martedì 1 settembre 2020

Buongiorno mondo!

 

Buongiorno mondo!

Una parola che libera

 

"In quel tempo, Gesù scese a Cafàrnao, città della Galilea, e in giorno di sabato insegnava alla gente. Erano stupiti del suo insegnamento perché la sua parola aveva autorità.

Nella sinagoga c’era un uomo che era posseduto da un demonio impuro; cominciò a gridare forte: «Basta! Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!».

Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E il demonio lo gettò a terra in mezzo alla gente e uscì da lui, senza fargli alcun male.

Tutti furono presi da timore e si dicevano l’un l’altro: «Che parola è mai questa, che comanda con autorità e potenza agli spiriti impuri ed essi se ne vanno?». E la sua fama si diffondeva in ogni luogo della regione circostante." (Lc 4,31-37)

 

Gesù non gradisce chi con troppa disinvoltura usa, o peggio, abusa del suo Nome. Figlio di una cultura religiosa che chiede il massimo rispetto per il "Nome" (nominare può, in un certo qual senso, indicare il desiderio di possedere, piegare al proprio volere, ridurre a idolo), mette a tacere senza troppa delicatezza chi così agisce.

Questo "demone" che rivela la nostra bramosia mai soddisfatta di mettere mano su Gesù, e di conseguenza su Dio stesso, alberga nel nostro cuore e balza fuori non appena un evento della storia, una persona, un fatto mettono in crisi l'immagine radicata e trasmessa in noi di Gesù stesso dalla cosiddetta "tradizione". Allora subito "gridiamo forte": "Io so chi tu sei!", noi sappiamo, noi conosciamo e nessuno può farci cambiare idea.

 

Fratello, sorella: il discepolo non è colui che crede di sapere tutto del Maestro, ma colui che agisce come il Maestro, rinunciando ad ogni pretesa di possesso su Gesù e sul suo messaggio. Discepolo è colui che vive come e con il Maestro, non colui che, in nome di una formale adesione ai dogmi della fede, rinuncia a lasciarsi mettere ogni giorno in crisi dall'autorevolezza della parole liberanti che escono dalla bocca di Colui che è la Parola fatta carne. Solamente dalla e nella carne del "Santo di Dio" possiamo imparare a balbettare, umilmente, la parola "Padre", senza pretesa alcuna.

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

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