mercoledì 30 ottobre 2024

Buongiorno mondo!

Più Messa, meno messe



Lc 13,22-30


(…) Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, voi, rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: “Signore, aprici!”. Ma egli vi risponderà: “Non so di dove siete”. Allora comincerete a dire: “Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze”. Ma egli vi dichiarerà: “Voi, non so di dove siete. Allontanatevi da me, voi tutti operatori di ingiustizia!”. (…)


Sono parole  pesanti, molto dure, che ci mettono in guardia dalla tentazione di fare dell'Eucaristia (“abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza”) un fine e non un mezzo, uno spazio dove condividere e accogliere quelle logiche del Regno che poi dovrebbero risplendere nel quotidiano. Quante "Eucaristie" domenicali deformate dall'ingombrante presenza del "precetto"! Quante "Eucaristie" vissute con l'orologio in mano, in un'attesa trepidante che il tutto finisca in fretta, soprattutto quella litania barbosa di "dobbiamo fare", "siamo chiamati a...", "dobbiamo essere", "si deve, siamo spinti a..." ecc...quasi che l'Eucaristia fosse un bigino di suggerimenti morali per la settimana! Quante Eucaristie in cui "pane e vino" sono davvero "frutto della terra e del nostro lavoro"? Quante Eucaristie mortificano l'azione dello Spirito perché la celebrazione secondo le norme, senza sgarrare, senza nulla cambiare, in un appiattimento che fa delle differenti comunità sparse in giro un omogeneizzato che rende tutti uguali, senza differenze, è il "segno visibile" dell'Unità della Chiesa (sì, di una chiesa-fotocopiatrice che fa delle belle copie, ma tutte identiche!)?  E potrei continuare, ma devo mettere la mia coscienza a nudo per vedere dove anche io ho ceduto a queste o altre tentazioni. Ricordo quanto diceva Mariano Magrassi, vescovo di Bari, molti anni fa: "Più Messa e meno messe". Ma erano i tempi del post-Concilio... dov'è finito il fermento di allora? 

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita!.

martedì 29 ottobre 2024

Buongiorno mondo!

Piccolezza evangelica



Lc 13,18-21


 “Diceva dunque: «A che cosa è simile il regno di Dio, e a che cosa lo rassomiglierò? È simile a un granellino di senapa (…)



In questa nostra cultura dell’apparire a tutti i costi, del sensazionalismo per tutte le tasche, il Maestro lascia cadere la sua proposta di “invisibilità”. Notare: non chiede di essere insignificanti, ma invisibili come lo può essere un granellino di senape che, per quanto piccolo e insignificante possa essere considerato, tuttavia possiede in sé la forza per germinare e diventare casa per tutte e tutti. 

A ciascuno piacerebbe essere un bel “Cedro del Libano”: maestoso, sotto gli occhi di tutti, capace di suscitare grida di meraviglia e di stupore. Ma il Maestro non vuole “alberi” che schiacciano con la loro possanza e maestosità: preferisce l’umile arbusto della senape, che cresce nell’orto di casa (la fatica del vivere quotidiano) e che offre ombra e riparo agli “uccelli del cielo”, cioè a tutte e tutti coloro che sono considerati insignificanti, per i quali nel nostro mondo non c’è mai tempo, per coloro che non hanno voce, per coloro per i quali non c’è mai posto né casa. 

Ecco una bellissima immagine della comunità cristiana: non un “cedro” svettante SU tutti, ma un umile arbusto PER tutti, capace di farsi casa. Non è certamente facendo la voce grossa o rivendicando chissà quali posizioni sociali che faremo crescere la senape del Regno. Il Regno crescerà nella misura in cui saremo coscienti di essere piccoli granelli, sparsi qua e là dalla mano sapiente del Mistero che in essi ha deposto la forza vitale del Vangelo che attende di essere liberata e di crescere nella fatica del quotidiano. Non lasciamoci impressionare dai vari “cedri” che pretendono spazio e visibilità: siamo il popolo della senape, che giorno dopo giorno cresce nel silenzio per portare frutto di vita dentro la storia. 

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

lunedì 28 ottobre 2024

Buongiorno mondo!

La potenza della Vita



Lc 6,12-19


(…) E tutta la folla cercava di toccarlo, poiché da lui usciva una potenza e guariva tutti.




