Buongiorno mondo!
Ecco le parole del Maestro nel vangelo di oggi: "Non pensate che io sia
venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son venuto per abolire, ma per dare
compimento. In verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non
passerà neppure un iota o un segno dalla legge, senza che tutto sia compiuto.
Chi dunque trasgredirà uno solo di questi precetti, anche minimi, e insegnerà
agli uomini a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli.
Chi invece li osserverà e li insegnerà agli uomini, sarà considerato grande nel
regno dei cieli" (Mt 5,17-19). Gesù parla in questo modo subito dopo aver
proclamato le Beatitudini e a queste bisogna far riferimento per intendere
rettamente quanto vuol dire. In un certo senso è una dedica a tutti i
nostalgici di "ordine e disciplina", ai cultori dello “Iota Unum”, a
tutti coloro che identificano il Dio di Gesù nel Dio legislatore che dai suoi
fedeli pretende obbedienza cieca e assoluta, pena la dannazione eterna.
"Legge e Profeti" sono compresi e superati dalla proposta che Gesù fa
nelle Beatitudini. I "precetti minimi" cui fa riferimento, infatti,
son proprio le beatitudini e niente altro. Chi volesse intendere che Gesù
faccia riferimento alle minuziose prescrizioni della Legge è completamente
fuori strada. L'ostinazione di chi ancora oggi continua a credere in una
visione conciliante tra la legge antica e quella proposta da Gesù non è nella
linea proposta da Gesù. Per certi aspetti, anche il Decalogo viene “compiuto”:
davanti alle Beatitudini le Dieci Parole il cedono il passo. Perché allora
continuiamo a proporre "esami di coscienza" fondati sul Decalogo? Noi
continuiamo a far esplorare minuziosamente le coscienze, con precisione
chirurgica, mentre le Beatitudini invitano ad assumere uno stile di vita ben
diverso. Uno stile in cui da "fedeli" si è invitati a diventare
"figli"; dove lo stile di vita non è più orientato all'obbedienza, ma
all'assomiglianza all'amore del Padre. Eppure Gesù ha pagato con la vita la sua
proposta! Mah...Un abbraccio e buona vita a tutte e a tutti.
mercoledì 10 giugno 2020
martedì 9 giugno 2020
Buongiorno
Buongiorno
mondo! Oggi il Maestro ricorda che una volta accolto il suo messaggio,
accettato di vivere secondo il suo stile di vita, ciascuno e ogni comunità sono
"Sale della terra e luce del mondo" (Mt 5,13-16). Notiamo come il
verbo è al presente: non è "dovete diventare", "siete chiamati a
essere".... no, è un dato di fatto: siete. Come dire che il fatto di
essere sale e luce è costitutivo della vita cristiana, dello stile di vita
cristiana. Il sale serve non solo a conservare, ma nella giusta dose,
serve a esaltare il sapore. Il sale non si sostituisce al cibo, ma ne esalta il
sapore: mi pare di capire che il Maestro indichi il compito in maniera precisa.
Non si deve annullare l'umanità (=cibo), ma esaltarne il sapore, permettere
alle potenzialità di esprimersi fino alla massima espressione, giungendo alla
maturità che è la capacità di amare con e come il Padre, facendo della propria
vita un dono. Lo stesso vale per luce: dove c'è luce non vi possono essere
tenebre. E per questo non c'è bisogno di crociate, lotte, e via discorrendo (e
di questi tempi proprio chi vorrebbe una "chiesa chiusa" in se stessa, arroccata sulle sue posizioni,
in difesa di valori non negoziabili, proprio costoro hanno reso il mondo un'arena
dove non si fanno prigionieri...): la luce brilla da sé e per questo dove c'è
luce la notte non ha motivo di esistere. Essere luce non vuol dire imporsi:
semplicemente vivere immersi nel messaggio del Maestro, che invita sempre non a
prendere vite, ma a donare vita. Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.
