Buongiorno
mondo! Zaccaria ed Elisabetta. Dove trovarne due così? La crème
dell'espressione religiosa del tempo: lui sacerdote, lei addirittura
discendente di Aronne (Lc 1,5-25). Dove vuoi trovare un "terreno" più
adatto per piantare il seme della parola? Eppure... eppure... occorre
retrodatare un noto proverbio: l'abito non fa il monaco. Zaccaria, al momento
della massima "vicinanza" all'Altissimo, durante l'offerta
dell'incenso, si vede recapitare un messaggio direttamente "dai piani
alti". Ma non sempre la religione apre alla fede. Anzi, spesso e
volentieri diventa un ostacolo, crea resistenza perché la religione ha bisogno
di stabilità, di regole ben precise, pressoché immutabili, mentre la fede è
"sbarrazzina", apre strade nuove, indica percorsi alternativi, cerca
nuove vie per comunicare significati di prossimità, di "parola", di
umanità che vuole crescere. Ecco: Dio tenta ancora una volta di far partire il
dialogo con chi dovrebbe, in teoria, essere in vantaggio, capire prima le cose,
muoversi prima. Purtroppo constatiamo che così non è: per questo da Gerusalemme
occorre spostarsi a Nazareth; lì, forse, tra il popolo, qualcuno accoglierà la
sfida del fidarsi, della fede, della fiducia in colui che non ama incensi e
sacrifici, ma cuori disposti ad aprirsi al dono della vita, dell'amore, della
gratuità. Una gratuità che dice ancora una volta che la misura della sua
misericordia non sono i "meriti" (Zaccaria) ma i bisogni (Maria)! Un
abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.
giovedì 19 dicembre 2019
mercoledì 18 dicembre 2019
Buongiorno mondo
Buongiorno mondo! Oggi la Parola del Vangelo riporta questa espressione:
"..la vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato
Emmanuele", che significa Dio-con-noi..." (Mt 1,18-24). Mi pare che l’evangelista
ponga l'accento sul fatto che Maria, con la sua disponibilità che nasce dal
fidarsi e affidarsi alla Parola, rende possibile la presenza non tanto del Dio
Altissimo, irraggiungibile, lontano da tutto e da tutti, che guarda quasi
annoiato dall'alto, ma del Dio-con-noi. Un Dio che in Gesù sceglie l'umanità
per costruire e portare avanti il suo progetto, ossia schiuderci la possibilità
di essere come Lui. Non dunque “onnipotenti”,
come qualcuno vorrebbe, ma Omni-amanti, Misericordiosi, generatori e
generatrici di vita. È un Dio che sceglie deliberatamente di essere-con-noi,
cioè di esserci, sempre, comunque e dovunque, di farsi compagno di strada; non
solo di condividere con noi un pane, ma addirittura di farsi pane e insegnarci
a diventarlo noi stessi. Questi è il Dio-con-noi. E noi, con Maria, ci mettiamo
in strada per costruire con Lui spazi per una Presenza che non annulla l'uomo,
ma ne esalta le capacità e offre una vita che va al di là di qualsiasi
aspettativa o immaginazione. Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.
martedì 17 dicembre 2019
Buongiorno mondo!
Buongiorno mondo!
Oggi il Vangelo ci propone la lettura della genealogia di Gesù nella versione
di Matteo (Mt 1,1-17). Questo testo suscita reazioni un po’ diverse: in chi
ascolta si percepisce il disorientamento davanti a questa teoria di nomi che,
fatta salva qualche eccezione, ai più non dice nulla o quasi. Al povero prete
che deve magari farci il pensierino del giorno a Messa sale un po’ di ansia
perché... “che dico?”. Quando Matteo la propone ai suoi ascoltatori sa di
trovarsi di fronte gente che le scritture le conosce a menadito (come noi,
vero?) e proprio per questo comincia con la genealogia a preparare il terreno
per quello che sarà lo “scandalo Gesù”.
