domenica 9 aprile 2023

Buona Pasqua

Pasqua Duemila23


Vorrei porgere a ciascuna e ciascuno di voi i miei auguri per questa Pasqua 2023 e potrei cavarmela con un semplice “Felice e Santa Pasqua a tutte e a tutti”.

Ma in questo nostro tempo segnato da così tanto buio, da così tanta oscurità intrisa di dolore, di ingiustizia, di guerra, ma anche di solitudini, di indifferenza, di grande fatica nel tracciare percorsi di umanità, penso al buio iniziale, a quel caos indescrivibile, a quell'abisso primordiale in cui la vita non aveva casa.

Penso alla notte della morte di Gesù: anche lì, a un primo momento, si ha come l'impressione che l'abisso si sia ripreso tutto, che la negazione della vita abbia di nuovo avuto l'ultima parola. “Noi speravamo...”, già... una scintilla aveva per un istante interrotto il potere assoluto della tenebra... ma poi... noi speravamo...

Come nella prima notte, anche in questa nostra notte entra in scena Colui, il Mistero della vita, che comincia a dare ordine al caos creando armonia e bellezza: l'armonia e la bellezza della vita.

Pare quasi di vederlo all'opera: indaffarato, come agli inizi, a sistemare, a far sì che ogni cosa possa farsi, possa trovare lo spazio giusto per il massimo di esistenza, offrendo ad ogni realtà la possibilità di essere e di esserci. Senza nulla imporre.

Sì, pare proprio una sorta di danzatore che salta qua e là e chiede, “bussa alla porta” di ciascuno sommessamente invitando ad unirsi ai suoi passi di danza: la danza della vita.

Ecco il mio augurio: vivere da Risorti con il Risorto è apprendere giorno dopo giorno i passi di questa danza che crea armonia tra tutti gli umani, tra gli umani e tutto ciò che compone il creato.

Apprendere i passi di questa danza vuol dire imparare a spargere semi di bellezza attorno a noi in modo che questi fioriscano e diano frutti di pace, di giustizia, di piena umanità.

Volteggiare con il Risorto è raggiungere e sanare ogni situazione che causa sofferenza e che vorrebbe riportare l'umanità dentro il caos dell'abisso iniziale.

Danzare con il Risorto è coltivare la coscienza che la nostra pienezza non è “qui e ora” ma lo sarà quando finalmente apporremo, con la nostra vita, la tessera di quel grandioso mosaico che comporrà il volto dell'Uomo, di quel Cristo Cosmico con quale danzeremo per sempre la danza della vita.

Allora l'opera della creazione sarà compiuta e armonia e bellezza saranno compagne per sempre e “giustizia e pace” potranno finalmente scambiarsi quel bacio cui anelano fin dall'alba dei tempi.

Buona Pasqua a tutte e a tutti e, in particolar modo oggi, Buona Danza della Vita.

sabato 8 aprile 2023

Buongiorno mondo!

Sabato Santo




Oggi sarebbe una giornata fatta di silenzio. 

Un silenzio carico di attesa... l'attesa che il grido di vittoria della vita sulla morte si faccia udire di nuovo. 

Ma questo silenzio è ancora purtroppo lacerato dalle grida di dolore che salgono da quella parte di umanità ferita, lesa nella sua dignità, ancora troppe volte vittima di quelle violenze rese ancor più inaccettabili perché compiute in nome di Dio. 

Non possiamo sopprimere questo grido di dolore, 

non possiamo far finta di non udire, 

non possiamo restare rintanati nelle nostre belle comunità, in intimità, a celebrare la Pasqua del Signore. 

Il Signore è là fuori, in mezzo ai suoi fratelli e alle sue sorelle a lenire ferite, infondere speranza, ridare dignità, ricostruire con la forza del perdono relazioni spezzate. 

Celebrare la Sua Pasqua è mettersi al suo fianco e non limitarsi a guardare attoniti quell' "ecce homo" che si ripresenta a noi oggi nelle nostre sorelle e fratelli maltrattati, esclusi, feriti e abbandonati. 

Il silenzio di questa giornata faccia tacere in noi ogni voce che ci chiama a rinchiuderci in noi stessi, 

ogni suadente canto che ci invita a starcene fuori dal mondo, in pace, con noi stessi. 

Il silenzio di oggi rinfranchi la nostra voce, per far salire di nuovo, possente, il canto della speranza che nasce dalla condivisione della vita del Maestro accanto ai tanti "crocifissi" che popolano la nostra storia. 

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

venerdì 7 aprile 2023

Buongiorno mondo!

Venerdì Santo 2023

Gv 18,1-19,42

(…) ”Rispose Gesù: «Tu lo dici: io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce». Gli dice Pilato: «Che cos’è la verità?»” (…).


