venerdì 30 agosto 2019

Buongiorno mondo!


Buongiorno mondo! Oggi il Maestro alle cinque vergini invitate alle nozze ma arrivate tardi perché rimaste senza olio nella lucerna risponde cosi: "In verità vi dico: non vi conosco" (Mt 25,1-13). È la risposta indirizzata a quel cristianesimo fiacco e timido, capace di non far male a niente e nessuno, che piuttosto di giocarsi le amicizie altolocate spiritualizza il messaggio per far posto a tutti, anche a coloro che da una parte vendono armi e dall'altra fanno beneficenza. È il cristianesimo dei pusillanimi, dei vili che non sono costruttori di pace ma trafficoni che cercano di aggiustare tutto per salvaguardare interessi, di quei sepolcri imbiancati che parlano di solidarietà e condivisione "a patto che non tocchi le mie cose". È il cristianesimo tutto “pizzi e merletti liturgici” che è incapace di indossare il grembiule del servizio. È il cristianesimo che sventolando rosari addormenta coscienze per infinocchiarne il più possibile. È il cristianesimo  di chi celebra l’ Eucaristia e, al contempo, applaude e approva porti chiusi e barriere alte, il cristianesimo di chi pur ascoltando il Vangelo in chiesa appena fuori proferisce parole razziste e disumane. È su questo cristianesimo che, inesorabile e tremenda, calerà la parola del Cristo: “Non vi conosco!”.Un abbraccio a tutte e a tutti e buona vita.

giovedì 29 agosto 2019

Buongiorno mondo!


Buongiorno mondo! Martirio di San Giovanni Battista.  "La ragazza uscì e disse alla madre: «Che cosa devo chiedere?». Quella rispose: «La testa di Giovanni il Battista»" (Mc 6,17-29). Penso che ognuno ricordi con facilità questa scena: potremmo intitolarla: Una danza che vale un occhio della testa.... anzi una testa intera. Purtroppo banchetti di questo tipo ne sono sempre esistiti e continueranno ad esistere ogni qualvolta denaro e potere prenderanno il sopravvento sulla vita. Quando non ci si serve del denaro e del potere per far crescere vita, ma si è al servizio del denaro e del potere che da esso deriva, allora l'unico frutto che può nascere è il frutto della morte. Nel vangelo ci vengono raccontati due banchetti vicini nel tempo: quello di Erode e quello di Gesù nella moltiplicazione/condivisione dei pani. Il primo è capace solamente di dare morte perché fa della vita altrui un pane per la propria. Il secondo è capace di comunicare vita perché invita a fare della propria vita un pane per l'esistenza altrui. A noi, come sempre, la scelta del banchetto cui partecipare. Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

mercoledì 28 agosto 2019

Buongiorno mondo!


Buongiorno mondo! "Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che rassomigliate a sepolcri imbiancati: essi all'esterno son belli a vedersi, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni marciume" (Mt 23,27-32). L'insulto rivolto ai farisei oggi è davvero pesantuccio: paragonarli a dei sepolcri! Proprio loro che avevano fatto della legge di purità il loro cavallo di battaglia! Eppure quelle parole così antiche ma sempre nuove oggi risuonano nelle nostre esistenze e sono dirette a noi ogni qualvolta "indossiamo" degli abiti che luccicano di religiosità ma che fanno di noi dei vuoti manichini, attenti più alle apparenze che alla sostanza. Il peggio è che tale vacuità diventa contagiosa e rischia di espandersi come un'epidemia che costringe tutti a giocare al ribasso per non sentirsi esclusi dalla cerchia di chi conta. Anche oggi il Maestro ci pone davanti a una scelta: continuare nel marciume imbellettandolo per renderlo simpatico e accettabile, o la freschezza della vita nel vangelo, meno monumentale di un sepolcro, ma sicuramente fatta di persone vive e vitali, più povere, ma ricche di vita. Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

martedì 27 agosto 2019

Buongiorno mondo!


Buongiorno mondo! Oggi il Maestro continua con le sue invettive: "Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pulite l'esterno del bicchiere e del piatto mentre all'interno sono pieni di avidità e d'intemperanza" (Mt 223,23-26). È il rischio che corre ogni comunità cristiana che si bea e gode delle "belle liturgie", delle solenni processioni (con la banda, ovvio!) dietro le statue di santi e madonne. ma non si "accorge" (sarà davvero così?!) dell'uomo ferito e sofferente che sta proprio sulla stessa strada dove passa la processione. Continuiamo a lucidare le balaustre delle nostre bellissime chiese, a lucidarle magari a colpi di lingua per fare "un sacrificio gradito al Signore", ma questo non ci rende immuni alla sindrome "Nimby", soprattutto quando si tratta di situazioni che riguardano persone che non fanno parte della nostra cultura e razza. L’avidità di cui ci parla il Maestro fa riferimento a tutte quelle volte che ci siamo appropriati da padroni delle risorse dell'umanità senza preoccuparci di condividerle, attenti solo alla crescita del nostro benessere, senza guardare alle sofferenze di fratelli e sorelle che non hanno avuto accesso a tali risorse perché sottratte da noi. Oggi il Maestro ci invita con parole dure a riconsiderare il nostro stile di vita, eliminando alla radice quel fariseo rapace e ipocrita che si annida nel cuore. Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona giornata.

lunedì 26 agosto 2019

Buongiorno mondo!