Mi sono spesso chiesto cosa fosse questa misteriosa “potenza” che promanava dalla persona del Maestro. Io credo sia la forza della vita, una vita vissuta totalmente dentro l'amore. È la forza della vita che, come un flusso continuo, passa da Dio a Gesù alle persone che egli incontra e che accettano di entrare in questo flusso dove la  vita non viene artigliata e tenuta per se stessi, ma continuamente donata. A chi accetta di mettere sul piatto tutta la propria esistenza in un dono continuo, il Maestro mostra come questa non si esaurisca, ma continui invece a rifiorire e a generare nuova vita attorno, "sanando tutti". Gesù non mette in atto delle mediazioni di tipo rituale, liturgico, o “consacra” degli addetti specifici, degli specialisti per far passare o meno questa “potenza” che risana e fa rivivere. Chiede semplicemente di entrare nel gioco dello scambio gratuito: accogliere la vita, l'amore che Dio continuamente riversa in noi e lasciare che scorra verso i fratelli e le sorelle che incrociamo ogni giorno. Il resto verrà dopo. Fino a quando la comunità cristiana sarà più preoccupata di stabilire le "regole" con le quali "sanare" le varie situazioni, fino a quando il tempio avrà più spazio e importanza del cuore di Dio, fino a quando la legge avrà la meglio sullo Spirito, la “potenza” risanante del Fondamento di tutta la realtà resterà bloccata in attesa di uomini e donne che accettino in primo luogo di seguire la via del Maestro. Solo allora la comunità diverrà lo spazio dove la forza della vita si manifesterà e ognuno potrà "toccare" con mano la sua potenza liberante e vivificante. 

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

giovedì 24 ottobre 2024

Buongiorno mondo!

Gesù... un altro




Lc 12,49-53



A tutte/i coloro che pensano al Gesù biondo, con occhi azzurri, bello, slanciato, capace di affascinare con la sua parola ma senza cambiare nulla, un Gesù alla Renan per intenderci; a tutte/i coloro che vedono un Gesù che non cerca conflitti, che parla dolce e sommesso, che non fa mai del male a nessuno, che passa nella storia lasciando uno stomachevole profumo di falsa pace e falsa giustizia; a tutte/i coloro che considerano Gesù e il suo stile di vita come qualcosa di alienante, fatto per addormentare le coscienze, incapace di chiamare a libertà; a tutte/i coloro che hanno ridotto il messaggio del Maestro omogeneizzandolo in un'accozzaglia di semplici suggerimenti spirituali e di ordinati regolamenti morali volti a far crescere una perfezione spirituale fondata sul merito; a tutte/i coloro che hanno annacquato il buon vino del Vangelo, preferendo l'acqua marcia delle proprie cisterne rinsecchite; a tutte/i coloro che hanno fatto del potere di insegnare un bastione per tenere fuori chi non si allinea; a tutte/i coloro che hanno fatto dell'amore del Padre non un'amore che abbraccia per liberare, ma una stretta mortale che soffoca e non comunica vita, a tutte/i costoro e a tante/i altri, oggi il Maestro parla così: "Sono venuto a portare il fuoco sulla terra; e come vorrei che fosse già acceso! C'è un battesimo che devo ricevere; e come sono angosciato, finché non sia compiuto! Pensate che io sia venuto a portare la pace sulla terra? No, vi dico, ma la divisione. D'ora innanzi in una casa di cinque persone si divideranno tre contro due e due contro tre; padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera". 

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

mercoledì 23 ottobre 2024

Buongiorno mondo!

Aprire gli occhi



Lc 12,39-49


(…) Anche voi siate preparati, perché nell’ora in cui non vi pare il Figlio dell’uomo viene” (…).