Giorno della Passione, giorno di Passione. Giorno della Passione che il Padre, nel Figlio, nutre per ciascuno di noi. Oggi viene a noi come appassionato amante per offrirci il suo volto pieno di compassione e misericordia. Oggi facciamo memoria della Passione di Gesù, il Maestro, fatto fuori ingiustamente da quell'alleanza trono-altare che vedeva minacciato il potere del sistema che tutto controllava. Un solo uomo è stato capace di far tremare fin dalle fondamenta l'edificio di poteri e ingiustizie costruito dalla casta sacerdotale che ha trovato nei Romani il braccio armato di cui aveva bisogno per far tacere quella voce che è verità. Oggi mi limito a ricordare la domanda che Pilato pone a Gesù. Nella sua lingua, il latino, suonava così: "Quid est veritas?" Che cosa è la verità? Se anagrammiamo le parole della domanda in latino, scopriamo che essa contiene la risposta: "Est vir qui adest", "E' l'uomo che è davanti a te". Non ci sono altre parole: l'unica verità sull'uomo è il Figlio dell'Uomo che indica la via per umanizzarci. La via non è quella incarnata dal potere, ma quella vissuta nel servizio e nel dono di sé costante, quotidiano, faticoso ma sempre rinnovato. Non è la via dell'appariscenza, ma la Via di colui il cui aspetto non è umano, la cui bellezza è devastata dalla condivisione delle tante sofferenze incontrate ogni giorno e pienamente condivise. Non è la via del possesso e del denaro: 30 pezzi d'argento sono il crudele prezzo del tradimento e da questa "ricchezza" non può nascere nulla. "Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior" cantava il grande De André. Ecco la via crucis quotidiana, ecco la via dove la vita nasce e fiorisce perché si trova sempre qualcuno disposto a seguire le orme di Colui che è venuto non per essere servito ma per servire. 

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

giovedì 6 aprile 2023

Buongiorno mondo!

Giovedì Santo 2023


Nella Messa "In Coena Domini" ascolteremo il famosissimo testo di Giovanni che descrive il gesto compiuto dal "Signore e Maestro" che lava i piedi ai discepoli. Giuda aveva già deciso di "vendere" Gesù per 30 pezzi d'argento: il prezzo, secondo il Levitico, dovuto per uno schiavo o una donna (e già questa particolarità è illuminante!). 

In effetti Gesù compirà quel compito ripugnante che era proprio degli individui considerati inferiori rispetto ai loro superiori (schiavo-padrone; moglie-marito; figli-padre; discepoli-maestro). E tale pratica veniva sempre fatta prima del sedersi a tavola, mai durante. Gesù fa esattamente come ha sempre fatto nella sua esistenza: fa il contrario! Lui, il Signore e Maestro, si abbassa mostrando così la sua vera superiorità o regalità: il gesto dell'amore che si trasforma in servizio. Ma non un servizio generico, tipo quello che predichiamo spesso noi: facciamo qualcosa per gli altri, mettiamoci a disposizione, ecc... No, è un servizio reso che rende "signori", uomini e donne liberi perché liberati dall'amore e capaci a loro volta di chinarsi a fare la stessa cosa per rendere altri fratelli e sorelle "signori" allo stesso modo. Gesù non lava i piedi per dimostrare che si abbassa, ma per innalzare gli altri e far comprendere che nella sua comunità non ci sono gerarchie, "superiorati", ranghi di prestigio (con susseguenti abiti, monili e ammennicoli vari da esibire per mostrare il rango raggiunto). Nella sua comunità ci sono signori che si fanno servi perché solo chi è veramente libero, come solo un signore può essere, può davvero farsi servo. Allora, e solo allora, ha senso indossare quel grembiule di "don toniniana" memoria: solo così non avremo reso vano il gesto del "Signore e Maestro". 

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita e buon Triduo Santo.

mercoledì 5 aprile 2023

Buongiorno mondo!

Consegnarsi con Lui


Mt 26,14-25


“In quel tempo, uno dei Dodici, chiamato Giuda Iscariòta, andò dai capi dei sacerdoti e disse: «Quanto volete darmi perché io ve lo consegni?». E quelli gli fissarono trenta monete d’argento. Da quel momento cercava l’occasione propizia per consegnare Gesù” (…). 


Il “momento” è quello in cui Giuda ha definito il suo patto con i sommi sacerdoti. Questa espressione mi ha fatto riflettere proprio sulla modalità di “consegnare” Gesù. Gesù stesso ci dice che è Lui a scegliere di consegnare la sua vita, è Lui che si consegna. Il suo “consegnarsi” segue due direzioni: si consegna al Padre, cioè rimette la propria esistenza nelle sue mani in un atto di totale fede/fiducia; ma si consegna anche a ciascuno di noi perché, a nostra volta, possiamo ri-consegnarlo, renderlo presente nella storia. Nella narrazione di oggi Matteo ci aiuta a comprendere che non basta essere attenti ai segni dei tempi, non basta discernere circa il nostro modo di “consegnare” Gesù, occorre sia ben chiaro anche il motivo per cui lo facciamo. Se, come Giuda, usiamo Gesù per salvaguardare i nostri personali interessi, le nostre idee su di Lui, allora non ci resta che cercare “l’occasione propizia” o crearla ad hoc per questo (e siamo tanto bravi a far tacere il Maestro quando non la pensa come noi). Anche Giuda aveva la sua bella idea circa il Regno di Dio, aveva le sue aspettative: Gesù le ha deluse, non ha risposto alle sue attese, quindi era necessario mettere fine alla farsa e farlo tacere. Altrimenti vi è la proposta del Maestro stesso che indica nella via del dono e del perdono l’unica possibilità per ridare un volto umano alla nostra storia: è il “consegnarsi” non a Lui, ma con Lui dentro la storia. È questa l’unica possibilità per la salvezza dell’umanità. 

