venerdì 18 settembre 2020
Buongiorno mondo!
giovedì 17 settembre 2020
Buongiorno mondo!
mercoledì 16 settembre 2020
Buongiorno mondo!
Buongiorno mondo!
Chiamati a discernimento
Lc 7,31-35
In quel tempo, il Signore disse:«A chi posso paragonare la gente di questa generazione? A chi è simile? È simile a bambini che, seduti in piazza, gridano gli uni agli altri così:
“Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato,
abbiamo cantato un lamento e non avete pianto!”.
È venuto infatti Giovanni il Battista, che non mangia pane e non beve vino, e voi dite: “È indemoniato”. È venuto il Figlio dell’uomo, che mangia e beve, e voi dite: “Ecco un mangione e un beone, un amico di pubblicani e di peccatori!”.
Ma la Sapienza è stata riconosciuta giusta da tutti i suoi figli».
"Questa generazione…". Non è che forse siamo proprio noi quella generazione lì?
Noi che non ci accontentiamo mai di nulla?
Noi che sempre e comunque abbiamo di meglio da proporre (purché altri lo facciano… noi no, troppo impegnati!)?
Se qualcuno è contento, anche noi, ma… quello non la racconta giusta.
Se qualcuno è scontento, ma io di più… sapessi cosa è capitato a me…
Insomma, se il metro di riferimento usato da altri esce dall'ultimo millimetro del nostro metro personale, allora non va: nel meglio o nel peggio… io di più!
Entriamo in casa nostra?
Prima la Chiesa era una cittadella arroccata su se stessa, più preoccupata di sé che del Regno. Non va bene ( e grazie a Dio lo si è capito): la Chiesa non esiste per se stessa!
Con il Concilio la Chiesa riscopre il senso del suo esistere alla luce del Vangelo (o quanto meno ci ha provato ed oggi stiamo tornando a posizioni più rassicuranti, più "religiose", malgrado papa Francesco si affanni a spingerci fuori dalle nostre ormai vuote chiese e sacrestie): non va bene. Noi dobbiamo difendere i valori tradizionali: siamo aperti al mondo ma i valori non negoziabili non si toccano.
E potrei andare avanti.
Sorella, Fratello: "La Sapienza è stata riconosciuta giusta da tutti i suoi figli". Questa Sapienza è l'Uomo Gesù di Nazareth. Giusto non per la Legge ma per la capacità di farsi trasparenza di Dio, di quel dio che per secoli abbiamo tirato per la giacchetta affinché potesse dare ragione solo a noi. Già… A Noi! Un grido che fa rabbrividire e che è la negazione di qualsiasi appartenenza al Regno e a qualsiasi sequela del Maestro.
Anche oggi la domanda arriva come appello estremo alla tua libertà: chi vuoi seguire?
Un abbraccio a tutti e a tutte. Buona vita.
martedì 15 settembre 2020
Buongiorno mondo!
lunedì 14 settembre 2020
Buongiorno mondo!
Buongiorno mondo!
La festa del Dio fragile
Gv 3,13-17
In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo:
«Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell’uomo. E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna. Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.
Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui».
Oggi la liturgia propone la Festa dell'Esaltazione della Santa Croce. Festa indigesta, oserei dire. Indigesta perché ripropone l'immagine di Dio che sceglie l'estrema fragilità di uno morto come malfattore infame per consegnarsi nelle nostre mani.
In tempi, come i nostri, in cui assistiamo quasi quotidianamente (e spesso purtroppo in un silenzio che parla di complicità) all'esibizione di aggressività verbale che non riconosce l'alterità e di culto della bieca violenza gratuita che arriva al disprezzo della vita altrui, Dio si propone nell'Uomo della Croce e in Lui ci mostra l'unica autentica via per diventare pienamente umani: la via del dono totale e del perdono gratuito e incondizionato. La "théoria" della Croce è l'unico "spettacolo" in cui Colui che nessuno ha mai visto si mostra in tutta la sua maestà: non è il Dio onnipotente amico dei potenti e dei forti, ma il Dio che si identifica con tutte e tutti coloro che oggi abitano la Croce.
Sorella, fratello: quale Dio vai cercando? Quale Dio vai pregando? Quello che benedice i tuoi successi? Quello che esibisce la sua potenza con gesti spettacolari? Il Dio che ti attende al varco per "fartela pagare"? Non troverai qui il Dio di Gesù. Semmai troverai l'idolo che soddisfa la tua sete di potere, l'idolo che accompagna le tue azioni di forza. Ma sarà sempre un idolo costruito dalle tue mani che ti svuota della vita da dentro, fino a farti diventare nulla.
Se non hai il coraggio di sostare davanti allo "spettacolo" della Croce, allora non potrai intraprendere il cammino che ti rende umano. È il paradosso evangelico: quanto più la violenza bruta della Croce, supplizio che disumanizza, viene trasfigurata dal dono e dal perdono gratuito e incondizionato, tanto più diventerai umano. Umano come l'Uomo della Croce: talmente umano da essere divino.
Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.
venerdì 11 settembre 2020
Buongiorno mondo!
Buongiorno mondo!
Travi e pagliuzze
Lc 6,39-42
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola:«Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutti e due in un fosso? Un discepolo non è più del maestro; ma ognuno, che sia ben preparato, sarà come il suo maestro. Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? Come puoi dire al tuo fratello: “Fratello, lascia che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio”, mentre tu stesso non vedi la trave che è nel tuo occhio? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello».
Parole piene di buon senso quelle che il Maestro ci consegna oggi! Parole di un significato talmente evidente che ogni commento potrebbe risultare superfluo. Credo che la chiave di lettura di questo testo sia da ricercare nelle parole stesse che il Maestro ci ha consegnato ieri: "Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati…". Mi ricordo un proverbio africano: quando punti il dito contro una persona non dimenticare che vi sono almeno tre dita rivolte verso di te.
Il Maestro ci chiede una sapiente cautela prima di esprimerci nei confronti di una sorella o di un fratello. Una cautela che affonda le sue radici nella profonda consapevolezza del proprio essere, delle proprie fragilità, delle proprie vulnerabilità.
Sorella, fratello: viviamo un tempo in cui la tentazione di renderci portatori di verità uniche e indiscutibili è grande. In nome di queste presunte "verità" ciascuno vorrebbe sedersi sullo scranno del giudice e distribuire sentenze e giudizi inappellabili verso coloro che pensano e vivono in maniera diversa. Il peccato non è la differenza di pensiero ma esattamente il contrario: giudicare chi non è in linea, chi non sta dalla mia parte. In questi tempi incontriamo sempre più spesso degli esagitati portatori di verità. Il Maestro ci mette in guardia: chi crede di vedere meglio e più degli altri spesso si rivela un piccolo cieco che conduce dritto dentro un fosso. Ricordiamoci: non possediamo delle verità, ma la Verità possiede le nostre vite, le illumina e ogni giorno si svela a noi gradualmente. Volerla possedere a tutti i costi è ucciderla e negarla. Accoglierla nella fatica del vivere quotidiano è principio di discernimento e di sapienza.
Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.
giovedì 10 settembre 2020
Buongiorno mondo
Buongiorno mondo!
La via dell'umanità
Lc 6,27-38
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«A voi che ascoltate, io dico: amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi trattano male. A chi ti percuote sulla guancia, offri anche l’altra; a chi ti strappa il mantello, non rifiutare neanche la tunica. Da’ a chiunque ti chiede, e a chi prende le cose tue, non chiederle indietro.
E come volete che gli uomini facciano a voi, così anche voi fate a loro. Se amate quelli che vi amano, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori amano quelli che li amano. E se fate del bene a coloro che fanno del bene a voi, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto. Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e la vostra ricompensa sarà grande e sarete figli dell’Altissimo, perché egli è benevolo verso gli ingrati e i malvagi.
Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso.
Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio».
Ieri il Maestro ha delineato, con le Beatitudini, la sua proposta di vita, che Lui stesso vive ogni giorno. Davanti alle Beatitudini tutti dicono: "Molto bello, interessante. Ma cosa vuol dire? Come si vivono poi in pratica queste belle parole?". Ecco, oggi viene fornita una risposta.
La pericope evangelica odierna costituisce una sorta di commento che offre indicazioni pratiche su cosa significa vivere le Beatitudini. Intendiamoci bene: non si tratta di una pia esortazione a fare qualcosa. Il senso ultimo di tali indicazioni pratiche è invitare ad una profonda conversione.
Ecco perché Gesù, quando parla di conversione, non si riferisce alla conversione a Dio ma a un radicale cambiamento delle nostre relazioni. E cosa c'entra Dio? Gesù anche qui offre una risposta ben precisa: il Padre diviene il modello cui guardare per costruire e rinnovare le nostre relazioni. Insomma, Gesù ricorda sempre che a chi intende seguirlo non viene fatta una richiesta di obbedienza a Dio bensì una proposta di "assomiglianza" al Padre: "Siate misericordiosi…". Dunque si tratta di un invito forte ad imparare ad amare come e con Lui perché solo in questo modo realizziamo la nostra chiamata a diventare umani, talmente umani da diventare divini.
Sorella, fratello: la via delle Beatitudini non è una via comoda, ma scomoda e scomodante. Se scegli di imboccarla allora troverai su di essa solamente indicazioni per giungere alla meta: essere capace come il Padre (e il Maestro ce lo ha mostrato senza nascondere nulla, senza trucchi né inganni) di dono totale e perdono assoluto. Qui si cela l'essenza della nostra umanità, come il Creatore l'ha da sempre pensata. È una sfida che ha lanciato a Se Stesso: osare la fiducia nel fatto che possiamo farcela. Una sfida che attende una risposta.
Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.