mercoledì 15 gennaio 2020

Buongiorno mondo!


Buongiorno mondo! "La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva" (Mc 1,29-39). 
Contemplo questa bellissima icona dipinta dalle parole di Marco. Questa scena, così semplice ma densa allo stesso tempo,  invita a superare il limite di quanto dipinto e a entrare nella sua dimensione simbolica. Dipinta secoli fa, questa icona potente parla a noi oggi e parla di noi. Quella suocera allettata e febbricitante è ciascuno di noi, è ogni nostra comunità, è la Chiesa intera. Ogni qualvolta la comunità dei discepoli cede alle sirene del potere, dell'avere e dell'apparire, la febbre che alimenta questa unica bramosia dai tre volti si manifesta con il suo effetto più debilitante: ci stende, ci adagia in un sepolcro dall'aspetto invitante, ma che resta pur sempre un sepolcro, ossia uno spazio dove la morte regna sovrana, facendoci scambiare il bene col male, la vita con la morte.
Occorre qualcuno, allora, che parli al Maestro, all'unico medico capace di ridare vita, di rimettere in piedi. Chi parlerà al Maestro? Basta ascoltare attentamente e tale voce si distingue in mezzo alla cacofonia delle tante sirene che cercano di allettare con i loro soavi canti. È il canto reso sgraziato dalla voce afona dei poveri, il canto muto di chi non ha voce che ci consegna nelle mani del Maestro affinché egli ci guarisca dalle inerzie, dalle paralisi in cui ci siamo ficcati servendo quell'idolo dal triplice volto fatto di avere, potere e apparire. Illusi di farci grandi con il nostro presunto potere, potenti con le nostre ricchezze, seducenti per le nostre parole e immagini, ci ritroviamo "stesi" e incapaci. Solo il Maestro può "farci rialzare", solo lui può farci risorgere. La comunità dei credenti oggi ha bisogno di essere guarita dalla febbre che la pone al servizio del potere per ritrovare il potere del servizio. Non ci resta che continuare a camminare dietro al Maestro per imparare a "servire" come e con Lui l'umanità. Da guaritori feriti entriamo nella storia, camminando faticosamente ma tenacemente dietro al Maestro. Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

martedì 14 gennaio 2020

Buongiorno mondo!


Buongiorno mondo! Davanti al modo di parlare di Gesù la gente resta a bocca aperta: "Ed erano stupiti del suo insegnamento, perché insegnava loro come uno che ha autorità e non come gli scribi" (Mc 1,21b-28). È l'autorità che viene dalla vita, dall'amore per la vita, dal profondo amore per il bene dell'uomo. È l'autorità del Figlio che trasmette l'amore del Padre e che invita ciascuno non a un percorso di "sottomissione", ma all'apertura confidente, alla relazione filiale, all'incontro gioioso. Per questo gli scribi non hanno autorità: vivono il rapporto con Dio da servi e, automaticamente, si trasformano in padroni esigenti con gli altri. È sempre stato così anche nella storia: quanto più l'immagine di Dio è deformata, tanto più il rapporto con l'altro è fondato sulla disuguaglianza che offusca l'altro fino a renderlo nemico. Lo vediamo, purtroppo, anche in questi giorni: da parte di chi tira Dio per la giacchetta al fine di sostenere persino le proprie posizioni politiche (quasi che Dio fosse il presidente del proprio fans club) o da parte di chi usa e deturpa il volto di Dio per propagandare ideologie religiose che sfociano nella violenza gratuita. Il tutto sempre e solo per il potere. Gesù, il Maestro, ci chiede di essere uomini e donne non di potere, ma che "parlano perché hanno autorità", quella che viene dalla vita che si apre al dono di sé. Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

