martedì 16 novembre 2021

Buongiorno mondo!

Incroci di sguardi


Lc 19,1-10

"In quel tempo, Gesù entrò nella città di Gèrico e la stava attraversando, quand’ecco un uomo, di nome Zacchèo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere chi era Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, perché era piccolo di statura (…)".



Luca è pittore, si dice, e il suo vangelo è tutto per dipingere questo volto di Dio che si contempla in Gesù e direi che questo testo è come una tavolozza. Tutti i colori che ha usato nel resto del vangelo li troviamo in questo brano. Ogni parola qui è in un episodio chiave del vangelo e vengono fuori tutte. Purtroppo lo spazio che abbiamo non ci permette di dilungarci nell'offrire piste per contemplare questo stupendo affresco.

Zaccheo (il cui nome è abbreviazione di Zaccaria che significa "Dio si ricorda"… e non è un caso…) fa parte, anzi è il capo, del gruppo di persone tra le più odiate in Israele: egli appartiene al quel gruppo di traditori infami che lavorano per i Romani come esattore delle tasse. E lui in particolare ne è il capo: arciesattore, e quindi "arcipeccatore", tra i primi che il Messia avrebbe polverizzato fin dal suo apparire.

Quest'uomo, piccolo in tutti i sensi, che tutti scansano, proprio lui cerca di vedere chi è Gesù. Non è un semplice guardare: è voler vedere chi è. Tutta la seconda parte del vangelo secondo Luca vuol portare a vedere chi è Gesù (ricordate ieri il cieco?). Anzi, alla fin fine, chi è Dio, che è il nostro autentico problema: vedere chi è nostro padre per vedere chi siamo noi.
E in Gesù questo Dio si rivela come Colui entra nel riposo dimorando da Zaccheo, la quintessenza dell'impurità. Oh, che Dio è mai questo? Che Dio è questo che entra nello sabbat dimorando presso la casa e la vita di un tal peccatore, di ognuno di noi?

Ecco il Dio che Gesù mostra a "chi sa vedere": Colui che viene a farci scendere da quell'albero primordiale sul quale ci siamo nascosti perché preda delle nostre paure che nascono dalle nostre immagini distorte di lui. Il Dio di Gesù è sconvolgente perché sceglie di fare per sua dimora la nostra impurità, la nostra piccolezza che nascondiamo dietro i nostri desideri e manie di potenza e grandezza.
Il Dio di Gesù riposa dentro le nostre impurità per insegnarci ad alzare lo sguardo e a non temere: la sua passione per noi, mostrata paradossalmente nella croce, è l'unica forza capace di guarirci e "farci diventare grandi".

Un abbraccio a tutte e a tutti. Buona vita.

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