Buongiorno
mondo! Alla folla che lo seguiva, per i motivi più svariati, il Maestro lancia
questa sfida: "Ipocriti! Sapete giudicare l'aspetto della terra e del
cielo, come mai questo tempo non sapete giudicarlo?" (Lc 12,54-59). È una
richiesta perentoria di discernimento e di scelta. Con Lui non si può restare
alla finestra, non si può dire: "Si...ma", non si restare con il
piede in due scarpe. In altre parole, questo per il Maestro è tempo di scelte,
di prendere posizione, di non nascondersi dietro quei mille "si è sempre
fatto così", dietro quella falsa obbedienza che è riverente ma non
rispetta e non aiuta a crescere, dietro il paravento di una religione che
assurge a pia pratica senza nulla toccare dei miei "buoi, campi o
affari" che siano. È tempo di capire che il Regno sta crescendo e che
niente lo può arrestare: non sarà eccelso come un "cedro del Libano",
sarà solo un "arbusto di senape", ma cresce, si espande, tocca i
cuori e trasforma vite. Non è quindi più il tempo del Gesù come Dio, ma del Dio
come Gesù. È il tempo della novità coraggiosa, della fraternità che nasce
dall'accogliere un Dio che mi offre se stesso e mi chiede di entrare in una
relazione nuova con Lui talmente forte da poter cambiare la mia relazione con
gli altri. È il tempo dell'amore gratuito, del perdono offerto perché ricevuto,
del servizio che sostituisce il potere, della condivisione generosa che prende
il posto del possesso sfrenato, della giustizia che nasce dalla misericordia. È
il tempo del Regno. Qui stanno le uniche e autentiche "sentinelle":
coloro che scrutano i segni dei tempi e indicano la direzione del Regno con
fiducia e coraggio, e non corrono a chiudere porte, a innalzare bastioni, ma
invitano ad entrare senza paura alla festa del Regno. È tempo di comprendere,
con papa Francesco, che non siamo “in un’epoca di cambiamenti, ma in un
cambiamento d’epoca” e a questa nuova epoca dobbiamo “rendere ragione della
nostra speranza”. Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.
venerdì 25 ottobre 2019
giovedì 24 ottobre 2019
Buongiorno mondo
Buongiorno
mondo! A tutti coloro che pensano al Gesù biondo, con occhi azzurri, bello,
slanciato, capace di affascinare con la sua parola ma senza cambiare nulla, un
Gesù alla Renan per intenderci; a tutti coloro che vedono un Gesù che non cerca
conflitti, che parla dolce e sommesso, che non fa mai del male a nessuno, che
passa nella storia lasciando uno stomachevole profumo di falsa pace e falsa
giustizia; a tutti coloro che considerano Gesù e il suo stile di
vita/messaggio come qualcosa di alienante, fatto per addormentare le
coscienze, incapace di chiamare a libertà, propugnatore di un immobilismo
irenico; a tutto coloro che hanno ridotto il messaggio del Maestro
omogeneizzandolo in un'accozzaglia di semplici suggerimenti spirituali e di
ordinati regolamenti morali volti a far crescere una perfezione spirituale
fondata sul merito; a tutti coloro che hanno annacquato il buon vino del
Vangelo, preferendo l'acqua marcia delle proprie cisterne rinsecchite; a tutti
coloro che hanno fatto del potere di insegnare un bastione per tenere fuori chi
non si allinea; a tutti coloro che hanno fatto dell'amore del Padre non un
amore che abbraccia per liberare, ma una stretta mortale che soffoca e non
comunica vita, a tutti costoro e a tanti altri, oggi il Maestro parla così:
"Sono venuto a portare il fuoco sulla terra; e come vorrei che fosse già
acceso! C'è un battesimo che devo ricevere; e come sono angosciato, finché non
sia compiuto! Pensate che io sia venuto a portare la pace sulla terra? No, vi dico,
ma la divisione. D'ora innanzi in una casa di cinque persone si divideranno tre
contro due e due contro tre; padre contro figlio e figlio contro padre, madre
contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro
suocera" (Lc 12,49-53). Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.