lunedì 8 giugno 2020
Buongiorno
Buongiorno
mondo! Quest'oggi il testo del Vangelo ci presenta le Beatitudini nella
versione di Matteo (5,1-12). L'unica cosa che vorrei sottolineare, considerato
lo spazio e il significato di questo post, è che il messaggio di Gesù invita e
spinge continuamente alla felicità. E non una felicità che conseguiremo nel
futuro, nell'al di là, ma un felicità possibile fin dal nostro oggi. I vari "profeti
di sventura" che vedono nell'oggi solo disastri e perdita della fede, i
vari "Soloni della fede" che ne sanno una più e meglio di papa
Francesco, tutti coloro che in questi tempi vedono solo nefandezze e miseria
spirituale, tutti coloro che versano lacrime amare perché i tempi son cambiati
e non sanno vedere la sapienza di Dio all'opera nel mondo, ebbene questi non
avranno posto nel Regno, non avranno parte alla Beatitudine di vita del
Maestro. La beatitudine proposta e vissuta da Gesù non è il frutto di
sacrifici, di percorsi ascetici di perfezionamento spirituale personale
(percorsi che spesso portano al perfezionismo, uno dei più brutti mali da cui
si può essere colpiti), è il frutto dell'accoglienza gioiosa dell'amore del
Padre che mi invita ad amare come e con Lui, secondo il modello proposto dal
Maestro. Qui sta la nostra beatitudine, e questa non ce la può togliere nessuno
se seguiamo le orme del Maestro. Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.
venerdì 5 giugno 2020
Buongiorno
Buongiorno
mondo! Nei pochi versetti del vangelo di oggi, sottolineo questa espressione:
"E la numerosa folla lo ascoltava volentieri" (Mc 12,35-37). Da
quanto hanno detto anche i suoi avversari, sappiamo che Gesù non aveva peli
sulla lingua. E la folla ascolta sempre "volentieri" chi sa mettere a
tacere il potente di turno. Salvo poi essere pronta ad accorrere in aiuto al
medesimo al primo accenno di "crucifige". Lo vediamo anche nei talk
show che ci propina la tv del nostro tempo: quattro impediti che si danno da
fare per non farsi capire. E se vi è la possibilità di aumentare la confusione
e gettare tutto in caciara, chiamando a testimone una folla urlante, il piatto
è bell'e pronto. Al mio segnale scatenate l'inferno... panem et circenses...
non siamo cambiati molto, a quanto pare.
Certamente,
Gesù si faceva ascoltare "volentieri", Ma oggi non dimentichiamo ciò
che lui stesso disse in proposito: "Chi ascolta queste mie parole e non le
mette in pratica, è simile a una casa costruita sulla sabbia..." credo che
il resto lo conosciamo bene anche se lo dimentichiamo "volentieri".
Ascoltare il Maestro è decidersi per, è fare una scelta ben precisa, è
posizionarsi dentro il Regno assomigliando al Padre nel nostro modo di amare
l’uomo. Il Maestro propone, come sempre, la sua via e ciascuno è chiamato far
la sua scelta: o limitarsi ad ascoltare con due orecchie per cui da una entra e
dall'altra esce, o ascoltare con il cuore, unico grembo capace di generare una
nuova parola di vita per il nostro oggi. Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona
vita.