Dunque, Matteo
deve introdurre questo personaggio Gesù presso i suoi ascoltatori e quindi lo
inserisce nel contesto della storia della salvezza, facendo loro, però, rizzare i capelli. Nella sua linea
genealogica Matteo inserisce quattro donne (stranamente, perché era solo l’uomo
a generare, mai la donna) e quattro donne di costumi, diciamo con un eufemismo,
piuttosto allegri. Tamar, che fece un figlio con il padre del marito defunto;
Racab, che esercitava la professione in maniera regolare (il cui nome, tra
l'altro, ha un significato che è tutto un programma!); ha tanto ribrezzo per
Betsabea, la donna di cui si era invaghito Davide e che da lei è stato ben
corrisposto, che la nomina come “quella di Uria”; infine la “delicata” Rut (e
lasciamo stare il salto storico che l’autore le fa compiere) che così, senza
aver fatto nulla, al mattino si sveglia nel letto di Booz che si chiede “Chi è
mai questa?”, e Rut era incinta. Mah… potenza della vita! Alla fine arriva anche
Maria, che ha la “fortuna” di chiamarsi con l’unico nome poco amato nella
Bibbia: Myriam, come la sorella di Mosé, colpita dalla lebbra per aver
“tramato” contro il fratello (ma gli autori sono maschi e la storia è letta
esclusivamente con occhi maschili…). Ecco in quale modo Matteo inserisce Gesù
nella storia: una storia non di santità, ma di piena e povera umanità, nella
quale Egli entra non per castigare ma per portare vita e salvare. Già a partire
dalla genealogia Matteo ci mostra che Colui-che-viene è per i “malati e non per
i sani” e che questo atteggiamento mostra il volto di un Dio che si accosta
all’uomo come PadreMadre. Credo sia un invito a non giudicare troppo
frettolosamente le nostre “storie”, le “storie” in cui siamo o quelle che ci sfiorano.
In ultima analisi Matteo ci sta dicendo che la misericordia di Dio sa scrivere
diritto anche su quelle che noi consideriamo righe storte e che volentieri
butteremmo nella monnezza. Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.
lunedì 16 dicembre 2019
Buongiorno mondo!
Buongiorno
mondo! Gesù entra in azione e subito l'autorità religiosa apre le danze del
sospetto: "...entrato Gesù nel tempio, mentre insegnava gli si
avvicinarono i sommi sacerdoti e gli anziani del popolo e gli dissero: «Con
quale autorità fai questo? Chi ti ha dato questa autorità?» (Mt 21,23-27). Già,
mentre la preoccupazione di Gesù è quella di rivelare il volto di un PadreMadre
che ama,la preoccupazione dell'autorità è sempre rivolta all'ossequio della
legge dei padri, unico mezzo idoneo a tenere sotto controllo il popolo e a
"spremerlo" in nome di Dio. Ogni volta che la novità del Regno si
affaccia nella vita degli uomini, le autorità reagiscono cercando tutti i mezzi
possibili per "limitare" i danni e "normalizzare" la
situazione. I ritorni nostalgici al passato, religioso e politico, cui stiamo
assistendo, il creare ad arte paure e sospetti, l'opporsi in continuazione a
tutto ciò che renderebbe la vita dell'umanità più bella e più umana, ci dicono
che il Regno "soffre ancora violenza" e chiunque vuole viverne la
libertà e la giustizia che lo caratterizzano viene guardato con sospetto,
insinuando, calunniando, isolando e via discorrendo. Come sempre il Maestro
invita a scegliere, a schierarsi: in quale parte del campo vogliamo stare? Con
gli attuali "sacerdoti e anziani" maestri del sospetto, o vivere da
figli nel Figlio? Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.
venerdì 13 dicembre 2019
Buongiorno mondo
Buongiorno
mondo! Il Battista digiuna: è indemoniato! Il Figlio dell'Uomo mangia e beve: è
uno sregolato che non si sa controllare! (Mt 11,16-19) Quando non si vuol
cambiare nella vita, quando non si vuol abbandonare il "comodo" (si
fa per dire) rifugio della religione, tutte le scuse diventano buone. Quando la
proposta del Maestro arriva dritta al cuore, quando Egli smaschera le nostre
connivenze silenziose con le forze di morte che vogliono sfruttare e umiliare
la nostra umanità, anche quando queste forze provengono dalla stessa
istituzione religiosa, qualunque essa sia, anche noi ci associamo al coro:
"Sei uno sregolato, non capisci come va il mondo, vai a predicare ai
pescatori in Galilea che è meglio, torna nel tuo villaggetto di cafoni!".
