venerdì 18 ottobre 2024

Buongiorno mondo!

Buongiorno mondo! 

Dire il Regno


Lc 10,1-9


"Il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due avanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi". 



È un chiaro segnale che le cose stanno cambiando, che Israele non sarà più la "segullah" di Yavhé, la sua proprietà esclusiva, quella che si guarda con un occhio di riguardo che non si usa verso nessun altro e nessun altra cosa. I settantadue sono il segno che il Regno si apre ad ogni uomo e ad ogni donna senza distinzioni (72 erano le nazioni citate nel Genesi che indicavano la popolazione dell'intero orbe terracqueo, secondo le credenze dell'epoca). È finito il tempo di una Legge che identifica un popolo nelle grazie di un Dio che chiede di sterminare il pagano. Inizia il tempo del Regno, dove Dio non è più padrone ma Padre; dove questo Padre non chiede di obbedire a una serie di precetti, ma di accogliere un amore che è regalato non per merito ma per i nostri bisogni, dove la nostra miseria è la misura della sua misericordia, dove accogliendo questo amore ci viene chiesto di assomigliare a Lui che "fa piovere sugli ingiusti e sui giusti". È un Regno che non conosce esclusioni di sorta, un Regno dove l'essere figli si fa autentico nel vivere in fraternità-sororità, dove la presenza di Dio ormai passa dall'umanità di Gesù che chiede a noi di fare altrettanto. Siamo mandati fuori, nel mondo, a dire e ridire la novità del Regno che cresce in mezzo a noi. 

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

giovedì 17 ottobre 2024

Buongiorno mondo!

Osare la profezia



Lc 11,47-54


In quel tempo, il Signore disse: «Guai a voi, che costruite i sepolcri dei profeti, e i vostri padri li hanno uccisi. Così voi testimoniate e approvate le opere dei vostri padri: essi li uccisero e voi costruite. (…)


Con queste parole il Maestro denuncia la situazione che ha vissuto Israele i cui dottori della Legge hanno tappato la bocca a chi voleva aprire gli occhi al popolo per riportarlo al cuore dell'Alleanza, mettendo a rischio il potere acquisito dai sacerdoti e dal loro codazzo. 

Lo stesso rischio lo corre anche la comunità cristiana quando si adagia e assume uno stile di vite che non rompe le scatole a nessuno: vivi e lascia vivere, sembra essere il motto di tante comunità cristiane di oggi. In tale situazione, le voci che si levano fuori dal coro non sono gradite: signori profeti, qui da noi siete pregati di astenervi. Noi stiamo bene così: siamo fedeli al culto, facciamo un po' di carità, siamo ossequiosi verso i nostri sacerdoti, mastichiamo giusto un po' di preghiera, insomma non ho rubato… non ho ammazzato… insomma, il minimo sindacale.

Dove è finita la forza dirompente e liberante dell'evangelo, il fuoco delle parole del Maestro? Siamo diventati più simili a impresari di pompe funebri, composti e silenziosi, che non seminatori infuocati di speranza. 

Le nostre comunità sono troppo piene di tombe di profeti, di persone che con la loro vita ci hanno invitato a conversione, a uscire dalle nostre inerzie e apatie, a ridare vigore al vangelo. Usciamo da tutto questo e smettiamo di portare fiori su queste tombe: il Regno di Dio è in mezzo a noi. 

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

mercoledì 16 ottobre 2024

Buongiorno mondo!

Padroni di dio



Lc 11,42-46


(…) Intervenne uno dei dottori della Legge e gli disse: «Maestro, dicendo questo, tu offendi anche noi». Egli rispose: «Guai anche a voi, dottori della Legge, che caricate gli uomini di pesi insopportabili, e quei pesi voi non li toccate nemmeno con un dito!».




Oggi il Maestro è in una di quelle giornate che lasciano trasparire il suo bel caratterino di galileo (i galilei erano ritenuti "teste calde" fin da piccoli, gente sempre pronta alla rissa, dei piantagrane insomma) e se la prende un po' con tutti, fino ad arrivare ai dottori della legge (gente tosta, che conosceva la bibbia anche meglio di chi l'aveva scritta!) ai quali amabilmente rivolge le parole sopra citate.

