giovedì 9 luglio 2020

Buongiorno


Buongiorno mondo! Il Maestro continua nella stessa direzione di ieri: "Andate, predicate che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, sanate i lebbrosi, cacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date" (Mt 10,7-15). Dio è vicino a ciascuno e i segni della sua presenza sono tutti segni di vita. A ognuno è offerta la possibilità di essere un portatore di vita, di essere una porta che apre alla vita. Questo è essere segni della presenza di Dio. Ma il segno più paradossale nella nostra cultura è quello della gratuità: Dio non chiede nulla in cambio, assolutamente nulla se non di essere accolto. Sarà proprio la gratuità della vita e dell'amore a cambiare il cuore dell'uomo e il mondo stesso. Percorrere il sentiero della gratuità significa aprire una porta sull'infinito, dove il dono ricevuto diventa ragione e motivo di scambio perché altri possano godere in pienezza della vita. Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

mercoledì 8 luglio 2020

Buongiorno


Buongiorno mondo! "...predicate che il regno dei cieli è vicino..." (Mt 10,1-7) è quanto chiede Gesù ai suoi mandati in missione. Sappiamo che l'espressione regno dei cieli è un modo di dire per indicare Dio stesso (non diciamo anche noi nella nostra lingua "grazie al cielo"?! e certo non pensiamo all'atmosfera...). Quindi il Maestro manda i suoi a dire che Dio è vicino, anzi che non lo si deve neppure cercare: egli chiede solamente di essere accolto. È il Dio-con-noi che si fa prossimo all'umanità e sceglie di farlo attraverso l'umanità: quella di Gesù ieri, della nostra oggi, per comunicare quell'amore generatore di vita capace di far crescere e maturare fino al divino la nostra natura. Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

martedì 7 luglio 2020

Buongiorno


Buongiorno mondo! Oggi il Vangelo ci ricorda che "Gesù andava attorno per tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, predicando il vangelo del regno" (Mt 9,32-38). Predicare il vangelo del regno: è un'espressione per annunciare la presenza del Padre, del Dio-con-noi in mezzo a noi. Dio ha scelto di dimorare con noi non più imponendo leggi e precetti, ma comunicandoci il suo amore, la sua voglia di amarci. E Gesù, il Figlio, Colui che assomiglia al Padre, con i suoi atteggiamenti, le sue parole, i suoi comportamenti ce lo fa capire. È ora di finirla con quella mentalità legalista che nasconde il volto di Dio seppellendolo sotto una valanga di leggi, leggiucole e leggine. Dio non è un codice di comportamento, ma amore e vita offerta a ciascuno perché ognuno trovi la sua piena felicità. Questo è il progetto dell’Amore, l'idea fissa che aveva fin dall'inizio. A noi accoglierlo e lasciarci amare per far crescere la nostra umanità fino a farla divenire divina, perché Lui non è geloso di questo, tutt'altro! Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

lunedì 6 luglio 2020

Buongiorno

Buongiorno mondo! Oggi nel Vangelo ci viene raccontata la guarigione di quella donna che da parecchi anni subiva gravi perdite di sangue. “Ed ecco, una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni, gli si avvicinò alle spalle e toccò il lembo del suo mantello. Diceva infatti tra sé: «Se riuscirò anche solo a toccare il suo mantello, sarò salvata». Gesù si voltò, la vide e disse: «Coraggio, figlia, la tua fede ti ha salvata». E da quell’istante la donna fu salvata” (Mt 9,18-26). Ecco un bellissimo esempio che ci aiuta a chiarire ciò che intendiamo quando parliamo della differenza esistente tra religione e fede. Fede è anzitutto accogliere ciò che Dio fa per me, più che ciò che io faccio o posso fare per Lui (religione). Ecco qui il Dio di Gesù all'opera: il Dio che vuole la nostra felicità, disposto al dono del Figlio pur di aiutarci a sconfiggere tutto ciò che non concorre al bene dell'uomo, alla sua felicità. Aderire a questa fede vuol dire allora mettersi risolutamente in cammino dietro al Maestro per portare vita là dove essa è mortificata. Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

