venerdì 22 luglio 2022

Buongiorno mondo!

Maria di Magdala


Gv 20,1-2.11-18

"Maria di Magdala andò subito ad annunziare ai discepoli: «Ho visto il Signore» e anche ciò che le aveva detto". 


È l'esperienza fondamentale per la fede di ogni credente: l'incontro con il Risorto si fa necessariamente annuncio di una buona notizia. Ancora una volta Gesù stravolge gli schemi abituali della cultura delle persone: sceglie di mostrarsi per primo a una donna (qualcuno malignamente potrebbe sostenere che in questo modo, secondo gli stereotipi, la notizia di sarebbe diffusa più in fretta... sento già le unghie delle sorelle pronte a scattare...). Il Maestro è sempre "oltre", è sempre al di là dei nostri schemi, ci obbliga a ripensarci sempre e a trovare sempre nuove modalità per annunciare la buona notizia, ad avere il coraggio di spezzare quel sistema patriarcale che ancora è ignobilmente presente dentro la comunità dei credenti. Modalità nuove che sappiano suscitare stupore, che facciano sorgere interrogativi, che diano anche adito a dubbi capaci di tenerci svegli e di non farci mai accontentare di risposte preconfezionate. Maria ha riconosciuto Gesù il Crocifisso dopo che questi ha pronunciato il suo nome. La fede, pur se vissuta nell'ambito della comunità di coloro che si fidano del Maestro, ha sempre e comunque una dimensione personale, intima, profonda ma anche segnata dalla fatica del crescere quotidiano, dalla fatica di restare attoniti davanti a un sepolcro vuoto che pare, a volte, inghiottire le poche certezze che avevamo costruito con fatica. Il Maestro conosce il nostro nome intimo per farci "voltare" verso di lui e non restare centrati su noi stessi e le nostre certezze. La fede implica il fidarsi e l'affidarsi alle Sue certezze più che alle nostre. Solo allora ciascuno potrà dire il suo: "rabbunì". 

A tutte e a tutti un abbraccio. Buona vita.

mercoledì 20 luglio 2022

Buongiorno mondo!

Semi del Regno


Mt 13,1-9


“(…) Egli parlò loro di molte cose con parabole. E disse: «Ecco, il seminatore uscì a seminare. (…)”. 



Vorrei sottolineare questo: il"seminatore" non fa alcuna discriminazione nel gettare con abbondanza il seme, cioè la Parola. Tutti, nessuno escluso, possono avere accesso a questa, a tutte e tutti è indirizzata perché "Dio non fa preferenze di persone". Questo per ricordare a tutti noi che non ci sono condizioni specifiche per l'accesso alla sua Parola: tutti possono bere a questo pozzo senza fondo e nessuna autorità può limitare l'accesso al pozzo. A me pare che vi siano in circolazione troppi guardiani zelanti che spesso e volentieri obbligano a passare per certi "tornelli" per arrivare al "pozzo" (e naturalmente il passaggio al tornello comporta un certo prezzo!). In secondo luogo mi piace ricordare come il Maestro invita a fonderci con questa Parola gratuitamente distribuita. Non è più una legge esterna, un codice di comportamento, una norma procedurale che in-forma (da forma) il mio essere e il mio agire, ma una parola interiorizzata a tal punto da fare di me una parola di carne ("E il Verbo si fece carne...). Se è vero che al nostro tempo abbiamo bisogno di ritornare ad essere uomini e donne di parola, è anche vero che Lui ci offre di diventare uomini e donne della Parola, creatori di parole di vita in mezzo alla cacofonica sinfonia di morte nella quale siamo immersi. 

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

martedì 19 luglio 2022

Buongiorno mondo!

Comunicatori di vita


Mt 12,46-50

“(…) Ed egli, rispondendo a chi gli parlava, disse: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Poi, tendendo la mano verso i suoi discepoli, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, egli è per me fratello, sorella e madre»". 


Ci hanno abituato a pensare continuamente al fatto che siamo chiamati a compiere la volontà di Dio (e già qui il linguaggio l'abbiamo cambiato: Gesù parla del Padre e noi ci mettiamo Dio. Sottigliezze? Non tanto, quando è in ballo l'immagine di Dio stesso...). Quindi siamo stati educati a pensare che ogni cosa che avviene fa parte della "volontà di Dio". Ti muore improvvisamente un figlio? È la volontà di Dio, di un Dio che, come si sente dire a volte, "coglie i fiori più belli per tenerli con sé" ( ma che razza di Dio è uno che gode, con un pizzico di sadismo, nel farci soffrire ? Non credo sia il Dio di Gesù Cristo...). Il problema dunque è capire cosa sia questa "volontà" di cui parla Gesù. 

