martedì 29 settembre 2020

Buongiorno mondo!

 

Buongiorno mondo
Angeli e scale

Gv 1,47-51
 
In quel tempo, Gesù, visto Natanaèle che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità». Natanaèle gli domandò: «Come mi conosci?». Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto l’albero di fichi». Gli replicò Natanaèle: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!». Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto l’albero di fichi, tu credi? Vedrai cose più grandi di queste!».
Poi gli disse: «In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo».

Per la festa dei Santi Arcangeli la liturgia propone un testo in cui si parla di angeli (è una festa che mi pone un dilemma: angeli, arcangeli… vescovi, arcivescovi… chi ha copiato da chi? Mah… dilemma irrisolto). Il testo è a chiusura della parte introduttiva del quarto vangelo e l'ultimo versetto di oggi è la prima delle affermazioni solenni cui il Maestro abituerà i suoi: "In verità, in verità vi dico" che potremmo rendere con: "Davvero vi assicuro". L'evangelista fa un riferimento che i suoi ascoltatori recepiscono senza difficoltà (al contrario di noi): la visione di Giacobbe, quella della scala tanto per farla breve, narrata in Gn 28,12ss. Questa scala, percorsa da angeli, indicava la possibilità per Giacobbe/Israele di entrare in relazione con Dio: un'apertura verso il cielo, luogo e frontiera della presenza divina. Ora, quando il Maestro afferma con solennità davanti a un "autentico israelita" come Natanaèle, rappresentante di quell'Israele che è rimasto fedele all'Alleanza senza prostituirsi agli idoli, che Lui è quella scala, il significato è chiaro. Gesù è la porta d'accesso permanente al Padre: per il suo tramite il "cielo" è perennemente aperto. Il Maestro ribadirà poi questo quando si definirà come la Via, la Porta, e via discorrendo. Il luogo della comunicazione tra divino e umano è la carne del Maestro che viene da quella Galilea da tanti ritenuta come abbandonata da Dio stesso, terra di "cafoni ignoranti" religiosamente incolti.

Sorella, fratello: la vita. la parola, lo stile di vita del Maestro sono via d'accesso al divino. Gesù è l'unica "scala" da percorrere per imparare a capire chi è Dio, come funziona, cosa fa, come entra in relazione con noi, quale è il suo progetto fin dalla creazione del mondo. 
Dunque siamo sempre alla solita questione: continuare ad affermare che Gesù è Dio (come facciamo quando recitiamo a pappagallo il Credo domenicale) non ci aiuta a comprendere quello che Lui ha voluto farci capire: e cioè che Dio è Gesù. Nella sua carne si svela a noi il Volto che fino ad allora era impossibile guardare; nella sua parola/stile di vita si rende pronunciabile il Nome che fino ad allora nessuno osava pronunciare. "Vedere il cielo aperto" significa accettare la sfida di accogliere quell'immagine di Dio inedita e per noi spesso inaccettabile che Gesù propone e che l'Israele dei pii osservanti rifiuterà.
A questo punto occorre mettere da parte la paura (e la sicurezza delle proprie convinzioni religiose) e accettare di salire su quella "scala", il Maestro stesso.
Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.


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