lunedì 12 luglio 2021

Buongiorno mondo!

Dietro a Lui, come e con Lui


Mt 10,34-11,1

"(… ) chi non prende la propria croce e non mi segue, non è degno di me (…)".


Ogni qualvolta un dolore improvviso, una malattia, un evento drammatico entrano nella nostra esistenza e ci lasciano senza parola allora appare sempre qualcuno all'orizzonte che intona il peana: "Coraggio, è la tua croce; il Signore ti chiede di portarla, non rifiutarti…" e via discorrendo.

Non accetto più questa visione delle cose perché non credo in un Dio che "usi" il mio dolore e la mia sofferenza per farmi guadagnare chissà che.

Quando Gesù parla di croce, parla anzitutto delle nostre resistenza, delle nostre rigidità a camminare dietro a Lui; parla del disprezzo che incontrano coloro che osano la via del Vangelo, così come Lui l'ha sperimentato.

Il dolore, la malattia, la morte, sono compagni fedeli della vita quotidiana. Non vi è un Dio che si diletta a mandarci addosso qualcosa per attirare la nostra attenzione su di sé e far volgere verso di Lui il nostro sguardo angosciato e il nostro grido di dolore: Gesù non crede e non annuncia un Dio così.

Ma, vivendo con i suoi discepoli, conosce bene il cuore dell'uomo. Lui sa quanta fatica facciamo e in quanti modi possiamo annacquare il vino del Vangelo quando le critiche ci piovono addosso e persino gli amici cominciano a prendere il largo perché ci ritengono "fuori di sé". C'è passato Gesù, ci passeranno i suoi.

La croce è l'impegno e la fatica quotidiana di vivere con gioia il Felice Annuncio e farcene, malgrado tutto, portatori. E non siamo soli! Gesù chiede di portare la croce dietro a Lui: egli porta la parte più pesante, noi camminiamo dietro di Lui col resto. Qui sta il nostro "essere degni", cioè la nostra dignità umana, talmente umana da essere divina.

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

venerdì 9 luglio 2021

Buongiorno mondo!

Agnelli e lupi


Mt 10,-16-23

"In quel tempo, disse Gesù ai suoi apostoli: «Ecco: io vi mando come pecore in mezzo a lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe (…)".



A differenza del tempo e dei luoghi in cui Gesù ha vissuto, oggi vediamo raramente degli agnelli, salvo chi ha la fortuna di assistere al passaggio delle greggi che si recano in alpeggio, come dalle mie parti.

In una cultura come quella d'Israele l'agnello è tutto: è l'animale mite che ti offre tutto. Ti offre cibo e vestito quando è in vita e si fa cibo e vestito anche in morte. Trovo stimolante questo fatto: in vita l'agnello ti dà, in morte si dà, realizzando pienamente ciò che è.

Il Maestro lo propone come icona divina ai suoi: l'agnello rappresenta quel Dio tutto dono che Gesù annuncia, un Dio che per fermare il male dei lupi lo trattiene, lo porta su di sé invece che rimandarlo raddoppiato.

Noi oggi condividiamo la stessa missione di Gesù che è l’agnello di Dio che toglie il male del mondo. È la missione dell’amore che si fa carne, è la missione di un amore quotidiano, concreto, che si scontra col male e lo vince, lo vince come fa l’agnello.
Ecco in quale modo oggi siamo presenti in mezzo all'umanità.

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

giovedì 8 luglio 2021

Buongiorno mondo!

Compagni di strada


Mt 10,7-15

"Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino (…)"



"Strada facendo", Baglioni a parte, significa "camminando". Camminare può essere inteso in un senso più estensivo come il vivere, il camminare con gli altri (d'altra parte, come ha vissuto la sua esistenza il Maestro? Sempre in cammino ma sempre con, in mezzo alle persone, trovando tempo per ciascuno). L'invio da parte di Gesù è dunque una realtà dinamica, fatta di annuncio/parola ma soprattutto di vita (sono inviati a prendersi cura della vita).
Quella che chiamiamo salvezza non è una sorta di pacchetto che arriva via internet con la posta! È invece comunicazione, parola che si prende cura della vita, un annuncio che si diffonde con il proprio stile di vita camminando con l'umanità tutta.