La Torah era arrivata per mezzo di Mosé e i suoi frutti avrebbero dovuto andare nella direzione della giustizia, della creazione di una società dove "giustizia e diritto" fossero due realtà ben visibili. Purtroppo, una volta nelle mani degli uomini, la Torah è diventata un mezzo di oppressione del popolo, che si ritrova schiacciato da una serie di norme emesse per poter "servire Dio", dare gloria al suo Nome (e garantire un potere immenso nelle mani dei mediatori tra Dio e l'uomo: i sacerdoti, con annessi e connessi). Ecco perché il Maestro se la prende con i dottori della Legge, proprio perché hanno stravolto il volto di Dio seppellendolo sotto tonnellate di leggi e leggiucole e spacciando il tutto come volontà divina. Naturalmente, questo costerà caro a Gesù, e sappiamo come andrà a finire. Ma queste parole oggi sono rivolte a noi per ricordarci che la tentazione di agire in nome di Dio e di emanare leggi in suo nome solamente per coltivare un pezzo di potere, è ancora ben viva. Quante guerre, quante violenze "nel nome di Dio"? Quante chiusure, quante esclusioni passate sotto lo slogan "Dio lo vuole"? Il Maestro ci ha mostrato un volto di Dio che è Padre/Madre. Quale è il volto, il Nome del nostro Dio? 

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

martedì 15 ottobre 2024

Buongiorno mondo!

Religione senza fede



Lc 11,37-41


In quel tempo, mentre Gesù stava parlando, un fariseo lo invitò a pranzo. Egli andò e si mise a tavola. Il fariseo vide e si meravigliò che non avesse fatto le abluzioni prima del pranzo.

Allora il Signore gli disse: «Voi farisei pulite l’esterno del bicchiere e del piatto, ma il vostro interno è pieno di avidità e di cattiveria. Stolti! Colui che ha fatto l’esterno non ha forse fatto anche l’interno? Date piuttosto in elemosina quello che c’è dentro, ed ecco, per voi tutto sarà puro».




Potremmo titolare così: "Quando alla religione non serve la fede". La religione staccata dalla fede crea ritualità vuote, completamente staccate dalla vita, dalla profondità della vita quotidiana. Situazione da cui non siamo immuni noi e tanto meno le nostre comunità. Fin quando non riusciremo a superare quella mentalità "magica" che spesso inquina i nostri sacramenti, resteremo a livello di "abluzioni" formalmente corrette ma lontane dal cuore di Dio, anzi, spesso pure conniventi con stili di ingiustizia e indifferenza. Come successe a quel sacerdote e a quel levita sulla strada di Gerico, così può succedere a noi ogni volta che siamo più preoccupati della validità di un atto di culto che della sua autenticità. Gesù oggi indica in maniera dura a quel fariseo che la formalità accurata nel culto reso a Dio, pur in osservanza delle sue prescrizioni, non è sinonimo di autenticità e disponibilità all'incontro con Lui nel servizio ai fratelli. Per dirla con un'espressione molto colorita di un vecchio parroco di venerata memoria di queste mie parti: nelle nostre Messe i nostri cristiani mangiano ostie e cacano diavoli! Forse qualcuno troverà disdicevole il detto, forse troppo forte? A me pare chiaro e limpido: un modo di "incarnare" la Parola e ridirla al cuore della gente con cui si vive. A ciascuno, come sempre, la scelta: sedersi alla tavola del Maestro, anche con "mani" non "lavate", o alla mensa del fariseo, alla scuola del galateo del perfetto religioso. 

Un abbraccio a tutte e a tutti.. Buona vita.

lunedì 14 ottobre 2024

Buongiorno mondo!

Segni del Regno



Lc 11,29-32


In quel tempo, mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire:

«Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona. Poiché, come Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio dell’uomo lo sarà per questa generazione. (…)


Mai come in questi ultimi tempi ci vengono riproposti "segni straordinari" dal cielo, "visioni", e via con tutta la grancassa mediatica che queste cose suscitano. Soprattutto coloro che vedono crollare il mondo che fu, il piccolo mondo antico dei poteri da sacrestia, dove la grandezza si misurava in base alla bellezza e allo splendore della tonaca con annessi e connessi. Sono quelli della religione malata: la religione della coazione a ripetere il passato, sempre, comunque e a prescindere. La "malvagità" di questa generazione sta proprio nel fatto che, come ai tempi di Gesù, si cerca di spacciare per volontà di Dio quello che è unicamente il proprio desiderio di potere, travestendo il tutto sotto l'effimera sublimità del segno straordinario, della "mirabilia", come la pubblicità: il mio prodotto funziona meglio del tuo, anzi, uno solo dei miei vale più di tre dei tuoi. Ho già detto in questa sede che Gesù, alla folla che si accalca in cerca di segni poderosi, non dà segni, ma a tutti chiede che dietro di Lui si divenga segni con Lui. 