venerdì 3 luglio 2020

Buongiorno


Buongiorno mondo! Oggi festa di San Tommaso, grazie al quale abbiamo l'ultima beatitudine dl Vangelo di Giovanni: "Beati quelli che pur non avendo visto hanno creduto" (Gv 20,24-29) (la prima è quella relativa all'Ultima Cena, quando Gesù ricorda, dopo la lavanda dei piedi: "Sapendo queste cose, sarete beati se le metterete in pratica"). Il disperato bisogno di credere di Tommaso genera la più alta espressione di fede che troviamo nei testi evangelici: "Mio Signore e mio Dio!". Tommaso ha un disperato bisogno di credere; per lui, l'unico disposto ad "andare a morire" con il Maestro, non può essere finito tutto sulla croce: il dono della vita non può essere annullato dalla morte e da "quella" morte. È un invito ad andare "oltre". La proposta di Gesù non è fatta per i monoliti, che stanno ben fermi nelle loro posizioni, ma è per tutte e tutti coloro che osano, che fanno "dell'oltre" il loro orizzonte infinito, che volgono lo sguardo su un "al di là" che non è alienante rispetto a "l'al di qua", che non si perdono nella ricerca e nel rimpianto di un "paradiso perduto", ma lavorano con il Padre e il Figlio, immersi nello Spirito, alla costruzione di un giardino di vita che comincia nell'oggi del nostro esistere. Lo stesso giardino in cui era stato sepolto l'autore della vita, dato per finito, ora si svela come luogo della vita, paradiso per chi crede "oltre" Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

giovedì 2 luglio 2020

Buongiorno


Buongiorno mondo! “Coraggio, figlio, ti sono perdonati i tuoi peccati” (Mt 9,1-8).Nella cultura religiosa in cui Gesù ha vissuto, la malattia era considerata sempre "legata" in qualche modo al peccato. "Non insistere, fratello, se sei messo così, vuol dire che hai combinato qualcosa che ha offeso e fatto arrabbiare l'Onnipotente, benedetto il Suo nome santo": queste erano le parole che più o meno avremmo potuto sentire quel giorno ( ma succede anche oggi, e non di rado!). Da una visione distorta di Dio, una visione distorta dell'uomo. Questo modo di considerare Dio alla stregua di "giustiziere" sempre pronto a punire, castigare, distruggere, diabolicamente attento alle nostre più piccole trasgressioni per coglierci in fallo non fa parte della proposta di Gesù. Siamo liberi di considerare Dio come vogliamo (e di fatto lo facciamo), ma se ci mettiamo alla sequela del Maestro, allora dobbiamo essere disposti a mettere in crisi tutte le immagini di Dio che ci siamo fatti e disporci all'incontro con la Vita. Gesù fa soffiare dentro la storia la novità del perdono in maniera nuova. Sarebbe anacronistico leggere questi testi alla luce della nostra teologia sul perdono sacramentale. Per Gesù liberare qualcuno dal peccato era liberarlo dalla sofferenza più lancinante, la sofferenza dell'umiliato perché giudicato un indesiderabile e un maledetto da Dio. Da questo punto di vista, nelle nostre comunità abbiamo ancora parecchia strada da fare, visto che abbiamo ridotto il perdono a un semplice affare privato. Anzi, spesso e volentieri dopo aver ricevuto il perdono ci rivestiamo della veste di giudici e ricominciamo a escludere, a giudicare, a emarginare "in nome di Dio, che benedetto sia il Suo Nome". Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

mercoledì 1 luglio 2020

Buongiorno


Buongiorno mondo! Dopo che ha liberato due indemoniati mandando i demoni nei porci che si gettano in mare, "tutta la città allora uscì incontro a Gesù e, vistolo, lo pregarono che si allontanasse dal loro territorio" (Mt 8,28-34). Bel modo di ringraziare verrebbe da dire! Ma a quella gente Gesù aveva guastato la tranquilla routine dell'ordinario. Non aveva messo in un angolo remoto e nascosto, vicino a dei porci, i due poveretti: li ha aiutati e liberati, facendosene carico. Ma questo ha dato parecchio fastidio, perché lo sappiamo bene che dove occhio non vede... Succede a volte anche da noi, solo che spesso tale attività di occultamento o di indifferenza riusciamo a farla anche in nome dello stesso Dio che diciamo di servire. Anche oggi il Vangelo ci propone di scegliere: o allontanare il Maestro o ospitarlo, con tutte le conseguenze del caso. Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.