Parole “indolose”
Gv 1,47-51
In quel tempo, Gesù, visto Natanaèle che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità». Natanaèle gli domandò: «Come mi conosci?». Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto l’albero di fichi». Gli replicò Natanaèle: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!». Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto l’albero di fichi, tu credi? Vedrai cose più grandi di queste!».
Poi gli disse: «In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo».
In questo testo Gesù rivolge a Natanaele l’elogio del giusto, di colui che cammina secondo la parola del Signore: “Ecco veramente un Israelita in cui non vi è inganno”. Il termine usato per “inganno” in greco è “dólos” che originariamente indicava anche l’esca gettata al pesce per farlo abboccare. Ora, la menzogna è veramente una parola ingannevole lanciata per intrappolare l’altro, farlo cadere nella propria rete e impadronirsi di lui. Le dichiarazioni di tanti uomini “politici” del nostro tempo, le (purtroppo) innumerevoli fake news, o, nella nostra lingua, le bufale, che avvelenano il clima sociale giocano sulla verosimiglianza per poter più facilmente mascherare l’inganno.
La Scrittura, letta, assimilata e portata dentro le profondità della nostra vita ci offre un cammino di liberazione dalle parole dolose che distruggono ciò che la Parola ha creato.
Abbiamo dunque bisogno di donne e uomini “indolosi” (scusate il brutto neologismo) che sappiano dire e dirsi con parole autentiche che nascono dalla loro relazione intima e quotidiana con la Parola. Solamente così avremo accesso a quella “scala di Giacobbe”, cui il testo di Giovanni fa un discreto riferimento, che è Gesù stesso, colui che apre la porta ad un dialogo sincero (ricordo l’origine del termine: sine cera) con Dio e tra noi.
Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.
La guerra è la malattia non la soluzione.
Spreaker
Grazie.
RispondiEliminaPaola