Non siamo più la Chiesa che sciorina segni miracolosi per accaparrarsi l'attenzione degli uomini, ma la Chiesa che si fa segno di una Presenza che non si impone ma si propone, di una Presenza che non si fa servire ma che si mette a servizio, di una Presenza che non ama rivestirsi di code e strascichi, ma che, "dontoninamente”, si ricopre con pazienza di un umile grembiule e si inginocchia davanti ad ogni uomo e ogni donna per indicare il "segno del servizio" come il segno della Presenza che ridà dignità e bellezza all'uomo ferito. 

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

venerdì 11 ottobre 2024

Buongiorno mondo!

Ritorno al futuro



Lc 11,15-26


In quel tempo, [dopo che Gesù ebbe scacciato un demonio,] alcuni dissero: «È per mezzo di Beelzebùl, capo dei demòni, che egli scaccia i demòni». Altri poi, per metterlo alla prova, gli domandavano un segno dal cielo. (…)



Contro Gesù le provano tutte, persino l'accusa di essere al servizio di Beelzebùl. Non solo bestemmiatore, non solo fuori di testa, noto frequentatore di balordi e gente di malaffare, ora anche al servizio del principe dei demoni. Quando Gesù parla della croce che ognuno deve sollevare nella vita, parla esattamente di questo: il disprezzo e il dileggio che viene quando si vive per il Regno, da figli e fratelli. 

Quando si rifiuta il cammino che inevitabilmente la storia apre davanti a noi, ci si attacca a tutto, persino a quel "fumo di satana" di montiniana memoria solo per salvaguardare le proprie posizioni retrograde e ammuffite. 

Mi sorge la domanda: ma chi davvero sta lavorando per Beelzebùl? Chi cerca e trova nel vangelo la sorgente di acqua fresca per mettersi a servizio dell'umanità, o chi in tutti i modi si adopera per salvaguardare un potere destinato a perire? A volte, guardando dentro le nostre comunità, ho la netta sensazione che si cerchi in tutti i modi di tornare al passato, a quel passato dove la priorità era costituita dall'osservanza rigida e indiscutibile di law & order, fattore che garantiva la sicurezza del sentirsi a posto per aver fatto quel che è stato chiesto di fare. Il vangelo non è fatto per dare sicurezza e tranquillità, ma spinge sempre oltre i confini delle nostre piccole e misere vedute o, se volete, anche fuori dai confini della chiesa cattolica. Francesco ci ha ricordato che Dio non è cattolico. Questa faccenda ai piccoli monarchi di una certa chiesa non piace. 

Noi continuiamo a camminare dietro al Maestro, annunciando il Regno: e per questo siamo disposti a dare la vita, non a prenderci quella degli altri. 

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

giovedì 10 ottobre 2024

Buongiorno mondo!

Le vie dello Spirito



Lc 11,5-13


(…) Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!».




Il Padre desidera condividere con ciascuno la forza del suo amore (questo è lo Spirito...) perché impariamo a essere trasparenza del suo volto. Partendo dalla nostra capacità di amare (imperfetta, imprecisa, faticosa...) egli vuole offrirci la possibilità di potenziare tutto questo per renderci simili a Lui nell'amore. Dunque, ancora una volta, Gesù ci presenta il volto di un Dio che non vuole essere servito e riverito, ma quello di un Padre che ci invita a osare e rischiare la nostra esistenza sulla via dell'amore gratuito e incondizionato, come il suo. Inutile riempirci la bocca di suppliche per chiedere qualsiasi cosa: l'unico dono da chiedere e accogliere è quello del suo stesso Spirito. E vorrei ricordare che lo Spirito che ci viene donato non è uno spirito asettico, senza forma; è lo stesso Spirito che ha condotto Gesù a fare delle sua esistenza un dono. Dunque non chiediamo per ottenere qualcosa per i nostri interessi, ma chiediamo per essere capaci di donare e di donare noi stessi. Le nostre comunità dovrebbero essere il luogo dove si respira questo Spirito capace di rendere nuova ogni cosa, e non delle stanze ammuffite dove ogni respiro è faticoso. A volte ho come l'impressione che stiamo facendo dell'accanimento terapeutico per mantenere in vita ciò che ormai è già finito da un pezzo. Eppure il Padre la soluzione ce la offre: spalancare le finestre e lasciar entrare quell'aria nuova, il vento dello Spirito e da Lui lasciarci portare oltre. Ma questo, per il momento, sembra essere ancora solo un sogno: preferiamo ancora l'aria viziata e stantia delle nostre sacrestie, l'aria pesante delle nostre tradizioni, alla proposta di vita del Padre. Come sempre, occorre scegliere.

 Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.