giovedì 1 gennaio 2026

Auguri 2026

 Buon Anno 2026


Vorrei porgere a ciascuna e a ciascuno di persona il mio augurio per questo nuovo anno che si apre davanti a noi. Vorrei proprio farlo fisicamente ma per ovvii motivi sono nell’impossibilità di farlo.

Ti auguro di abitare questo nuovo anno da donna e uomo buono, perché la bontà di un anno, di ogni anno, dipende da te, dalla tua bontà. Come dice don Roberto Trussardi, il mio Direttore Caritas, bontà ma non buonismo insulso; bontà che ricostituisce il tessuto della comunità, che ci insegna di nuovo e senza timore a parlare di “noi”.

Ti auguro di abitare questo anno sotto il segno della parola e della parola continuamente scambiata. Siamo immersi in una cultura iperconnessa, usiamo una comunicazione iperveloce ma rischiamo di perdere la comunità: comunichiamo senza comunità. Comunicare non è semplicemente inviare messaggini o post; non è condividere storie su una qualunque social. In quella realtà è più facile non dirsi che dirsi e, di conseguenza, non darsi all’altro. Riprendiamo ad abitare il grembo della parola, l’unico spazio che ci rende veramente umani. 

Ti auguro di abitare questo anno come pellegrino alla ricerca della verità, come viandante che percorre i sentieri della storia di ogni giorno non imponendosi ma proponendosi come compagna e compagno di viaggio.

Ti auguro di abitare questo anno accogliendo con gratitudine l’esperienza del limite, della mancanza che ci caratterizza come umani. Ti auguro di accogliere tutto questo opponendoti alla tentazione di riempire questa mancanza inglobando tutto e tutti, sempre più cose e persone, ma di trasformare il limite da campo di battaglia a spazio di condivisione affinché le ferite della vita divengano feritoie che lasciano passare frammenti di umanità per costruire il nostro futuro non da disperati ma da donne uomini pieni di speranza.

Ti auguro infine di abitare questo anno imparando a coniugare i verbi “servire e coltivare” al posto di “asservire e conquistare” per aggiungere un piccolo filo a quel grande arazzo che si rivelerà essere alla fine quei “cieli nuovi e terra nuova” non solo per pochi ma per tutti, tutti, tutti.

Amica, amico, compagna e compagno di viaggio, coraggiosa e coraggioso che osa fidarsi del felice annuncio di Gesù, il Cristo che tutti tiene e contiene, di cuore e con affetto, Buon Anno e buona vita.

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