E il contenuto ("il regno dei cieli è vicino") indica una realtà che è già qui, ora. Dovremmo poter annunciare con il nostro modo di vivere, con le nostre scelte evangeliche, che il Regno di Dio, il Dio di Gesù, è qui fin da ora e chiede di essere accolto. Non è una realtà passata da commemorare, né un futuro utopico da sperare: è qui, ora, in questo momento in cui tu leggi queste parole.
È lo sguardo della fede che impegna il presente e apre al futuro. Non è lo sguardo della religione che si volge con nostalgia al passato.

Il Regno dei cieli è la sostanza di Dio che si espande nella storia e ci chiede di fare spazio perché fare spazio a Lui è fare spazio alla vita e alla vita in abbondanza.

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

mercoledì 7 luglio 2021

Buongiorno mondo!

Storia e storie


Mt 10,1-7

" (…) I nomi dei dodici apostoli sono: primo, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello; Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello; Filippo e Bartolomeo; Tommaso e Matteo il pubblicano; Giacomo, figlio di Alfeo, e Taddeo; Simone il Cananeo e Giuda l’Iscariota, colui che poi lo tradì (…)".


La storia, nella tradizione biblico-ebraica, non si trasmette, come per noi, attraverso date, ma con nomi. Genealogie, liste di nomi per narrare la storia, gli eventi, gli accadimenti che hanno segnato la vita di un popolo.

Così anche Matteo ci consegna una lista di nomi per narrare il messaggio del Maestro. Nomi che noi oggi conosciamo, di cui sappiamo pochissime cose; nomi che sono tracce di storie personali. Storie che hanno incrociato la via del Maestro, storie di uomini e donne (anche se nella lista ufficiale non vengono menzionate: il Maestro è "asceso" e già i primi insegnamenti vengono "scordati"…) che hanno accettato la folle proposta di osare l'annuncio del Regno, ossia di dire Dio in maniera diversa, di annunciare un Dio "fuori dalle righe" rispetto a quanto ricevuto fino ad allora.

Il Maestro ha messo insieme un gruppo dove la convivenza non era una realtà ovvia. Come mettere d'accordo l'odiato esattore con il fanatico zelota? Come far vivere per il Regno i focosi nazionalisti Boanerghes con il sottile Tommaso? Gesù ha faticato non poco stando dentro le loro resistenze, ottusità, chiusure e anche rinnegamenti e tradimenti atroci, quelli che farebbero spegnere ogni speranza e fiducia nell'altro. Eppure la sfida del Regno, quell'osare un Dio altro, quel decidersi per il Dio di Gesù ha dato loro il coraggio di dirsi a noi e di proporci di osare lo stesso.

Il Regno non ha un ufficio anagrafe perché non rilascia patentini di appartenenza. Il Regno narra storie di donne e uomini che con il loro stesso nome/storia annunciano il Dio di Gesù, un Dio altro, un Dio che fa nuova ogni storia.

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

martedì 6 luglio 2021

Buongiorno mondo!

Compassionevoli

Mt 9,32-38

" (…) Vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore (…)".



La compassione, nella realtà biblica, è una delle caratteristiche esclusive di Dio. Avere compassione, infatti, per Dio non è semplicemente confortare, dare una parola di incoraggiamento o una pacca sulle spalle.

La compassione divina nasce nelle viscere materne di Dio stesso e si fa azione concreta per eliminare ciò che causa sofferenza alle sue figlie e ai suoi figli. È come se Dio tirasse a sé, dentro di sé chi è ferito, schiacciato, in cerca di vita e lo curasse con tutta la forza della vita che promana da Lui stesso, per ridare vita a tutte e tutti coloro che sono "stanchi e sfiniti".