mercoledì 23 ottobre 2019
Buongiorno mondo
Buongiorno
mondo! Anche oggi il Maestro ci invita a tenere gli occhi bene aperti e
soprattutto a non lasciarci ingannare. "Anche voi tenetevi pronti, perché
il Figlio dell'uomo verrà nell'ora che non pensate" (Lc 12,39-48). Non
sono parole usate dal Maestro per creare un clima di terrorismo psicologico, o
per orientare l'esistenza verso l'alienante attesa di un "aldilà" che
fa di tutto per guastarmi "l'aldiquà", che diventa la famosa
"valle di lacrime" dove sguazzano i predicatori del "soffri che
Dio è contento, accetta tutto e domani sarai premiato". Mi vengono in
mente i tre "amici" di Giobbe: a volte le persone pie, sostenute da
un certo pensiero teologico, sono come le sanguisughe: più ti si attaccano, più
ti svuotano facendoti credere il contrario. L'invito del Maestro è di stare
pronti a non lasciare cadere nessuna delle occasioni in cui si manifesta la sua
presenza. Occasioni che spesso e volentieri vanno al di là dei nostri criteri,
dei "paletti" che ci fanno dire "qui Dio c'è, là no!". È
un'apertura totale, continua, senza tempo, come quella del Padre che ogni
giorno scrutava la strada in attesa del ritorno del figlio, fino al giorno in
cui la sua continua attesa fu riempita e "lo vide da lontano... e corse ad
abbracciarlo". È lo scrutare giorno dopo giorno con occhi attenti la
storia, le persone, gli eventi, gli incontri per potervi scorgere quella
presenza che comunica vita e invita e invia a fare altrettanto. È camminare con
Colui che "ha posto la sua tenda in mezzo a noi" per potersi muovere
più liberamente, senza l'ingombro di un tempio che diventa casa chiusa,
barriera che separa, muro che impedisce l'accesso a chi non possiede i requisiti
"di sana e santa religione". È il Dio-con-noi, che cammina in mezzo a
noi, che ci invita sempre ad andare oltre. Un abbraccio a tutte e a tutti.
Buona vita.
martedì 22 ottobre 2019
Buongiorno mondo
Buongiorno
mondo! Oggi il Maestro ci ricorda di stare " pronti, con la cintura ai
fianchi e le lucerne accese" (Lc 12,35-38). Noi cristiani non siamo gente
seduta, "da salotto"; non siamo pantofolai che amano la tranquillità,
che non rompono le scatole, che se ne stanno tranquilli, evitando di creare
problemi. Siamo gente in cammino, sempre pronti ad accorrere là dove si alza il
lamento dell'uomo ferito, sempre pronti a far luce là dove le tenebre tengono i
fratelli e le sorelle prigionieri dell'ignoranza, della supponenza, del
bigottismo, di una religione che non apre i cuori, ma che suscita solo paure e
timori. Siamo uomini e donne che si lasciano trasportare dal soffio dello
Spirito, per ridare ossigeno a chi boccheggia perché escluso e rifiutato. Siamo
uomini e donne che non hanno "nidi o tane" in cui rinchiudersi per
lasciare fuori l'altro, ma uomini e donne che hanno fatto del mondo e della
storia la loro casa. Una casa in cui il quadro più bello è il volto del Padre
che risplende nel nostro volto, ferito, fragile, magari ammaccato, ma amato da
Colui ci vede sempre "arrivare da lontano" e ci abbraccia con
tenerezza e amore. Siamo perenni viandanti, sempre in cerca di verità e di
bellezza; quella verità e quella bellezza nascoste nei solchi della storia,
nelle rughe degli eventi, nei cuori dei fratelli e delle sorelle che, con noi e
come noi, camminano seminando senza paura vita, pace, giustizia. Insomma, siamo
sempre "pronti". Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.
lunedì 21 ottobre 2019
Buongiorno mondo
Buongiorno
mondo! Il Maestro ci mette ancora in guardia: "Guardatevi e tenetevi
lontano da ogni cupidigia, perché anche se uno è nell'abbondanza la sua vita
non dipende dai suoi beni" (Lc 12,13-21). Il Maestro era circondato da
persone che, come i farisei e i ricchi sadducei, si erano notevolmente
arricchite sfruttando il popolo, soprattutto le sue fasce più deboli, in barba
alla Torah che pur dicevano di osservare. Il loro attaccamento al
denaro, a "mamona", li porterà a farsi beffe di Gesù stesso e
del suo messaggio. Il richiamo del Maestro arriva dritto al cuore della nostra
cultura, così impregnata di una finanza che affonda le sue fauci nelle carni
dei poveri, imponendo uno stile di vita dove il possesso sfrenato sembra davvero
il fine ultimo dell'esistenza. La logica del Regno invece ci parla di
condivisione generosa delle risorse, di attenzione al bene comune, di una
solidarietà tale per cui "nessuno sia bisognoso" in mezzo a noi. Gesù
non critica il denaro in sé bensì il fatto che non siamo utilizzatori del
denaro ma servi dello stesso. Come sempre la domanda resta: dove ho posto il
mio cuore? A chi voglio assomigliare nel mio modo di vivere: al Padre che si
occupa dei suoi figli o a "mamona", il dio che si prende la vita di
coloro che a lui si affidano? Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.
venerdì 18 ottobre 2019
Buongiorno mondo
Buongiorno
mondo! " Il Signore designò altri settantadue discepoli e li inviò a due a
due avanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi" (Lc 10,1-9).
