martedì 30 giugno 2020

Buongiorno


Buongiorno mondo! Anche oggi il Maestro si mostra esigente. Ai suoi che temevano sulla barca sballottata dalla tempesta chiede: "Perché avete paura, uomini di poca fede?" (Mt 8,23-27). Già, paura e fede non possono andare d'accordo, sono assolutamente antitetiche: dove vi è l'una, non può esservi l'altra. Aver paura significa essere immersi ancora nell'antico mondo della religione, che esige per l'appunto paura per poter funzionare: la paura del castigo, la paura del Dio vendicatore, la paura di non essere mai "in regola con le regole". Mentre la fede che Gesù offre e chiede è l'accoglienza dell'amore che proviene dal Padre; un amore ricevuto che diviene condiviso, comunicato, un amore forte per la vita che genera vita ovunque. E dove c'è amore non vi può essere paura. Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

lunedì 29 giugno 2020

Buongiorno


Buongiorno mondo! Oggi, festa dei santi Pietro e Paolo, il Maestro pone una semplice questione ai suoi: "Voi chi dite che io sia?" (Mt 16,13-19). Bella domanda!, si potrebbe dire. Già, perché, alla fine, il tipo di risposta che ognuno darà potrà rivelare il tipo di rapporto costruito con il Maestro. Di fatto è una risposta che non possiamo evadere ed evitare, altrimenti corriamo il rischio di un rapporto alienante ed estraniante con il Maestro, o meglio, con l'idea che possiamo farci di lui scambiandola per realtà. E questo giochetto di far passare per reale ciò che è solo ideale spesso ci riesce bene: siamo tutti immersi in una cultura che ha fatto dell'apparire e del virtuale la sua bandiera! A ciascuno, quindi, di trovare la sua risposta personale (e non si può copiare, nemmeno dal Catechismo!!!). Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

venerdì 26 giugno 2020

Buongiorno

Buongiorno mondo! Ecco quanto ci dona il Vangelo di oggi: "Quando Gesù scese dal monte, molta folla lo seguì. Ed ecco, si avvicinò un lebbroso, si prostrò davanti a lui e disse: «Signore, se vuoi, puoi purificarmi».Tese la mano e lo toccò dicendo: «Lo voglio: sii purificato!». E subito la sua lebbra fu guarita." (Mt 8,1-4). La legislazione che riguardava la lebbra era chiarissima e severa: chi era riconosciuto (dal sacerdote) come affetto da questa malattia doveva essere isolato, condannato all'ostracismo e emarginato dalla società civile. E per evitare di rendere impure altre persone, doveva fare in modo di segnalare la sua presenza e mantenere debite distanze. Al suo solito, Gesù fa capire che non è escludendo che si risana una persona, non è emarginandola, non è isolandola, ma "toccandola", circondandola di affetto e amore. Troppo facilmente abituati a pensare (anche perché così facendo evitiamo spesso di sporcarci le mani) che Gesù è come Dio, non pensiamo mai nell'altra direzione: Dio è come Gesù. Il gesto che pone Gesù sta a indicare ciò che compie Dio nei nostri confronti ogni giorno, ma soprattutto, nei confronti di tutte e tutti coloro che in qualche modo la legge esclude, isola ed emargina. Io sarò pure "confuso", come qualcuno (non molto amabilmente) mi ha detto, ma assicuro che tutto mi è diventato più chiaro da quando ho compreso che Dio è come Gesù: la prospettiva cambia, e di molto (e forse tante stupidate che si sentono in giro sparirebbero). Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.


giovedì 25 giugno 2020

Buongiorno


Buongiorno mondo!  Affascinanti e quanto mai crude nella loro chiarezza le parole del Maestro stamane (Mt 7,21-29): "Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli". Tutti noi abbiamo imparato quanto sia facile "dire Dio", pronunciare il suo nome quasi fosse una sorta di scudo spaziale a nostra difesa (salvo poi mandarlo a quel paese quando qualcosa non va secondo i nostri piani!). Usando un'espressione in voga nel mondo della politica, ci siamo abituati a "tirare per la giacchetta" il nostro Dio come dei questuanti (oggi in linguaggio politicamente “corretto” si dovrebbe dire "lobbisti"), quasi fossimo al cospetto di un distributore di favori, attento a chi grida meglio il suo nome e tesse davanti a tutti le sue lodi (come gli araldi e i menestrelli di corte di un tempo). E siccome non basta, ci rivolgiamo anche ai "familiari" o ai più stretti collaboratori, i santi, perché a forza di parole facciano passare avanti la nostra causa "che è la più importante di tutte, io ne ho proprio bisogno: con tutto quello che ho fatto per la chiesa, una mano me la vorrà dare, no?". Il Maestro ci ricorda brutalmente che in questo modo rischiamo di costruire la casa della vita sulla sabbia delle illusioni, e la peggior illusione esce proprio da un'immagine distorta di Dio.
"Colui che fa la volontà del Padre mio...": qual è questa volontà? Cosa vuole questo Padre che fatichiamo a capire? Gesù ce lo ha detto: collaborare con Lui all'opera della creazione assomigliando a Lui nel nostro modo di amare. Non esiste un Dio da servire, ma un Padre cui assomigliare nell'amore, un amore che si prende cura del benessere di ciascuno: ecco il Regno, ecco la casa costruita sulla roccia dove ciascuno si sente figlio e vive da fratello, ciascuna si sente figlia e vive da sorella. Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

