lunedì 5 giugno 2023

Buongiorno mondo!

A servizio della “vigna”



Mc 12,1-12


“Un uomo piantò una vigna, la circondò con una siepe, scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano. (…)”.


La liturgia di oggi ci offre la pagina della parabola chiamata solitamente dei "vignaioli omicidi". 

La parabola è costruita su uno schema detto di "sostituzione" e si intuisce facilmente il perché. Ma essa ripropone tutta la sua vitalità e forza proprio perché riesce a superare la barriera del tempo e a parlare al nostro oggi. Troppo facile sarebbe relegarla nel tempo e dire che essa ha parlato allora per giustificare la nostra presenza oggi. Il rischio, o meglio, la tentazione è sempre ben presente: impossessarsi della vigna del Signore per usufruirne a nostro vantaggio, per i nostri comodi. È la tentazione presente nella Chiesa ogni volta che pretende di saperne più del suo Signore, ogni volta che decide da se stessa "quale vino produrre". 

Ogni volta che ci impossessiamo della vigna è come se chiedessimo al Signore di farsi da parte, di accettare garbatamente il fatto che noi siamo più esperti di Lui, che il suo tempo è passato e ora è il nostro momento. Guardando la vita delle nostre comunità a volte ho proprio l'impressione che abbiamo rilevato la vigna dalle mani del "vecchio proprietario" perché l'abbiamo giudicato inadatto ai tempi nostri. E allora via a tutta birra con le programmazioni scatenate, i piani ben confezionati, le liturgie riccamente celebrate, i sacramenti a gogò e messe a tutto spiano per "santificare" ogni occasione (dalla festa delle zucchine alla fiera delle patate!). Teniamo buono l'avvertimento: "...darà la vigna ad altri...": eviteremo così di prendere possesso di ciò che non ci appartiene e ci considereremo "semplicemente servi". 

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

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