Anzitutto "volontà" è associata non a Dio ma al Padre. Ora, Gesù ci ha detto che la volontà del Padre suo e nostro è che viviamo e viviamo in pienezza, già a partire di qua, non solo in un ipotetico “aldilà”. Il Padre "lavora", continua l'opera della creazione (che è iniziata ma non ancora terminata, ce lo ricorda Paolo) affinché ogni uomo possa giungere alla pienezza della sua umanità, nello splendore della sua dignità. E la pienezza dell'umanità è rappresentata da Gesù di Nazareth, il Figlio nel quale siamo invitati a diventare figli. La proposta di Gesù, che compie la volontà del Padre, è portare ogni uomo a realizzare in pienezza la propria umanità, vivendo la dimensione di figlio e fratello. Ecco perché Gesù rifiuta la triade Dio-Patria-Famiglia, per proporre in alternativa la novità evangelica: dal Dio da servire al Padre da amare; dalla Patria come luogo di identità che esclude al Regno che tutti accoglie; dalla Famiglia in cui le relazioni sono spesso esclusivamente verticali e di potere alla Comunità dove ognuno si fa servo della vita dell'altro. 

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

lunedì 18 luglio 2022

Buongiorno mondo!

Un Dio in grembiule


Mt 12,38-42

”(…) Una generazione perversa e adultera pretende un segno! Ma non le sarà dato nessun segno se non il segno di Giona profeta (…)”.


Mai come in questi ultimi tempi ci vengono riproposti "segni straordinari" dal cielo, "visioni", e via con tutta la grancassa mediatica che queste cose suscitano. Soprattutto coloro che vedono crollare il mondo che fu, il piccolo mondo antico dei poteri da sacrestia, dove la grandezza si misurava in base alla bellezza e allo splendore della tonaca con annessi e connessi. Tutti coloro che riscoprono improvvisamente la loro vocazione "papale", indicando a Francesco le soluzioni più adeguate al nostro tempo e cercate, come sempre, guardando esclusivamente all'indietro e mai in avanti. Sono quelli dalla fede malata: la religione della coazione a ripetere, sempre, comunque e a prescindere. La "malvagità" di questa generazione sta proprio nel fatto che, come ai tempi di Gesù, si cerca di spacciare per volontà di Dio quello che è unicamente il proprio desiderio di potere, travestendo il tutto sotto l'effimera sublimità del segno straordinario, della "mirabilia", come la pubblicità: il mio prodotto funziona meglio del tuo, anzi, uno solo dei miei vale più di tre dei tuoi. Ho già detto in questa sede che Gesù, alla folla che si accalca in cerca di segni poderosi, non da segni, ma a tutti chiede che dietro di Lui si divenga segni con Lui. Non siamo più la Chiesa che sciorina segni miracolosi per accaparrarsi l'attenzione degli uomini, ma la Chiesa che si fa segno di una Presenza che non impone ma propone, di una Presenza che non si fa servire ma che si mette a servizio, di una Presenza che non ama rivestirsi di code e strascichi, ma che, don Tonino docet, si ricopre con pazienza di un umile grembiule e si inginocchia davanti ad ogni uomo e ogni donna per indicare il "segno del servizio" come il segno della Presenza che ridà dignità e bellezza all'uomo ferito. 

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

venerdì 15 luglio 2022

Buongiorno mondo!

Liberi come figli

Mt 12,1-8


“(…) Se aveste compreso che cosa significa: Misericordia io voglio e non sacrificio, non avreste condannato persone senza colpa (“…).