È un chiaro segnale che le cose stanno cambiando, che Israele non sarà più la "segullah"
di Yavhé, la sua proprietà ma proprio personale, quella che si guarda con
quell’occhio di riguardo che non si usa verso nessun altro e nessun altra cosa.
I settantadue sono il segno che il Regno si apre ad ogni uomo e ad ogni donna senza
distinzioni (72 erano le nazioni citate nel Genesi che indicavano la
popolazione dell'intero orbe terracqueo, secondo le credenze dell'epoca). È
finito il tempo in cui un unico popolo sta nelle grazie di un Dio che chiede di
sterminare il pagano. Inizia il tempo del Regno, dove Dio non è più padrone ma
Padre; dove questo Padre non chiede di obbedire a una serie di precetti, ma di
accogliere un amore che è regalato non per merito ma per i nostri bisogni, dove
la nostra miseria è la misura della sua misericordia, dove accogliendo questo
amore ci viene chiesto di assomigliare a Lui che "fa piovere sugli
ingiusti e sui giusti".È un Regno che non conosce esclusioni di sorta, un
Regno dove l'essere figli è verificato dal vivere in fraternità, dove la
presenza di Dio ormai passa dall'umanità di Gesù che chiede a noi di fare
altrettanto. Non siamo chiusi in sacrestia, non stiamo ben seduti in chiesa,
non restiamo impantanati nei nostri begli uffici curiali come quasi fossimo
"addetti allo sportello del buon Dio", o peggio ancora, addetti alla
"cassa del tempio"!. Siamo mandati fuori, nel mondo, a dire e ridire
la novità del Regno che cresce in mezzo a noi. Un abbraccio a tutte e a tutti.
Buona vita.
giovedì 17 ottobre 2019
Buongiorno mondo
Buongiorno mondo! "Guai a voi, che costruite i sepolcri dei profeti, e
i vostri padri li hanno uccisi" (Lc 11,47-54). Con queste parole il
Maestro denuncia la situazione che ha vissuto Israele i cui dottori della Legge
hanno tappato la bocca a chi voleva aprire gli occhi al popolo per riportarlo
al cuore dell'Alleanza, mettendo così a rischio il potere acquisito dai sacerdoti
e dal loro codazzo. Lo stesso rischio lo corre anche la comunità cristiana
quando si adagia e assume uno stile di vite che non rompe le scatole a nessuno:
vivi e lascia vivere, sembra essere il motto di tante comunità cristiane di
oggi. In tale situazione, le voci che si levano fuori dal coro non sono
gradite: signori profeti, qui da noi siete pregati di astenervi. Noi stiamo
bene così: siamo fedeli al culto, facciamo un po' di carità, siamo ossequiosi
verso i nostri sacerdoti (almeno davanti, poi quando siamo al bar magari
qualche critica si fa, però a fin di bene eh....!), mastichiamo giusto un po'
di preghiera (ai funerali io vado sempre), insomma non ho rubato (vabbé,
qualche cosa in nero qualche volta, ma questo non è rubare, è impedire ad uno
Stato esoso di pigliarsi proprio tutto e non rendermi niente), non ho ammazzato
(con le armi sicuramente no... e con le parole? Ma cosa vuol dire, padre,
qualche pettegolezzo, ma sa son cose che dicono tutti, e poi è lì sotto gli
occhi, dai, non faccia finta di non sapere, di quella situazione ne parlano
tutti! e poi che roba: uccidere con le parole, ma padre, non le sembra di
esagerare, perché anche lei avrà qualche difetto, no? ogni tanto scappa una
critica, ma sempre a fin di bene nèh!). Ecco: dove è finita la forza dirompente
e liberante dell'evangelo, il fuoco delle parole del Maestro? Siamo diventati
più simili a impresari di pompe funebri che non seminatori di speranza, e chi
osa risvegliarci viene messo a riposo o rischia, come il Maestro, di passare
per uno "fuori di sé". Le nostre comunità sono troppo piene di tombe
di profeti, di persone che con la loro vita ci hanno invitato a conversione, a
uscire dalle nostre inerzie e apatie, a ridare vigore al vangelo. Usciamo da
tutto questo e smettiamo di portare fiori su queste tombe: il Regno di Dio è in
mezzo a noi. Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.
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