Anche oggi il Maestro ci invita a tenere gli occhi bene aperti e soprattutto a non lasciarci ingannare. Non sono parole usate da Gesù per creare un clima di terrorismo psicologico, o per orientare l'esistenza verso l'alienante attesa di un "aldilà" che fa di tutto per guastarmi "l'aldiquà", che diventa la famosa "valle di lacrime" dove sguazzano i predicatori del "soffri che Dio è contento, accetta tutto e domani sarai premiato". Mi vengono in mente i tre "amici" di Giobbe: a volte le persone pie, sostenute da un certo pensiero teologico, sono come le sanguisughe: più ti si attaccano, più ti svuotano facendoti credere il contrario. L'invito del Maestro è di stare pronti a non lasciare cadere nessuna delle occasioni in cui si manifesta la sua presenza. Occasioni che spesso e volentieri vanno al di là dei nostri criteri, dei "paletti" che ci fanno dire "qui Dio c'è, là no!". È un'apertura totale, continua, senza tempo, come quella del Padre della parabola che ogni giorno scrutava la strada in attesa del ritorno del figlio, fino al giorno in cui la sua attesa fu riempita:  e "lo vide da lontano... e corse ad abbracciarlo". È lo scrutare giorno dopo giorno con occhi attenti la storia, le persone, gli eventi, gli incontri per potervi scorgere quella presenza che comunica vita e invita e invia a fare altrettanto. È camminare con Colui che "ha posto la sua tenda in mezzo a noi" per potersi muovere più liberamente, senza l'ingombro di un tempio che diventa casa chiusa, barriera che separa, muro che impedisce l'accesso a chi non possiede i requisiti "di sana e santa religione". È il Dio-con-noi, che cammina in mezzo a noi, che ci invita sempre ad andare oltre. 

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

martedì 22 ottobre 2024

Buongiorno mondo!

Sempre in cammino


Lc 12,35 38


Siano i vostri lombi cinti e le lucerne ardenti, e voi simili a uomini in attesa del loro Signore quando torna dalle nozze, perché, quando viene e bussa, subito aprano lui. (…)



Noi cristiani non siamo gente seduta, "da salotto"; non siamo pantofolai che amano la tranquillità, che non rompono le scatole, che se ne stanno tranquilli, evitando di creare problemi. Siamo gente in cammino, sempre pronti ad accorrere là dove si alza il lamento dell'uomo ferito, sempre pronti a far luce là dove le tenebre tengono i fratelli e le sorelle prigionieri dell'ignoranza, della supponenza, del bigottismo, di una religione che non apre i cuori, ma che suscita solo paure e timori. Siamo uomini e donne che si lasciano trasportare dal soffio dello Spirito, per ridare ossigeno a chi boccheggia perché escluso e rifiutato. Siamo uomini e donne che non hanno "nidi o tane" in cui rinchiudersi per lasciare fuori l'altro, ma uomini e donne che hanno fatto del mondo e della storia la loro casa. Una casa in cui il quadro più bello è il volto di Dio che risplende nel nostro volto, ferito, fragile, magari ammaccato, ma amato da Colui ci vede sempre "arrivare da lontano" e ci abbraccia con tenerezza e amore. Siamo perenni viandanti, sempre in cerca di verità e di bellezza; quella verità e quella bellezza nascoste nei solchi della storia, nelle rughe degli eventi, nei cuori dei fratelli e delle sorelle che, con noi e come noi, camminano seminando senza paura vita, pace, giustizia. Insomma, siamo sempre "pronti". 

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

lunedì 21 ottobre 2024

Buongiorno mondo!

Sobrietà come spazio di condivisione


Lc 12,13-21


(…) “Guardate di custodirvi da ogni avere di più, perché, anche se uno è nell’abbondanza la sua vita non è dalle cose che ha”. (…) 



Il Maestro era circondato da persone che, come i farisei e i ricchi sadducei, si erano notevolmente arricchite sfruttando il popolo, soprattutto le sue fasce più deboli, in barba alla Torah che pur dicevano di osservare. Il loro attaccamento al denaro,  a "mamona", li porterà a farsi beffe di Gesù stesso e del suo messaggio. Il richiamo del Maestro arriva dritto al cuore della nostra cultura, così impregnata di una finanza che affonda le sue fauci nelle carni dei poveri, imponendo uno stile di vita dove il possesso sfrenato pare essere davvero il fine ultimo dell'esistenza. 

La logica del Regno invece ci parla di condivisione generosa delle risorse, di attenzione al bene comune, di una solidarietà tale per cui "nessuno sia bisognoso" in mezzo a noi. Gesù non critica il denaro in sé bensì il fatto che non siamo utilizzatori del denaro ma servi dello stesso. Come sempre la domanda resta: dove ho posto il mio cuore? A chi voglio assomigliare nel mio modo di vivere: al Maestro che fa del dono e della condivisione il suo stile o a "mamona", il dio che si prende la vita di coloro che a lui si affidano? 

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.