mercoledì 24 giugno 2020

Buongiorno


Buongiorno mondo! Oggi facciamo memoria della nascita di San Giovanni Battista, ultimo dei profeti e famosissima "vox clamantis in deserto", la voce che grida nel deserto. È vero che Marco ha utilizzato il testo di Isaia spostando la punteggiatura (da "Voce di uno che grida: "Nel deserto preparate...." a "voce di uno che grida nel deserto: preparate..." ), ma resta affascinante comunque quel gridare nel deserto, all'epoca luogo-simbolo del rifiuto di una certa istituzione religiosa, ma anche rifugio per terroristi che combattevano l'invasore (niente di nuovo sotto il sole...mi pare). Non voglio essere irriverente né dissacrare la figura immane del Battista, ma a volte pensando a Lui mi viene in mente quella famosa pubblicità della particella di sodio nella bottiglia d'acqua: "C'è nessuuuuunooooo....?". È il destino di tutte le voci che annunciano la Parola: spesso, al meglio, non vengono degnate di attenzione; al peggio, vengono ridotte al silenzio. Ma vi è anche un'altra realtà, più subdola: pur di non ascoltare la voce al servizio della Parola, si fanno avanti voci che vogliono essere loro stesse parola, che sanno abilmente sostituirsi alla Parola; voci che hanno la pretesa di possedere la Parola. Giovanni insegna che non si possiede la Parola, ma si è posseduti da essa. Siamo solo voci che si fanno eco di una Parola che viene da lontano e sa condurre lontano chi a lei si affida. Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

lunedì 22 giugno 2020

Buongiorno


Buongiorno mondo! Anche oggi la parola del Maestro va dritta al cuore: "Perché guardi la pagliuzza che è nell'occhio del tuo fratello, e non t'accorgi della trave che è nel tuo? Come puoi dire al tuo fratello: Permetti che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio, e tu non vedi la trave che è nel tuo? Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio e allora potrai vederci bene nel togliere la pagliuzza dall'occhio del tuo fratello" (Mt 7,1-5). Non c'è bisogno di spendere tante parole per commentare tale testo. Gesù invita a non cadere nella tentazione che nasce dal cuore del fariseo, ossia il mettersi su di un piedistallo pronti a giudicare tutto e tutti, senza però preoccuparsi di mettere in questione se stessi. Il Maestro invita chi vuole essere dei suoi a non fare il commediante (ipocrita, per i greci, era l'attore teatrale), a non indossare maschere di falso perbenismo e tanto meno a dire che siamo con Lui perché abbiamo ricevuto i sacramenti, perché andiamo in Chiesa, perché siamo impegnati nella catechesi e via dicendo. Ricordiamoci che non saremo misurati per ciò in cui abbiamo creduto, se abbiamo azzeccato la "chiesa giusta" o predicato la "dottrina vera", ma per come avremo vissuto, cercando di assomigliare al Padre nel nostro modo di amare. E per chi deve esercitare l’arte della giustizia chiediamo serenità di giudizio e capacità di discernimento. Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

mercoledì 17 giugno 2020

Buongiorno


Buongiorno mondo! Questo è l'invito che ci viene rivolto dal Maestro: "Guardatevi dal praticare le vostre buone opere davanti agli uomini per essere da loro ammirati, altrimenti non avrete ricompensa presso il Padre vostro che è nei cieli" (Mt 6,1-6.16-18). È un invito forte a liberarci dal demone dell'apparenza, dell'apparire a tutti i costi. L’idolo dell’apparire è una sorta di dio Crono della nostra cultura che cresce i suoi figli con l'idea dell'apparire per esistere e poi se li mangia dopo averli illusi nel tritacarne delle apparenze, delle comparsate che contano, delle varie "isole" che promettono notorietà. La proposta del Maestro tocca invece il cuore dell'esistenza: vivere una vita che non è appariscente ma che, come seme nella terra, genera amore, apre percorsi di giustizia, invita alla solidarietà, lancia la sfida della preghiera, ossia del rinnovare la propria intimità con il Padre mettendo i nostri occhi nei suoi per continuare ad assomigliare a Lui nella pratica del nostro amore. Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona  vita.