Buongiorno mondo! Oggi il Maestro usa parole chiare: "Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che chiudete il regno dei cieli davanti agli uomini; perché così voi non vi entrate, e non lasciate entrare nemmeno quelli che vogliono entrarci" (Mt 23,13-22). Non ci sarebbe poi molto da dire su queste parole crude e dure. Spesso capita davvero che coloro che dovrebbero facilitare l'incontro con il Padre, coloro che dovrebbero facilitare la creazione di relazioni nuove, fondate sulla fraternità e sulla solidarietà, proprio costoro sembrano opporsi a tutto questo. A volte ho l'impressione che in nome di quei cosiddetti "valori non negoziabili" si passi sopra l'umanità, si lasci l'uomo macerare nei suoi drammi perché la legge dice che "si deve fare così, questa è la volontà di Dio". Sì, anche alle Crociate si partecipava al grido di "Dio lo vole" e ciascuno, da entrambe le parti, si sforzava in nome di Dio di far fuori quante più persone poteva. Anche le SS portavano la scritta sul cinturone "Gott mit uns" "Dio con noi", ma non per questo mi sembra siamo disposti a considerarle seguaci del Messia Crocifisso (a parte qualche emerito imbecille che evoca la loro presenza in raduni e spera nel loro ritorno). Non siamo possessori della verità, piuttosto è la verità che ci possiede e giorno dopo giorno si svela a noi in un cammino graduale e progressivo. Gesù non è il Messia che si prende le vite degli altri, ma colui che offre la sua perché tutti, senza distinzione di razza, religione, sesso, lavoro, lingua e via dicendo, possano gustare la gioia del Regno. Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

venerdì 23 agosto 2019

Buongiorno mondo!


Buongiorno mondo! Alla domanda su quale sia il più grande comandamento, Gesù risponde con queste parole: "Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il più grande e il primo dei comandamenti. E il secondo è simile al primo: Amerai il prossimo tuo come te stesso. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti" (Mt 22,34-40). Nel dibattito tra i rabbini del tempo si era arrivati a definire l'osservanza del sabato come il comandamento più importante. Gesù nella sua risposta riporta la questione al centro vero e proprio, ribadendo come l'amore a Dio e all'uomo, inscindibili tra loro, costituiscono il nucleo della Legge, mentre tutto il resto non è che un corollario. Perdere di vista tale nucleo, come in effetti successe a Israele, significa svuotare di significato anche il più piccolo precetto. Ricordiamo che Gesù offre questa risposta a un dottore della legge; per chi vuole essere suo discepolo invece, per gli appartenenti alla comunità cristiana, occorre andare oltre. La proposta di Gesù supera anche il concetto tradizionale di obbedienza al precetto sostituendolo con quello dell'assomiglianza. Il credente non è colui che obbedisce, ma colui che in primo luogo assomiglia al Padre praticando un amore simile al suo (un amore che fa sorgere il sole sui giusti e sugli ingiusti indistintamente, al di là degli eventuali meriti, un amore non legato a patenti di appartenenza, un amore che va oltre la codificazione teologica o la sua espressione catechistica e/o rituale, insomma un amore libero e liberante). Per il credente che segue la via di Gesù l'amore all'uomo diventa il criterio di verifica (verum facere: criterio di autenticità) del cosiddetto amore a Dio. Assistiamo oggi a tanti spettacolini, anche liturgici, dove si sbandiera il proprio amore a Dio. Purtroppo tali esternazioni liturgico-spirituali non trovano corrispondenza nell'ascolto del grido di sofferenza del fratello o della sorella che vivono accanto a noi, che fanno parte della nostra storia. Siamo capaci di pregare Dio perché si occupi di tali sofferenze, ma noi non muoviamo un dito per farcene carico. Il nostro "amore a Dio", davanti alla sofferenza del fratello o della sorella si carica di " ma, però, forse, vedremo..." o peggio, di frasi del tipo: "meglio aiutarli a casa loro" (occhio non vede...). Gesù oggi ci riporta al cuore della fede, che non è altro che la carità vissuta nel quotidiano come manifestazione dell'amore del Padre. A noi la scelta. Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

giovedì 22 agosto 2019

Buongiorno mondo!


Buongiorno mondo! "In quel tempo, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazareth, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria" (Lc 1,26-38). Cominciamo bene: per la sua "entrata in scena" nel mondo Dio non poteva scegliere di peggio: Nazareth. Villaggio oscuro, nominato forse una volta nell'AT e per di più in quella regione di teste calde, nazionalisti all'estremo, che era la Galilea. Niente Gerusalemme, niente tempio, niente sacerdoti: solo gentaglia che di suo aveva anche un dialetto che li faceva subito riconoscere. Fin dall'inizio Dio ha le idee ben chiare: se passo da Gerusalemme mi "ingabbiano" ancor prima che pronunci una parola, mi mettono nei loro schemi religiosi e addio buona notizia. Ma ancor di più, al suo arrivo sceglie una coppia che già aveva fatto i suoi progetti (o quanto meno le famiglie già avevano siglato il patto per le nozze) e sbaraglia tutto infilandoci un figlio, il Figlio, che stravolgerà non solo le loro, ma anche le vite di quanti lo incontreranno e decideranno di seguirlo. Ecco come è fatto il nostro Dio: non parte da persone religiose, perfette, pronte all'uso, ricche di spiritualità e ripiene di santa teologia. Parte da chi noi non degneremmo di uno sguardo e da lì apre una storia che si fa sorgente di vita per chi sa accogliere senza pregiudizio il suo messaggio, senza la puzza sotto il naso di chi, dal'alto della sua religiosità, può permettersi di dire: "Cosa può mai venire di buono da Nazareth?". Ecco quello che può venire di buono: un Dio che sceglie di farsi uno di noi per farci come Lui. Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.