lunedì 13 gennaio 2020

Buongiorno mondo


Buongiorno mondo!  "Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». E subito lasciarono le reti e lo seguirono" (Mc 1,14-20).
Per Abramo tutto ebbe inizio con un ordine: "Vattene dalla tua terra… dalla casa di tuo padre…": un invito radicale a "spossessarsi" di ogni tipo di relazione per entrare in una dinamica relazionale totalmente nuova che darà origine a quella "benedizione" che è generatrice di vita.
Per i discepoli di questo Maestro venuto dal nulla, l'invito è straordinariamente simile: "Venite dietro a me e lasciate tutto".  Par di avvertire qui l'eco dell'invito primordiale che aleggia fin dalle prime righe della Scrittura, laddove il Creatore invita l'umano a rinunciare ad ogni bramosia di possesso, ad ogni relazione soffocante e sterile, per diventare, con Lui e  come Lui, portatore di vita. Gesù, ai suoi, propone di diventare "pescatori di uomini", cioè uomini capaci di trarre fuori l'umanità da tutte quelle bramosie insane che generano morte, da quel desiderio sfrenato di possedere tutto che alimenta sempre più quelle forze distruttrici che disumanizzano e rendono impossibile la vita. Il Maestro invita i suoi a seguirlo nel suo desiderio di offrire all'umanità l'unica via possibile per uscire salva dal quel "mare magnum" che è il desiderio di possesso che genera morte. Occorre avere il coraggio di stare dietro a Lui lasciando quelle "reti" che ci soffocano, che mortificano il nostro desiderio di vita. Reti che ci siamo costruiti attorno noi stessi e che trovano origine nelle nostre paure, nei nostri bisogni di sentirci padroni di qualcosa, finanche di Dio stesso. Sono le reti che gli idoli, che noi stessi abbiamo costruito, hanno tessuto pazientemente ma tenacemente dentro e attorno a noi, per darci quella sensazione falsa di libertà ma che, giorno dopo giorno, si stringono fino a soffocarci. Sono le reti/idoli del potere, dell'avere e dell'apparire.
Il Maestro ha lanciato il suo invito. A noi di accoglierlo.
Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

venerdì 10 gennaio 2020

Buongiorno mondo


Buongiorno mondo! "Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca" (Lc 4,14-22a).
Ecco di cosa ha bisogno il nostro mondo oggi: uomini e donne che sanno pronunciare "parole di grazia che escono dalla propria bocca".
Viviamo immersi in una cultura che pare aver smarrito il "valore della parola" (cit. dal mio prof. Luigi Alici). Pronunciamo sempre più spesso, e a vanvera, parole che sviliscono il valore stesso della parola: qualcuno dice "pace" mentre tiene le armi in mano; altri dicono "prima noi" mentre con le stesse parole mascherano vili interessi di potere per il potere; altri ancora, anche nella Chiesa, parlano di servizio mentre si servono delle persone.
Siamo chiamati, come discepoli del Maestro, a riappropriarci del "valore della parola"; siamo chiamati a diventare donne e uomini della Parola dalla cui bocca escono "parole di grazia", parole dove "grazia" rimanda a gratuità, a condivisione, a solidarietà.
Ci sono troppi "maestri" oggi nel nostro mondo: noi abbiamo bisogno di testimoni, di donne e uomini che sanno pagare con la vita le "parole di grazia" che escono dalla loro bocca. Coraggio, c'è bisogno di noi.
Un abbraccio a tutte a tutti. Buona vita.

giovedì 9 gennaio 2020

Buongiorno mondo


Buongiorno mondo! "E dentro di sé erano fortemente meravigliati, perché non avevano compreso il fatto dei pani: il loro cuore era indurito" ( Mc 6,45-52).
Non è facile comprendere "il fatto dei pani", o meglio, è più facile nascondersi dietro un semplice "non ho capito" perché, al contrario, hai capito fin troppo bene.
Fin quando l'Eucaristia celebrata resta un fatto tra te e Dio, fin quando fai dell'Eucaristia un momento di culto dedicato "ad majorem Dei gloriam", fin quando l'Eucaristia resta un puro precetto che ti fa sentire un "buon cristiano" a posto con la coscienza perché hai fatto quanto richiesto (cioè il minimo sindacale), resterai "fortemente meravigliato" e con il "cuore indurito".
L'Eucaristia, pane condiviso che parla di compassione e solidarietà, se non ti "costringe" a passare "all'altra riva", se non ti spinge cioè ad andare a incontrare le sorelle e i fratelli che "non sono dei nostri", quelli che hanno "vite strane" che non rientrano nei nostri criteri e parametri, allora non è Eucaristia, per lo meno non quella voluta dal Maestro. Insomma, siamo sempre allo stesso punto: se mangi quel pane e non diventi pane a tua volta sei solo un bravo attore, un bel "sepolcro imbiancato" così che lo si possa ben vedere da lontano ed evitare con cura.
L'Eucaristia è certamente "fons", sorgente di vita, ma di una vita che deve diventare "culmen", vetta di vita per tutte e tutti, senza distinzione alcuna. Dio non ci vuole per lui, ma con lui e come lui per l'altro. Senza questo, tutto diventa una bella ma semplice buffonata, elegantemente eseguita da attori con il "cuore indurito".
Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