martedì 16 giugno 2020

Buongiorno


Buongiorno mondo! "Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste" (Mt 5,43-48). Con questa esortazione Gesù ci invita a vivere da figli di un Padre che fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. Essere perfetti non è una qualifica divina di tipo filosofico o teologico: è la perfezione dell'amore. È un amore che si rivela non a partire dal merito, ma dal bisogno. Non è un'amore che si merita, ma è il Padre che riempie il nostro bisogno di sentirci amati. Solamente chi  accoglie questo amore gratuito può sperimentarlo e diventarne parte fino ad esserne espressione. Non è facile pensare a questo davanti a chi ha fatto scempio della vita altrui, ma è l'unica strada da percorrere se vogliamo che la nostra umanità maturi e cresca. Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

lunedì 15 giugno 2020

Buongiorno

Buongiorno mondo! Ecco cosa ci ricorda il maestro oggi: "Avete inteso che fu detto: "Occhio per occhio e dente per dente"; ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi se uno ti percuote la guancia destra, tu porgigli anche l'altra" (Mt 5,38-42). Siamo sempre nell'ambito delle Beatitudini, cuore dell'esperienza cristiana. Ci viene detto, insomma, che vivere da figli e fratelli comporta anche la scelta di rifiutare la violenza in ogni sua forma. Che non vuol dire vivere da stupidi o restare pecore mute: anche Gesù al soldato che lo percuoteva gratuitamente chiede il motivo della sua brutalità. Ma c'è di più: sono talmente libero e buono da poter dire a chi mi percuote che la grandezza del suo volermi male non potrà mai essere superiore al mio volergli bene, anche a costo della mia vita. Questo perché mi sento figlio di un Padre che fa sorgere il sole sui buoni e sui cattivi. Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

venerdì 12 giugno 2020

Buongiorno

Buongiorno mondo! Oggi il Maestro, toccando il delicato tema dell'adulterio (cioè il rischio della "cosificazione" dell'altro/a; per il resto papa Francesco ci ha donato AL dove ha detto quanto doveva dire quindi facciamocene una ragione “sine dubia”!) ci ricorda questi duri concetti:" Se il tuo occhio destro ti è occasione di scandalo, cavalo e gettalo via da te: conviene che perisca uno dei tuoi membri, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geenna. E se la tua mano destra ti è occasione di scandalo, tagliala e gettala via da te: conviene che perisca uno dei tuoi membri, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geenna" (Mt 5,27-32). Traduzione: se ti rendi conto che nella tua vita ci sono atteggiamenti, modi di essere e di fare che sono contrari alla vita e a quell’amore che il Padre ti offre e ti chiede di condividere assomigliando a Lui nel tuo modo di amare, anche se in maniera dolorosa, vedi di strapparli via di te, altrimenti corri verso l'autodistruzione, diventando così materiale per la Geenna, ossia la valle che faceva da discarica a Gerusalemme. Di "monnezza" ne abbiamo già tanta, facciamo in modo che non aumenti!. Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.


giovedì 11 giugno 2020

Buongiorno



Buongiorno mondo! Oggi la Chiesa ricorda S. Barnaba, compagno di avventure e di missione di Paolo e del suo caratteraccio (tanto che malgrado l'amicizia, arriveranno a separarsi). Nel testo del vangelo ci viene ricordato che: "Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date".(Mt 10,7-13)

Ai nostri orecchi suona sempre strana e suscita sospetti questa parola (peraltro oggi abusata): gratis. Siamo ormai talmente sospettosi che appena sentiamo la parola "gratis" subito pensiamo: "Dove sono le righe piccole?", nel migliore dei casi, oppure il plateale: "Qui gatta ci cova.... nessuno fa nulla per nulla!". Il fatto di vivere immersi in una cultura che ci bersaglia continuamente di proposte commerciali "gratis con l'asterisco" non ci aiuta a lasciarci provocare dalla parola del Maestro che invita a non farsi possedere dalle cose, o non sentirci padroni nemmeno della vita che abbiamo ricevuto, ma a vivere proprio della gratuità del Padre che si occupa dei figli e quindi a condividere tale gratuità nel nostro stile di vita. Assomigliare al Padre è dispensare gratuitamente se stessi per il bene dell'altro, in ogni caso, senza preoccuparci se il tutto andrà a buon fine. Ricordiamoci della parabola del Padre misericordioso: non ha negato nulla al figlio, non ha chiesto nulla al suo ritorno: nella gratuità ha donato, nella gratuità ha accolto. Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.