Liturgia Quotidiana

lunedì 31 agosto 2026

Buongiorno, mondo!

Attese disattese


Lc 4,16-30


In quel tempo, Gesù venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaìa; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto:

«Lo Spirito del Signore è sopra di me;

per questo mi ha consacrato con l’unzione

e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,

a proclamare ai prigionieri la liberazione

e ai ciechi la vista;

a rimettere in libertà gli oppressi,

a proclamare l’anno di grazia del Signore».

Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato». (…)



Una scena tutta da immaginare: Gesù che torna a casa, si reca alla preghiera e sceglie di commentare il passo della Torah appena proclamato con le parole esplosive del testo di Isaia (saltando deliberatamente la parte finale di Is 61,2: “il giorno di vendetta del nostro Dio, per consolare tutti gli afflitti”). E poi affida a due parole il suo commento. Interessante la precisazione di Luca che usa un verbo che a me pare forte: puntare lo sguardo ma proprio con fissità, quasi fosse lo scrutare attento della sentinella sulla nave che deve annunciare la vista della terra: “gli occhi di tutti nella sinagoga stavano fissati su di lui”.

Questi occhi fissi sembrano quasi far toccare con mano l’attesa che si è creata: ma è davvero Lui l’Atteso, il Messia? Perché ha tagliato proprio quelle parole che avrebbero confermato che non dobbiamo più attendere? Perché non dice chiaramente che il giorno della vendetta è alle porte?

Sguardi fissi colmi di attese che vengono puntualmente disattese da Gesù che non ci sta a interpretare il ruolo di Messia secondo le aspettative dei suoi conterranei. Questa prima “predica” di Gesù finirà male, tanto che dalla meraviglia iniziale si passa all’astio di chi si vede tradito nelle proprie attese e speranze.

Sorge dunque una domanda: qual è il nostro sguardo su Gesù? Cosa ci attendiamo davvero da lui? Che si metta forse a servizio dei nostri desideri e deliri di potere? 

Ancora una volta siamo messi di fronte al fatto che spesso diciamo di credere in Lui ma in realtà crediamo solamente a delle idee che ci siamo fatti su di Lui e che usiamo a seconda delle necessità del momento.

“Ora egli, passato in mezzo a loro, camminava”. Ecco, “porro unum necessarium”: camminare umilmente da discepoli dietro al Maestro e non da padroni del Regno.

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

La guerra è la malattia non la soluzione.


Spreaker

Buongiorno, mondo!

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