mercoledì 24 giugno 2020

Buongiorno


Buongiorno mondo! Oggi facciamo memoria della nascita di San Giovanni Battista, ultimo dei profeti e famosissima "vox clamantis in deserto", la voce che grida nel deserto. È vero che Marco ha utilizzato il testo di Isaia spostando la punteggiatura (da "Voce di uno che grida: "Nel deserto preparate...." a "voce di uno che grida nel deserto: preparate..." ), ma resta affascinante comunque quel gridare nel deserto, all'epoca luogo-simbolo del rifiuto di una certa istituzione religiosa, ma anche rifugio per terroristi che combattevano l'invasore (niente di nuovo sotto il sole...mi pare). Non voglio essere irriverente né dissacrare la figura immane del Battista, ma a volte pensando a Lui mi viene in mente quella famosa pubblicità della particella di sodio nella bottiglia d'acqua: "C'è nessuuuuunooooo....?". È il destino di tutte le voci che annunciano la Parola: spesso, al meglio, non vengono degnate di attenzione; al peggio, vengono ridotte al silenzio. Ma vi è anche un'altra realtà, più subdola: pur di non ascoltare la voce al servizio della Parola, si fanno avanti voci che vogliono essere loro stesse parola, che sanno abilmente sostituirsi alla Parola; voci che hanno la pretesa di possedere la Parola. Giovanni insegna che non si possiede la Parola, ma si è posseduti da essa. Siamo solo voci che si fanno eco di una Parola che viene da lontano e sa condurre lontano chi a lei si affida. Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

lunedì 22 giugno 2020

Buongiorno


Buongiorno mondo! Anche oggi la parola del Maestro va dritta al cuore: "Perché guardi la pagliuzza che è nell'occhio del tuo fratello, e non t'accorgi della trave che è nel tuo? Come puoi dire al tuo fratello: Permetti che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio, e tu non vedi la trave che è nel tuo? Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio e allora potrai vederci bene nel togliere la pagliuzza dall'occhio del tuo fratello" (Mt 7,1-5). Non c'è bisogno di spendere tante parole per commentare tale testo. Gesù invita a non cadere nella tentazione che nasce dal cuore del fariseo, ossia il mettersi su di un piedistallo pronti a giudicare tutto e tutti, senza però preoccuparsi di mettere in questione se stessi. Il Maestro invita chi vuole essere dei suoi a non fare il commediante (ipocrita, per i greci, era l'attore teatrale), a non indossare maschere di falso perbenismo e tanto meno a dire che siamo con Lui perché abbiamo ricevuto i sacramenti, perché andiamo in Chiesa, perché siamo impegnati nella catechesi e via dicendo. Ricordiamoci che non saremo misurati per ciò in cui abbiamo creduto, se abbiamo azzeccato la "chiesa giusta" o predicato la "dottrina vera", ma per come avremo vissuto, cercando di assomigliare al Padre nel nostro modo di amare. E per chi deve esercitare l’arte della giustizia chiediamo serenità di giudizio e capacità di discernimento. Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

mercoledì 17 giugno 2020

Buongiorno


Buongiorno mondo! Questo è l'invito che ci viene rivolto dal Maestro: "Guardatevi dal praticare le vostre buone opere davanti agli uomini per essere da loro ammirati, altrimenti non avrete ricompensa presso il Padre vostro che è nei cieli" (Mt 6,1-6.16-18). È un invito forte a liberarci dal demone dell'apparenza, dell'apparire a tutti i costi. L’idolo dell’apparire è una sorta di dio Crono della nostra cultura che cresce i suoi figli con l'idea dell'apparire per esistere e poi se li mangia dopo averli illusi nel tritacarne delle apparenze, delle comparsate che contano, delle varie "isole" che promettono notorietà. La proposta del Maestro tocca invece il cuore dell'esistenza: vivere una vita che non è appariscente ma che, come seme nella terra, genera amore, apre percorsi di giustizia, invita alla solidarietà, lancia la sfida della preghiera, ossia del rinnovare la propria intimità con il Padre mettendo i nostri occhi nei suoi per continuare ad assomigliare a Lui nella pratica del nostro amore. Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona  vita.