Si gioca qui, oggi, la nostra credibilità di credenti, di donne e uomini che non hanno paura della libertà che trova la sua sorgente nella misericordia e nell'amore. È una sfida grande perché si tratta, in fondo, di abbandonare la terra sicura della legge, del "sono a posto perché ho fatto tutto secondo le norme", per approdare in quel territorio quasi sconosciuto che è la terra della libertà. Come al solito qualcuno leggerà queste parole con il filtro del censore, del custode dell'ortodossia e griderà scandalizzato chiamando a raccolta le schiere contro il libertinismo creato da interpretazioni errate della Scrittura. Io mi limito a ribadire la proposta del Maestro che non vuole dietro di sé persone ossequienti verso una legge esterna, ma persone che scelgono di assomigliare al Padre e fanno proprie, per questo, le scelte di Gesù. Gesù è stato molto libero (e provocante) nei confronti di un'osservanza della legge fine a se stessa e ha cercato di scardinare tale deviazione pericolosa. Oggi assistiamo a un ritorno in forze di tale posizione, quasi che la libertà del cristiano debba esistere solo in forza di un'obbedienza cieca alle istanze superiori. La libertà che viene dalla misericordia è quella che vuole il Maestro: il criterio di vita è quello della somiglianza e non quello dell'obbedienza. Gesù ha vissuto questo, checché se ne voglia dire o si voglia far dire ai testi del Nuovo Testamento. Insomma, o ci decidiamo a rimetterci in carreggiata dietro al Maestro, o continuiamo a recitare sulla scena del mondo la nostra particina di simil-credenti che si arrogano il diritto di giudicare e condannare in nome di una presunta giustizia che affonda le sue radici in un’osservanza formale di leggi e precetti.

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

giovedì 14 luglio 2022

Buongiorno mondo!

Dalla parte degli umiliati


Mt 11,28-30

"Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero".


Parole sovente applicate alle varie situazioni personali di stanchezza, di depressione, di cose che non vanno come dovrebbero, di situazioni pesanti, ecc... Allora, ecco le parole degli "amici di Giobbe" sempre presenti per "confortare" (han fatto più danni i tre amici di Giobbe che non le disgrazie che gli erano capitate, già..., le persone "pie"... se li conosci li eviti): vai da Gesù, e lascia fare a Lui.

Ma questo non è il discorso di Gesù. Qui il Maestro parla a tutte e tutti coloro che vivevano stanchi e oppressi per via del carico di una legge insostenibile, impossibile da osservare: dottrine, imposizioni, prescrizioni, obblighi, divieti... persone che sono costrette a subire l'umiliazione di sentirsi sempre in debito col Signore. A questi Gesù dice: "Venite a me e io vi darò ristoro". Il verbo usato indica il rifiatare, il prendere fiato. Ecco, a tutte e tutti costoro Gesù è come se dicesse: "Io sarò il vostro respiro, sarò per voi aria nuova e fresca". E' come se dicesse: "Accogliete me e sarete in grado di nuovo di respirare a pieni polmoni. Perché il mio giogo non è quello della Legge ma delle Beatitudini, è per la felicità, non per la pena". Imparare da Lui che è "mite e umile di cuore" si comprende solo alla luce delle Beatitudini. L'invito è dunque a lavorare per la piena felicità dell'uomo, ponendosi, come Gesù, a livello di coloro che nella storia sono oppressi e umiliati. Quindi l'umiltà non è una virtù che conquistiamo da noi stessi, ma una qualità di vita che emerge ogni volta che facciamo nostre le scelte del Maestro orientando la nostra vita al servizio degli altri, soprattutto gli umiliati della storia.

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

mercoledì 13 luglio 2022

Buongiorno mondo!

Immersi nella Vita


Mt 11,25-27

"Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli (…)”. 


Con queste parole apre la nostra giornata il Maestro. Chi sono tali dotti e sapienti? Tutti coloro che restano chiusi alla novità del vangelo, attaccatissimi alla difesa di una tradizione che fino ad allora aveva loro assicurato il potere: il potere di porsi come mediatori tra il popolo e Dio. Gesù annuncia che solo chi accoglie l'amore del Padre perché ne ha semplicemente bisogno, solo costui può entrare nella novità del Vangelo. Il dotto e il sapiente che vivono chiusi nel loro piccolo mondo non potranno mai assaporare la dolcezza dell'amore del Padre e impediranno ad altri di farlo, erigendo barriere e muri di leggi per codificare qualsiasi aspetto della vita umana, perché, lo sappiamo, quanto più si "codifica" tanto più si controlla! Gesù apre alla vita, all'amore e questo ci chiede di fare, tenendo come punto fisso il bene dell'uomo. Questo ci condurrà al volto del Padre. 

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.