La religione dissociata dalla fede diventa una sorgente feconda di disumanità:
imprigiona l'uomo impedendogli di crescere, di sviluppare tutta la sua
potenzialità, riducendolo a un omuncolo dedito all'obbedienza cieca in nome di
Dio. Non è questo che è venuto a portare il Figlio dell'Uomo, e noi dovremmo
saperlo. Non ci resta, una volta ancora, dunque, che deciderci: non possiamo
tenere il piede in due scarpe. Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.
giovedì 12 dicembre 2019
Buongiorno mondo
Buongiorno mondo! Pur riconoscendo la grandezza del Battista, il Maestro
mette comunque le cose bene in chiaro: "tra i nati di donna non è sorto
uno più grande di Giovanni il Battista; tuttavia il più piccolo nel regno dei
cieli è più grande di lui" (Mt 11,11-15). Per quanto "grande"
Giovanni Battista appartiene ancora al mondo della religione, dove l'osservanza
della legge e del comandamento garantisce l'attenzione di Dio nei nostri
confronti, così come l'inosservanza ci rende certi della sua ira, pronta a
scatenarsi sulle nostre teste di peccatori incalliti. La proposta di Gesù va
esattamente dell'altra direzione: dalla religione alla fede, ossia non più un
Dio da temere e a cui obbedire, ma un PadreMadre da cui lasciarsi amare e con
cui amare e far crescere la vita nelle relazioni umane che coltiviamo. Anzi,
più umanizziamo le relazioni, vivendo la proposta di Gesù espressa nelle
Beatitudini più rendiamo divina la nostra esistenza. In altre parole: amando
con Gesù e come Gesù assomigliamo al PadreMadre che vuole la nostra felicità e
piena realizzazione nella vita. Giovanni è stato un grande, ma la
"piccolezza" di chi vive le Beatitudini supera di gran lunga tale
grandezza. In quale gruppo vogliamo stare: nei nostalgici di Giovanni, o nella
novità della buona notizia del Maestro?. Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.
mercoledì 11 dicembre 2019
Buongiorno mondo
Buongiorno
mondo! Nel suo percorrere la vie della Palestina il Maestro si è spesso
imbattuto o ha cercato di proposito coloro che l'istituzione religiosa, in nome
della Legge, emarginava ed escludeva da una relazione filiale e salvifica con
Dio. A tutte e a tutti costoro ha dato una parola di speranza, ha rivolto loro
un gesto di vita e di amore, spesso reintegrandoli in quella società dalla
quale, in nome di Dio e per dare a Lui gloria, erano stati esclusi. Ecco le
parole che a questi umiliati dalla religione Gesù rivolge: "Venite a me,
voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. Prendete il mio
giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e
troverete ristoro per le vostre anime. Il mio giogo infatti è dolce e il mio
carico leggero". (Mt 11,28-30)
Tre
sono gli inviti che Gesù ci fa pervenire.
“Venite a me,
voi tutti che siete affaticati e oppressi”, primo appello. È diretto a tutte e
tutti coloro che sentono la religione come un peso, che vivono oppressi da
norme e dottrine che impediscono loro di percepire la gioia della salvezza. Se
si incontrano in modo vitale con Gesù, sperimenteranno un ristoro immediato. È
come uno che sta correndo e deve fermarsi a riprendere fiato: ecco, Gesù
diventa il respiro che fa rifiatare, che riempie i polmoni di aria nuova, che
fa uscire da quell’aria asfittica, a volte troppo satura di “incensi vari”, che
impedisce di respirare.
“Prendete il mio
giogo sopra di voi…”. È il secondo appello. Bisogna cambiare “giogo”.
Abbandonare quello dei “sapienti e dei dotti” e prendere quello del Maestro
che, nelle Beatitudini, apre una via nuova. Gesù non è meno esigente, anzi, lo
è di più. Ma esige in maniera diversa. Esige l’essenziale: l’amore che libera e
fa vivere.
“Imparate da me
che sono mite ed umile di cuore”. Terzo appello. Gesù non “complica” la vita
inquadrandola in mille precetti che opprimono creando la dannosa certezza che
Dio mi ama perché me lo merito. Gesù si fa compagno di strada, apre vie nuove,
non opprime, non sta col fiato sul collo. Propone se stesso nel dono della vita
e chiede a chi vuole di fare altrettanto, con Lui e come Lui.
Un
abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.
Iscriviti a:
Post (Atom)