Ecco quale volto divino ci sta mostrando oggi Gesù. E invita a suoi a pregare affinché ogni donna e ogni uomo sulla terra diventi capace di tale compassione. Gesù si rende conto che l'umanità ha bisogno di persone che come Lui e con Lui mostrino quella compassione divina capace di sanare e vivificare l'umanità stessa. Il Maestro chiede "compagni" per questo: persone capaci non solo di dare pane, ma di farsi pane, un pane che ha il gusto della compassione divina.

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

lunedì 5 luglio 2021

Buongiorno mondo!

Lembi del Suo mantello


Mt 9,18-26

"(…) Ed ecco, una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni, gli si avvicinò alle spalle e toccò il lembo del suo mantello. Diceva infatti tra sé: «Se riuscirò anche solo a toccare il suo mantello, sarò salvata». Gesù si voltò, la vide e disse: «Coraggio, figlia, la tua fede ti ha salvata». E da quell’istante la donna fu salvata (…)".


Mt rende più "spiccio" il racconto che prende da Marco, ma anche lui ci dona questo particolare della donna che tocca il "mantello" di Gesù.

Mi piace pensare che questo "mantello" rappresenti l'umanità di Gesù, è il suo "vestito" da uomo che ci comunica lo sguardo vitale di Dio.

La donna si avvicina "alle spalle" di Gesù. Nella tradizione biblica Dio non poteva essere visto; Mosé stesso godrà del privilegio di vedere Dio "di spalle", perché chi vede Dio è destinato a morte.
Ora invece qui Gesù si volta e dona alla donna lo sguardo del Dio che risana.
In Gesù Dio si lascia toccare e vedere. E questo per ridare vita ai suoi figli che sono nella sofferenza.

Ecco il compito che Gesù lascia ai suoi, a noi oggi: manifestare questo sguardo divino che comunica vita, che si occupa e preoccupa del bene dell'umanità, che si mette all'opera perché ogni donna e ogni uomo siano felici.

Come Elia passò il mantello a Eliseo, Gesù ha passato il suo mantello a noi perché chi ci incontra possa ricevere da noi vita e vita in abbondanza.

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

venerdì 2 luglio 2021

Buongiorno mondo

Il Dio degli "sbagliati"



Mt 9,9-13

(…) Udito questo, disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate a imparare che cosa vuol dire: "Misericordia io voglio e non sacrifici". Io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori».



Il testo e il suo significato è noto e non avrebbe bisogno di tante parole per essere commentato (sebbene oggi una certa parte di cristiani cattolici ponga sul testo una serie di "ma", "però", "sebbene", sì, ma, …: va bene: c'è chi oggi è più Gesù di Gesù stesso, quelli e quelle del "noi sappiamo").

Che "cura" propone Gesù a coloro che sono considerati "malati" e quindi esclusi (da tutti e da Dio)?

La prossimità, il restare vicino, il prendersi cura delle parti più fragili e deboli del corpo.

Noi normalmente le "mele marce" le mettiamo fuori dal cesto. Gesù sceglie di stare con loro, senza pregiudizi, senza "indici puntati": così come sono.

In questo modo ci dice qualcosa del suo Dio: non è il Dio dei giusti, non è quello dei perfetti, non è quello della sicurezza della legge e della religione. È il Dio di quelli "sbagliati", di quelli che noi lasciamo volentieri "fuori" e possibilmente "più lontano possibile", a "pascolare i porci".

Che bisogno può avere il giusto, il perfetto, di Dio? Ha bisogno di un Dio che certifichi la sua bontà e la sua perfezione.

Il Dio di Gesù sceglie invece chi ha bisogno di sentirsi amabile e quindi amato. Sceglie colei/colui cui offrire una ennesima possibilità per ricominciare rispetto a chi non ne ha bisogno perché già si sente arrivato ed è in attesa del "giusto premio".

Io ho fatto la mia scelta. Auguri per la vostra.

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.