Liturgia Quotidiana

martedì 11 giugno 2024

Buongiorno mondo!

Gratis



Mt 10,7-13


In quel tempo, disse Gesù ai suoi apostoli:

«Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni.

Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. (…)




 Ai nostri orecchi suona sempre strana e suscita sospetti questa parola (peraltro oggi abusata): gratis. Siamo ormai talmente sospettosi che appena sentiamo la parola "gratis" subito pensiamo: "Dove sono le righe piccole?", nel migliore dei casi, oppure il plateale: "Qui gatta ci cova.... nessuno fa nulla per nulla!". 

Il fatto di vivere immersi in una cultura che ci bersaglia continuamente di proposte commerciali "gratis con l'asterisco" non ci aiuta a lasciarci provocare dalla parola del Maestro che invita a non farsi possedere dalle cose, o non sentirci padroni nemmeno della vita che abbiamo ricevuto, ma a vivere proprio della gratuità di quel Dio che si “fa indietro” per fare spazio alle sue creature affinché possano fare brulicare la vita. Assomigliare al Dio di Gesù è dispensare gratuitamente se stessi per il bene dell'altro, in ogni caso, senza preoccuparci se il tutto andrà a buon fine. Ricordiamoci della parabola del Padre misericordioso: non ha negato nulla al figlio, non ha chiesto nulla al suo ritorno: nella gratuità ha donato, nella gratuità ha accolto. 

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

venerdì 7 giugno 2024

Buongiorno mondo!

Con il Trafitto dalla parte dei “trafitti”



Gv 19,31-37


(…) Venuti però da Gesù, vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati con una lancia gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua. (…)



Oggi la Chiesa celebra la Solennità del Sacro Cuore di Gesù. La Liturgia, con la sapienza che le è propria, per evitarci di cadere in quel cattivo gusto che sparge melassa in abbondanza sul "Sacro Cuore di Gesù", ci tiene con i piedi per terra e ci propone la crocifissione così come descritta nel Vangelo secondo Giovanni. 

Il colpo di lancia che squarcia il petto di Gesù ci rivela, nel cuore del Figlio, il cuore del Dio stesso: credo sia questa l'intenzione di Giovanni. Un cuore capace di donare vita e "vita in abbondanza". Per questo i suoi "Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto": non è il segno di una sconfitta, ma il segno della vittoria del dono totale di sé capace di generare l'uomo nuovo secondo il progetto della creazione. 

Ma c'è un'altra cosa: quel "Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto" sarà il segno distintivo dei suoi discepoli che da quel momento sceglieranno di vivere dalla parte di tutti di "trafitti" che abitano la storia. Celebrare nella verità e con dignità la solennità del Sacro Cuore è rinnovare il proprio impegno a condividere la storia dei trafitti, la loro esistenza, perché essi sono il nuovo santuario in cui si rivela la gloria di Dio. Appoggiare la testa sul petto del Maestro e chiudersi al grido dei trafitti della storia è un insulto alla scelta di Gesù di fare della propria vita un dono totale. Questo non è il posto per sdolcinate crisi pseudomistiche: volgere "lo sguardo a Colui che hanno trafitto" è lottare perché il progetto di Dio prenda forma nella nostra cultura e faccia nascere quella nuova umanità in cui finalmente cessi il grido di tutti i trafitti della storia. 

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

giovedì 6 giugno 2024

Buongiorno mondo!

Realizzare la Somiglianza



Mc 12,28-34


In quel tempo, si avvicinò a Gesù uno degli scribi e gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?». (…)



Allo scriba che identifica nell'amore a Dio e al prossimo il grande comandamento, Gesù risponde, ammirato, dicendogli: "Non sei lontano dal regno di Dio". Ricevessi io un complimento di tal fatta dal Maestro affogherei nel famoso brodo di giuggiole! È un complimento che non deve però trarre in inganno: Gesù specifica che "non è lontano", ma non è ancora "dentro" il Regno. Identificare la strada dell'amore verso Dio e verso il prossimo è già una buona indicazione, ma non basta. Non basta perché la tentazione di dividere le due realtà, di fare la parte in favore dell'una o dell'altra è sempre molto forte. Lo aveva capito Giovanni nella sua lettera: "Come puoi dire di amare Dio che non vedi se non ami il fratello che vedi?". Le due realtà sono inscindibili, tanto che Dio stesso ha scelto di farsi uno di noi perché potessimo vivere orientando la nostra vita al bene dell'altro. In questo modo "si ama" Dio: continuando a collaborare con Lui all'opera della creazione che ancora non è terminata e avrà fine solo quando ognuno finalmente avrà realizzato quella “somiglianza” con la Vita che è Dio stesso. Così facendo si sbarra la strada anche alla tentazione di definire "chi è il mio prossimo", evitando la trappola del fissare dei limiti, dei paletti. Il prossimo sono io che amo, sono io che mi faccio prossimo ad ogni uomo e donna perché scelgo di lavorare gomito a gomito con il Dio creatore, grazie al Figlio che me lo rivela e condivide con me lo stesso Alito di vita.. 

A tutte e tutti un abbraccio. Buona vita.

mercoledì 5 giugno 2024

Buongiorno mondo!

