mercoledì 9 ottobre 2024

Buongiorno mondo!

Osare il Pater


Lc 11,1-4


Gesù si trovava in un luogo a pregare; quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli».

Ed egli disse loro: «Quando pregate, dite:

Padre,

sia santificato il tuo nome, (…)



È l'unica preghiera che Gesù (forse sarebbe più corretto dire che le comunità hanno composto facendo memoria dei suoi insegnamenti) consegna ai suoi ed è anche l'unica preghiera in cui le parole pronunciate devono prendere forma in  uno stile di vita ben preciso. Non è una preghiera semplicemente da recitare quanto piuttosto da vivere giorno dopo giorno. Ridurre al rango di una formuletta il "Pater" significa svuotare di senso tutto il messaggio di Gesù e il suo modo di parlare di Dio. Quel Dio relegato nell'alto dei cieli, ora si svela a noi come Padre che, a coloro che accolgono il suo amore, chiede di farsi segni visibili della sua presenza. In altre parole, pronunciare il nome del Padre significa vivere da figli perché questo permette di "santificare" quel nome, ossia di renderlo presente in mezzo a noi. Come? Con una qualità di vita in cui le relazioni sono fondate non solo sul perdono ma anche sul condono di ogni tipo di debito. Questo apre la via alla crescita di quell'umanità che il Padre si porta nel cuore come un sogno che ha condiviso con noi attraverso il Figlio amato. Insomma, potremmo dire, (parafrasando il titolo del libro di un carissimo professore di filosofia, Luigi Alici), "quando dire è essere". E questo è quanto. 

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

martedì 8 ottobre 2024

Buongiorno mondo!

Osare scegliere



Lc 10,38-42


Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti turbi per molte cose. Ora di una cosa sola c’è necessità. Maria infatti scelse  la parte buona, che non le sarà tolta».



Per tanto tempo questo testo è stato utilizzato a sostegno del dualismo vita attiva-vita contemplativa. 

Ma la proposta di Gesù è sempre oltre e, in questo caso, ancor più dirompente. Infatti con l'affettuoso rimprovero a Marta egli indica che Maria ha fatto una scelta ben precisa: scegliendo di ascoltare il Maestro si è acquistata la sua libertà interiore e la sua dignità di donna, rifiutando di sottoscrivere a quel cliché che vuole la donna serva muta e remissiva, una sorta di "utile idiota". Accogliere il messaggio di Gesù porta a quella profonda libertà interiore che nulla e nessuno potranno mai più intaccare. Maria ha scelto di non farsi più dominare da leggi o obblighi che le impedivano di essere una donna libera tanto da potersi riappropriare della propria vita dandole l'orientamento desiderato. La parola del Maestro accolta, trasforma in profondità il nostro essere a tal punto da farci assaporare quella libertà che inebria. Lo dirà anche Paolo, un altro che ha dovuto reinventarsi di sana pianta: dove c'è lo Spirito del Signore, c'è libertà. Ecco la parte migliore scelta da Maria che, così, diventa davvero icona del discepolo ai piedi del Maestro per imparare da Lui la libertà che nasce dall'ascolto e cresce nel dono di sé. 

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

lunedì 7 ottobre 2024

Buongiorno mondo!

Osare il dono della vita



Lc 10,25-37


(…) Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è mio prossimo?». Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gèrico… (…).



Il vangelo della liturgia odierna ci immerge nella parabola detta del "buon samaritano". Alla domanda iniziale ("Chi è il mio prossimo") posta dal teologo ufficiale (ossia quelli certificati a riconoscere l'ortodossia di una posizione teologica...) a Gesù, per vedere fin dove fosse possibile spingere il limite dell'amore, Gesù non offre nessuna risposta. Come sempre. Egli ribalta la domanda: non chiederti chi è il tuo prossimo; chiediti piuttosto come puoi TU farti prossimo. È come se noi chiedessimo a Gesù oggi: fin dove mi posso spingere nell’ amare le persone? Qual è il limite? Ebbene la risposta è: non ci sono limiti. Perché? Su cosa Gesù fonda la sua risposta? Lo sappiamo bene (anche se a volte preferiamo sorvolare): perché siamo figli di un Padre che ama così, senza limite alcuno. Se le nostre comunità fossero più preoccupate di questo e non stessero a definire cosa si può e cosa non si può fare, cosa si deve e cosa non si deve fare, questo sì quest'altro no, e via dicendo, allora esse diventerebbero davvero spazi accoglienti per ogni persona, luoghi capaci di essere prolungamenti concreti, tangibili, della misericordia del Padre. Non abbiamo bisogno di "sacerdoti e leviti" che ci insegnano a restare puri e immacolati per Dio, ma di "samaritani" che non esitano a sporcarsi le mani facendosi, anche inconsapevolmente, strumenti dell'amore del Padre. Ogni giorno percorriamo una strada che "scende da Gerusalemme a Gerico": non è più il tempo della purità cultuale, della salvaguardia delle tradizioni dei padri. La storia esige la presenza di samaritani impuri e peccatori che sanno osare e rischiare la vita per donare vita. 

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

venerdì 4 ottobre 2024

Buongiorno mondo!