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

martedì 4 aprile 2023

Buongiorno mondo!

Un amore senza limiti


Gv 13,21-33.36-38

In quel tempo, [mentre era a mensa con i suoi discepoli,] Gesù fu profondamente turbato e dichiarò: «In verità, in verità io vi dico: uno di voi mi tradirà».

I discepoli si guardavano l’un l’altro, non sapendo bene di chi parlasse. Ora uno dei discepoli, quello che Gesù amava, si trovava a tavola al fianco di Gesù. Simon Pietro gli fece cenno di informarsi chi fosse quello di cui parlava. Ed egli, chinandosi sul petto di Gesù, gli disse: «Signore, chi è?». Rispose Gesù: «È colui per il quale intingerò il boccone e glielo darò». (…)


Il primo boccone, intinto dal padrone di casa, veniva offerto all'ospite di riguardo. 

Fino alla fine Gesù tenterà di strappare Giuda dalle tenebre (tanto che l'evangelista sottolinea come, appena ricevuto il boccone, Giuda uscì, "ed era notte"). 

Fino alla fine gli offrirà l'opportunità di entrare  nella luce del Padre, da figlio; Giuda sceglie di restare nelle tenebre della menzogna, lasciandosi così soffocare dalle spire tentacolari di quel potere religioso che arriverà anche a Gesù stesso. 

Ma la mia riflessione stamane si ferma al "boccone" che Gesù offre. La sua offerta è sempre un'offerta di vita (intesa come offerta della Sua vita che diviene offerta di vita per ciascuno): il suo pane è un pane che genera vita, che apre percorsi di vita, di solidarietà, di umanità. Non così, invece, nelle nostre comunità, dove spesso i bocconi sono bocconi avvelenati: non è pane che alimenta la vita, ma sovente genera rancori, divisioni, invidie, gelosie. I bocconi che circolano dentro le nostre comunità sono spesso bocconi che non splendono di luce, ma producono tenebra: la tenebra della menzogna asservita al potere, la tenebra della pretesa della verità, la tenebra della durezza di cuore, per cui la mia ragione diventa ragion di stato e fin quando il fratello o la sorella non si piega ad essa, la mia porta resta chiusa. Il Maestro ci offre sempre il suo "boccone dell'ospite di riguardo": che uso ne facciamo? Siamo disposti a farci "bocconi di vita" o preferiamo essere "polpette avvelenate"? 

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

lunedì 3 aprile 2023

Buongiorno mondo!

Con i poveri


Gv 12,1-11

(…) “I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me" (…). 



Ma come, Maestro? Non sei tu l'Emmanuele, il Dio-con-noi, colui che ha promesso di restare con noi sempre? Perché proprio ora vieni a dirci che "non sempre avremo te"? Domande legittime davanti a quella che pare essere una contraddizione nelle parole di Colui in cui abbiamo posto la nostra fiducia. 

Io penso che Gesù abbia voluto mettere, in un certo modo, in guardia i suoi: "non sempre avrete me" ossia rischierete di perdermi ogni volta che chiuderete gli occhi per non vedere coloro che stanno al centro del cuore del Padre, i poveri, gli esclusi, gli emarginati, quelli "fuori", insomma, quelli per i quali io sono venuto e con i quali ho annunciato il Regno. 

Già, la tentazione solita di incasellare Gesù nei nostri schemi, di dire "è così e basta, solo noi sappiamo, solo noi diciamo che Dio funziona così", la tentazione di appropriarci di Lui e di metterlo a servizio dei nostri progetti, delle nostre "visioni pastorali". La tentazione di costruire comunità dove facciamo anche delle cose PER i poveri, ma spesso non facciamo comunità CON i poveri. Infatti Gesù ci ricorda che saremo sempre con i poveri! Non ci ha detto "fate qualcosa per i poveri", ma state con i poveri, fate le vostre scelte a partire da loro e con loro. Così facendo anche Lui sarà sempre con noi. In caso contrario, come Giuda, guarderemo allo spreco di denaro criticando perché "noi avremmo fatto sicuramente meglio": sì, avremmo venduto meglio il nostro servizio per i poveri, ma non saremo stati con i poveri, il santuario abitato dal Risorto. 

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.