 Un Dio amante e vitale




Mc 12,18-27


(…) Riguardo al fatto che i morti risorgono, non avete letto nel libro di Mosè, nel racconto del roveto, come Dio gli parlò dicendo: Io sono il Dio di Abramo, il Dio di Isacco e il Dio di Giacobbe? Non è Dio dei morti, ma dei viventi! Voi siete in grave errore


Il Dio che, nella tradizione biblica,  ha voluto creare l'uomo, che l'ha da sempre cercato, è un Dio che vuole comunicare a ciascuno la sua stessa vita, la sua stessa condizione divina. Par tanti motivi, tra cui non trascurerei la brama del potere, questo Dio è stato seppellito sotto montagne di divieti, di leggi, di obblighi, di tradizioni ritenute sacre e di "diritto divino" tali da deturparne il volto, fino a trasformarlo in quello di un tiranno perennemente arrabbiato, pronto a scagliare la sua ira sul mondo peccatore (naturalmente per il tramite dei suoi “amatissimi e addestratissimi” ministri che si frappongono fra l'uomo e "l'ira di Dio" come una sorta di scudo, dietro modico compenso....). 

Gesù ci propone invece l'immagine di un Dio che vuole la vita per tutta la creazione, la vuole talmente da offrire la sua: non è un Dio che si prende le vite degli uomini, un Dio mortale (nel senso attivo, che comunica morte), ma un Dio vitale, che comunica continuamente la sua vita, un Dio della vita. Come sempre, a noi scegliere da che parte stare e quindi, come ieri, a chi voler assomigliare. 

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

martedì 4 giugno 2024

Buongiorno mondo!

A immagine di chi?



Mc 12,13-17


(…) Allora disse loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare». Gesù disse loro: «Quello che è di Cesare rendetelo a Cesare, e quello che è di Dio, a Dio».

E rimasero ammirati di lui.




Nel vangelo di oggi troviamo la trappola tesa a Gesù sulla liceità o meno del pagare le tasse all'invasore romano. Da buon ebreo, Gesù risponde alla domanda iniziale con un'altra domanda: "Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?". 

Penso che dietro alla questione contingente delle tasse, il Maestro abbia voluto spingere la riflessione più in profondità, fin dentro il cuore della vita stessa: "A chi vuoi assomigliare?". Al Cesare che, con un sistema di violenza e sopruso, si prende le vite degli altri, o piuttosto a quel Dio che offre la sua perché tutti possano vivere e vivere bene? A quale di questi due "padri" vuoi assomigliare? Una tradizione racconta (non so quanto sia poi vera) che Galileo, davanti alle accuse che gli erano contestate, abbia detto queste parole: "La Bibbia non insegna come va il cielo, ma come si va in cielo". 

Ecco, è la stessa cosa qui. 

Inutile arrampicarci sugli specchi per giustificare elusioni fiscali o pagamenti delle tasse in base al vangelo. Il Maestro va sempre oltre e non sostituisce mai la coscienza personale nel compimento dei propri doveri civili. Ci chiede però una netta posizione nel definire colui al quale vogliamo assomigliare nel nostro modo di vivere. Tutto il resto verrà di conseguenza. 

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

lunedì 3 giugno 2024

Buongiorno mondo!

Servi, non padroni



Mc 12,1-12


In quel tempo, Gesù si mise a parlare con parabole [ai capi dei sacerdoti, agli scribi e agli anziani]:

«Un uomo piantò una vigna, la circondò con una siepe, scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano.

Al momento opportuno mandò un servo dai contadini a ritirare da loro la sua parte del raccolto della vigna. Ma essi lo presero, lo bastonarono e lo mandarono via a mani vuote. Mandò loro di nuovo un altro servo: anche quello lo picchiarono sulla testa e lo insultarono. Ne mandò un altro, e questo lo uccisero; poi molti altri: alcuni li bastonarono, altri li uccisero. (…)




La liturgia di oggi ci offre la pagina della parabola chiamata dei "vignaioli omicidi". La parabola è costruita su uno schema detto di "sostituzione" e si intuisce facilmente il perché. Ma essa ripropone tutta la sua vitalità e forza proprio perché riesce a superare la barriera del tempo e a parlare al nostro oggi. Troppo facile sarebbe relegarla nel tempo e dire che essa ha parlato allora per giustificare la nostra presenza oggi. Il rischio, o meglio, la tentazione è sempre ben presente: impossessarsi della vigna del Signore per usufruirne a nostro vantaggio, per i nostri comodi. È la tentazione presente nella Chiesa ogni volta che pretende di saperne più del suo Signore, ogni volta che decide da se stessa "quale vino produrre". Ogni volta che ci impossessiamo della vigna è come se chiedessimo al Signore di farsi da parte, di accettare garbatamente il fatto che noi siamo più esperti di Lui, che il suo tempo è passato e ora è il nostro momento. Guardando la vita delle nostre comunità a volte ho proprio l'impressione che abbiamo rilevato la vigna dalle mani del "vecchio proprietario" perché l'abbiamo giudicato inadatto ai tempi nostri. 

E allora via a tutta birra con le programmazioni scatenate, i piani ben confezionati, le liturgie riccamente celebrate, i sacramenti a gogò e messe a tutto spiano per "santificare" ogni occasione (dalla festa delle zucchine alla fiera delle patate!). Teniamo buono l'avvertimento: "...darà la vigna ad altri...": eviteremo così di prendere possesso di ciò che non ci appartiene e ci considereremo "semplicemente servi". 

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

venerdì 24 maggio 2024

Buongiorno mondo!

A causa di un impegno imprevisto, la rubrica "Buongiorno mondo" è sospesa per qualche giorno. Certo della vostra comprensione vi ringrazio di cuore.

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.