La grandezza della piccolezza evangelica



Mt 11,25-30


In quel tempo Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. (…)



I piccoli di cui parla il Maestro sono tutte e tutti coloro che fanno propria la strada delle beatitudini insieme a Lui. I sapienti e gli intelligenti sono coloro che credono di conoscere, ma in effetti si fidano più di se stessi che del Padre. Gesù fa riferimento ai dotti del suo tempo, coloro che "impongono pesanti fardelli sulle spalle della gente" ma loro non li toccano nemmeno con un dito, quelli che si sono "impossessati" di Dio e ad ogni pié sospinto indicano a destra e a manca quel che il "loro" dio vuole, ordina e desidera. 

Gesù invita ad uscire da questa religione incapace di dire Dio, di mostrare il suo vero volto per entrare nella dimensione della fede, dove sperimentare la presenza di un Padre che mi ama anche e soprattutto là dove io non riesco ad amarmi, 

che mi libera dalla paura con il suo amore gratuito, 

che mi scioglie dalle catene del merito per aprirmi la strada verso la libertà che nasce dal suo amore accolto e condiviso. 

Anche oggi la parola del Maestro offre una scelta: con chi stiamo? Scegliamo il canto seducente delle sirene dei dotti, o preferiamo l'insignificanza evangelica dei piccoli? 

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

giovedì 3 ottobre 2024

Buongiorno mondo!

Funzionari del sacro o annunciatori del Regno?



Lc 10,1-12


In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi.

Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! (…)



Questo "pastore bello" che sente compassione per le pecore senza pastore chiede di pregare per avere più operai per la messe. Al tempo di Gesù si calcola che a servizio del Tempio vi fossero circa 18.000 sacerdoti (non è un refuso, erano davvero tanti!). Come mai allora questa richiesta per avere più “operai”? Forse proprio per il fatto che la casta sacerdotale dell'epoca non era al servizio di Dio né del popolo. Anzi, al contrario, spesso e volentieri si serviva di Dio e del popolo per i propri interessi personali. 

Oggi le nostre comunità vivono una situazione di carenza di "operai" e per questo si prega. Mi attirerò le ire dei soliti, ma a mio avviso questa richiesta è sprecata. Anzi, io sono convinto che il numero debba ancora calare per poter dare il via a quel "aggiornamento" che fu il sogno del Vaticano II. Occorre che il numero cali ancora per trovare finalmente quell'immagine di Chiesa più autenticamente ecclesiale e meno clericale, più segno del Regno, più a immagine della comunità voluta dal Maestro. Solo così la comunità diventerà uno spazio di guarigione per l'umanità, solo così si apriranno percorsi di umanizzazione che renderanno il Regno più vicino e visibile.

A tutte e a tutti un abbraccio. Buona vita.

mercoledì 2 ottobre 2024

Buongiorno mondo!

Un Dio che si fa piccolo con i piccoli



Mt 18,1-5.10


In quel momento i discepoli si avvicinarono a Gesù dicendo: «Chi dunque è più grande nel regno dei cieli?».

Allora chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse: «In verità io vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. (…)




Ai suoi che gli chiedono chi sia il più grande nel Regno dei cieli, il Maestro risponde con queste parole: "se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli". Anni di cammino insieme, una "catechesi" personalizzata, un insegnamento distillato nel corso di quella convivenza strana che suscitava la curiosità dei più, malgrado tutto questo (anche le verifiche in itinere, si direbbe oggi, gli aveva fatto: li aveva mandati in giro a predicare e guarire), sono ancora lì a disputarsi il posto: quale fetta avrò nel tuo regno? Che ministero occuperò? Quanto prenderò? E Lui, il Maestro, a ribadire: se non diventate bambini, figli, non potete capire, resterete chiusi fuori a battervi il petto, a ricordare tutte quelle belle messe, quelle liturgie spettacolari, quelle immani opere, quelle belle cattedrali e "hai visto che paramenti!!!! (già, direbbe don Tonino, peccato manchi sempre quel famoso grembiule!), quelle file di cardinali, vescovi, prelati, dignitari di corte.... nani e ballerine ecc.... Noi a buttare quintali di incenso mentre il fratello anelava al pane, la sorella alla dignità e l'umanità intera a giustizia e pace. "se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli". 

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

martedì 1 ottobre 2024

Buongiorno mondo!

Un Dio che non esclude



Lc 9,51-56


Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, Gesù prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme e mandò messaggeri davanti a sé.

Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per preparargli l’ingresso. Ma essi non vollero riceverlo, perché era chiaramente in cammino verso Gerusalemme.

Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?». Si voltò e li rimproverò. E si misero in cammino verso un altro villaggio.


 
Ecco, anche loro che sono con Lui da tempo non hanno capito nulla. Il Signore non è venuto a togliere la vita, a prendersi vite, ma a offrire la sua, a farci  dono della sua per manifestare che Dio è solo e puro amore, null'altro. Dio non regna sugli uomini chiedendo obbedienza a delle leggi e imponendo dei comandi. Dio ci chiede di diventare figli suoi assomigliando a Lui nel nostro modo di amare: per questo si mette a nostro servizio, per insegnarci questo. Per questo ci ha donato il Figlio, prototipo di quell'umanità nuova che assomiglia al Padre nel suo modo di amare. Facile "consumare con il fuoco" chi non è dalla nostra parte, chi non la pensa come noi, chi ci sbarra la strada, chi si fa beffe di noi. E se “Dio” facesse così con noi? 

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.