mercoledì 8 gennaio 2020

Buongiorno mondo


Buongiorno mondo! "Essendosi ormai fatto tardi, gli si avvicinarono i discepoli dicendo: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congedali, in modo che, andando per le campagne e i villaggi dei dintorni, possano comprarsi da mangiare». Ma egli rispose loro: «Voi stessi date loro da mangiare»" (Mc 6,34-44).
I discepoli del Maestro fanno fatica ad uscire dalla mentalità commerciale: ogni cosa ha un prezzo, ogni cosa si può comprare o vendere. In questa logica la compassione gratuita, grembo che genera la condivisione e la solidarietà, difficilmente trova spazio. Per questo il Maestro invita i suoi a dare del pane facendosi pane. Chi intende seguire Lui non può limitarsi a dare qualcosa: sul piatto si mette la vita intera o nulla. Non si fa la carità ma si è caritatevoli, espressione vivente della misericordia divina. Non siamo lì a distribuire viveri, ma a farci noi stessi pane per la vita della sorella o del fratello che incrociamo nella nostra faticosa quotidianità. Il Maestro non ci invita a depositare una monetina sulla mano che si tende verso di noi, ma a farci alimento vitale, spazio in cui si accetta di giocarsi la vita nella solidale condivisione di tutto se stessi. Se la compassione che sgorga dal cuore del Maestro non trova carne nella nostra compassione tutto il pane eucaristico che spezziamo ogni domenica è solo una bella commediola recitata per aggiustarci la coscienza. Dio non ha bisogno di questo ma desidera che a partire da questo diventiamo per l'altro ciò che mangiamo alla mensa del Signore. Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

martedì 7 gennaio 2020

Buongiorno mondo


Buongiorno mondo! "Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo" ( Mt 4,12-17.23-25).
Gesù va ad abitare a Cafarnao, in Galilea. Non resta a Gerusalemme, la città del Tempio, la città ove la presenza di Dio si respira ovunque, la città dove è più facile reperire  i suoi rappresentanti ufficiali. Gesù si stabilisce in quella Galilea dove pare che anche lo stesso Adonai faccia fatica ad arrivare: una terra di cafoni, disprezzati dagli uomini e non proprio visti di buon occhio neanche da Dio, pare. Eppure è proprio in questo territorio che Gesù fa risuonare l'annuncio sconvolgente della prossimità del Regno, cioè di Dio stesso in mezzo al suo popolo. Colui che è nato nella "stanza impura" a Betlemme, porta la presenza dell'Altissimo in questa terra "impura", agli occhi della religione ufficiale. E tale presenza si manifesta non punendo né giudicando, come ci si poteva attendere, ma "guarendo". Le mani guaritrici di Gesù, la sua parola di vita, annunciano la presenza di un Dio che ama il suo popolo, lo vuole felice e libero da tutto ciò che ferisce la dignità umana.
Ecco, il senso della nostra presenza nel mondo è proprio questo: entrare senza paura nelle "stanze impure" della storia, camminare su quei viottoli percorsi da chi è stanco, escluso, fragile, lontano, per annunciare questo Regno, questa Presenza che si fa misericordia guaritrice, Presenza compassionevole che  traspare proprio lì dove il benpensante religioso sarebbe pronto a giurare che "Lì Dio non c'è né potrebbe mai esserci". Come e con Gesù ci siamo noi per renderLo manifesto.
Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.