di Maria! Quante incrostazioni abbiamo attaccato alla figura di questa splendida donna che è Maria per giustificare le mille devozioni che confondiamo spesso con la fede! Per me l'immagine della "spada" rimanda alla potenza della Parola di Dio "efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio.... che sa discernere i sentimenti e i pensieri del cuore" come scrive l'autore della Lettera agli Ebrei. E anche l'autore dell'Apocalisse racconta come dalla bocca del Signore "usciva una spada affilata a doppio taglio". Il Maestro è il portatore, anzi, è Lui stesso quella Parola fatta carne che provocherà lacerazioni e contrasti nella storia. Questa stessa parola del Figlio costringerà Maria, la Madre, a scelte dolorose. Già con la parola dell'angelo Maria aveva compiuto una scelta coraggiosa e anche dolorosa. Con la parola del Figlio dovrà operarne un'altra: sarà chiamata a farsi discepola. È il cammino di ognuno di noi che costruiamo giorno dopo giorno il Regno. 

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

La guerra è la malattia non la soluzione. 


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Buongiorno, mondo!