giovedì 4 giugno 2020
Buongiorno
Buongiorno
mondo! Allo scriba che identifica nell'amore a Dio e al prossimo il grande
comandamento, Gesù risponde, seppur ammirato, che: "Non sei lontano dal
regno di Dio" (Mc 12,28-34). Ricevessi io un complimento di tal fatta dal
Maestro affogherei nel famoso brodo di giuggiole! È un complimento che non deve
però trarre in inganno: Gesù specifica che sì, "non è lontano", ma
non è ancora "dentro" il Regno. Identificare la strada dell'amore
verso Dio e verso il prossimo è già una buona indicazione, ma non basta. Non
basta perché la tentazione di dividere le due realtà, di fare la parte in
favore dell'una o dell'altra è sempre molto forte. Lo aveva capito Giovanni
nella sua lettera: "Come puoi dire di amare Dio che non vedi se non ami il
fratello che vedi?". Le due realtà sono inscindibili, tanto che Dio stesso
ha scelto di farsi uno di noi perché potessimo vivere orientando la nostra vita
al bene dell'altro. In questo modo "si ama" Dio: continuando a
collaborare con Lui all'opera della creazione che ancora non è terminata e avrà
fine solo quando ognuno finalmente si riconoscerà nel volto dell'unico Padre.
Così facendo si sbarra la strada anche alla tentazione di sapere "chi è il
mio prossimo", evitando la trappola del fissare dei limiti, dei paletti.
Il prossimo sono io che amo, sono io che mi faccio prossimo ad ogni uomo e
donna perché scelgo di lavorare gomito a gomito con il Padre, grazie al Figlio
e nella forza dello Spirito. A tutte e tutti un abbraccio. Buona vita.
mercoledì 3 giugno 2020
Buongiorno
Buongiorno
mondo! "Non è un Dio dei morti ma dei viventi!", (Mc 12,18-27) così
il Maestro chiude la pagina evangelica di oggi. Il Dio che ha voluto creare
l'uomo, che l'ha da sempre cercato, è un Dio che vuole comunicare a ciascuno la
sua stessa vita, la sua stessa condizione divina. Par tanti motivi, tra cui non
trascurerei la brama del potere, questo Dio è stato seppellito sotto montagne
di divieti, di leggi, di obblighi, di tradizioni ritenute sacre e di
"diritto divino" tali da deturparne il volto, fino a trasformarlo in
quello di un tiranno perennemente arrabbiato, pronto a scagliare la sua ira sul
mondo peccatore (naturalmente per il tramite dei suoi amatissimi e
addestratissimi ministri che si frappongono fra l'uomo e "l'ira di
Dio" come una sorta di scudo, dietro modico compenso....). Il Maestro ci
propone invece l'immagine di un Padre che vuole la vita per i suoi figli, la
vuole talmente da offrire la sua: non è un Dio che si prende le vite degli
uomini, un Dio mortale (nel senso attivo, che comunica morte), ma un Dio
vitale, che comunica continuamente la sua vita, un Dio della vita. Come sempre,
a noi scegliere da che parte stare e quindi, come ieri, a chi voler
assomigliare. Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.
lunedì 1 giugno 2020
Buongiorno
Buongiorno mondo! Oggi la chiesa celebra la memoria di Maria Madre della
Chiesa (Gv 19,25-34). Credo che tale memoria ci aiuti a dare una degna
collocazione alla figura di Maria dentro le nostre vite. È la Madre dei
crocifissi che sono ancora ben piantati dentro la nostra storia, la Madre che
raccoglie le urla di dolore e disperazione degli oppressi, di tutti gli
umiliati che sono il prodotto di questa nostra cultura del profitto a tutti i
costi. È la Donna che cammina accanto alle donne del nostro tempo che non
conoscono se non sfruttamento e violenza. È la Madre che piange i suoi figli
che muoiono nella ricerca di una vita dignitosa e senza guerre. È la Donna che
ha sfidato l'autorità di allora per stare sotto la croce di un Figlio, perché
non rimanesse solo in quel momento, sfidando così anche le altre
"pie" persone che in nome della santa religione avevano applaudito a
ogni colpo di martello. È la Madre di ciascuno di noi, quando tenebra e
solitudine avvolgono e solo il suo abbraccio materno consola e rinfranca, la
Madre che ci infonde coraggio per ricominciare a camminare dietro il Figlio,
Maestro e Signore. È la Donna, la Madre che ci insegna a farci discepoli del
Maestro. Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.
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